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Lariano - Dialetto larianese protagonista con "A fine d'o Monno", di "Amentesveglia" - Castelli Notizie

Lariano – Dialetto larianese protagonista con “A fine d’o Monno”, di “Amentesveglia”

dialetto larianese
dialetto larianese

Una favola di altri tempi ma oltremodo attuale quella raccontata dagli attori della nostra sempre più famosa  associazione “Amentesveglia” di Lariano.

Sabato 5 gennaio  e domenica 6 gennaio 2020, il regista, sempre giovane di età ma non di capacità e talento,  Andrea Abbafati, ci ha trasportato, come è solito fare, in un atmosfera di altri tempi, precisamente agli inizi del novecento.

Il dialetto larianese, padrone della scena, ci ha fatto ripercorrere la vita dei nostri antenati tra scene comiche e serie, grazie a colpi di scena continui che di certo non hanno permesso a nessuno di distrarsi da quanto stava accadendo sulla scena. 

Un polifunzionale stracolmo, attento e molto partecipe  è entrato nella vita e soprattutto nella casa di Furgenzio e Giuseppa che alle prese con un figlio alquanto dispettoso hanno visto trasformare la loro umile casa in un albergo, dove andavano e venivano gli abitanti di tutto il paese.

La storia , molto semplice, racconta della paura di tutti gli abitanti di fronte alla notizia, data da un uomo vestito di tutto punto e in un corretto italiano, che da lì a breve ci sarebbe stata la fine del mondo. Di fronte ad una così grave notizia ogni diverbio successo in precedenza,  non aveva più senso di esistere e le cognate in guerra tra loro per i litigi dei figli, i fratelli in continua competizione, la pettegola del paese (da cui la notizia era partita), il prete, Don Temistocle, il giovane americano (in realtà italianissimo), il sempliciotto del paese (soprannominato Vorgarotto), il vigile Urbano, i futuri sposi  e l’anziano nonno si ritrovano a condividere tra disperazione e speranza l’ultima notte della loro vita prima della fine del mondo.

lariano dialetto

Il calore emanato dalla scena in cui ogni personaggio si accuccia vicino ad un altro ha ad un certo punto riempito il teatro e quegli stessi attori si sono trasformati e sono diventati noi,  abitanti di Lariano al giorno d’oggi. Anche noi abbiamo paura della fine del mondo a causa di tutte le guerre che lo stanno sconvolgendo.

lariano polifunzionale teatro

Anche noi vorremmo avere una sola casa dove rifugiarci per poterci stringere gli uni con gli altri. Ci piacerebbe molto avere un amico Furgenzio che anche se brontolone apre la sua casa e dona ciò che ha a chi ne ha più bisogno. Ognuno di noi ha potuto ritrovare in ogni personaggio se stesso e per il tempo dello spettacolo nella favola ci  siamo entrati tutti.

La favola giustamente, come da copione,  finisce bene: e, visto che all’alba si rendono  conto che la fine del mondo non c’è stata ma che era stato un malinteso, tutti  vivono  felici e contenti. Ma la nostra di favola? Il regista Andrea Abbafati, alla fine dello spettacolo ci ha emozionati leggendo una sua poesia rivolta alla nostra quercia abbattuta dal vento. La nostra casa, la quercia che tanta parte dei discorsi larianesi ha ascoltato, ora non c’è più. Al suo posto, come lo yin (il nero) e lo yang (il bianco), una voragine e tanta luce. Andrea ci invita a ripartire da qui. Dal ricordo di ciò che è stato e che ci ha permesso di costruire un paese veramente bello. I messaggi del noto regista vanno ben oltre quelli che possiamo leggere sulla locandina: Andrea, come ogni volta, ci suggerisce di guardare oltre le apparenze, di ascoltare il cuore e far emergere l’amore che è in ognuno di noi.

Stringiamoci forte per attraversare quella che sembra essere una notte molto buia e lunga. Solo stando insieme riusciremo a ricostruire un mondo migliore. 

Grazie ad Andrea Abbafati, grazie a tutta l’associazione “Amentesveglia”, grazie agli attori che sfidando la paura e il timore si sono mostrati anche  nelle loro fragilità dimostrandoci ogni volta un amore senza confini: Romano Sciotti, Fabio di Giacomantonio, Roberta Bartoli, Asia Cellucci, Giampiero Cugini, Andrea Oddi, Jacopo Pantoni, Giordano Caliciotti, Joseph Maria Botticelli, Ilaria Romeo, Lorenzo Bruni, Carlotta Sperati, Matteo Picca. 

Questo è il Paese che vogliamo costruire, questo è il nostro paese, la nostra LARIANO!

                   PROF.SSA SABRINA VERRI

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