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Partorisce nel bagno di casa! L'odissea di una famiglia di Lariano: "Sofia è nata, ma che terrore..." racconta il papà - Castelli Notizie
CRONACA

Partorisce nel bagno di casa! L’odissea di una famiglia di Lariano: “Sofia è nata, ma che terrore…” racconta il papà

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Una vera e propria odissea quella vissuta da una famiglia di Lariano, che si è trovata a vivere nel terrore quello che sarebbe dovuto essere un momento di indimenticabile felicità.

Venerdì 13 novembre alle 7 del mattino è nata Sofia, venuta alla luce a casa, per circostanze che non hanno lasciato impassibili i protagonisti di questa storia. Sofia è venuta alla luce in condizioni proibitive e tutto è filato liscio solo per merito della sua mamma e il suo papà.

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Il braccino della piccola Sofia, venuta alla luce il 13 novembre a Lariano

Oggi la mamma e la piccola sono ancora ricoverate presso l’Ospedale dei Castelli Romani (NOC); stanno bene, per fortuna, e usciranno a giorni. Ma la nascita di Sofia, venuta alla luce con un peso di 2,680 kg e 47 centimetri di altezza, ha la particolarità di essere avvenuta in casa, nel bagno, nel terrore di un papà che non sapeva come comportarsi e di una giovane mamma  in preda ai dolori di un travaglio e la paura di non farcela. 

Nonostante l’accuratezza e la premura con cui è stata seguita l’intera gravidanza il rischio che potesse accadere qualcosa di spiacevole non era così lontano. Il parto spontaneo era previsto intorno al 9 novembre posticipato poi al 16, dopo l’ultima visita ginecologica del 5 novembre.

Giovedì scorso però Dalila, la mamma di Sofia,  ha iniziato ad avere dei piccoli dolori al basso ventre finché questi si sono trasformati in serata in vere e proprie contrazioni, tanto da indurre il marito a portarla in un Ospedale pontino, all’una e mezza della notte, dove presta servizio  la sua ginecologa.

Arrivati lì – ha raccontato l’uomo – le hanno fatto il tampone Covid e l’hanno fatta salire al reparto dove è stata visitata e trovata con una dilatazione di 2 dita. Le hanno attaccato il monitoraggio dopo il tracciato le è stato detto di tornare a casa, perché a loro parere mancava ancora molto al parto. Quando è scesa mi ha riferito di avere una contrazione una dietro l’altra e io avevo paura a tornare a casa, tanto più che abitiamo a 35/40 minuti da li. Nel tragitto di ritorno sono andato pianissimo per eventualmente tornare indietro se le cose fossero precipitate…”.

Dopo gli accertamenti dovuti, nonostante le perplessità della coppia, è stato quindi ritenuto preferibile e sicuro rimandare la donna a casa, ma sin dal viaggio di ritorno ed appena a casa le contrazioni sono diventate sempre più forti e ravvicinate.

Rispediti a casa notte fonda, Cristian, il marito, si è assopito qualche minuto, ma è stato risvegliato bruscamente dalla moglie che, rimasta bloccata in bagno dai forti dolori, è riuscita a svegliarlo, chiedendo disperatamente aiuto.

L’uomo ha immediatamente allertato il 118 e la ginecologa, ma una volta giunti i soccorritori la moglie aveva già  partorito, in piedi e nel bagno. L’hanno trovata sul  letto con la bimba in braccio e il cordone ombelicale legato dal papà, con il laccio di una bomboniera.

“Non avrei mai detto che sarei riuscito a gestire una simile situazione – ha raccontato l’uomo a “Castelli Notizie” –. Ero terrorizzato, tanto più che con noi era presente anche il piccolo di 6 anni. Mia moglie è stata impeccabile: dopo aver sentito la testolina della nostra bimba, con un’unica spinta ha fatto uscire l’intero corpicino e afferrandole le spalle l’ha portata sul suo seno, così in piedi com’era. A quel punto le ho prese entrambe e le ho fatte sdraiare sul letto, consapevole che quello accaduto è stato un vero e proprio miracolo..! Pensate che casa era un lago di sangue”. 

A distanza di giorni resta la sensazione di rabbia mista ad angoscia per quello che sarebbe potuto accadere; un’amarezza che ha mitigato la gioia di una nascita, lasciando la percezione che le cose potevano essere gestite diversamente.

Grazie di cuore ai due operatori dell’autoambulanza che sono stati meravigliosi. Anche se Sofia era già nata, da solo non avrei proprio saputo che fare”, ha aggiunto Cristian, che insieme a Dalila ha ringraziato accoratamente per  l’accoglienza premurosa e professionale ricevuta nell’Ospedale dei Castelli. “Per fortuna – ha aggiunto -, ringraziando Dio non hanno riportato danni di nessun tipo, ma mi chiedo come si fa nel 2020 a far nascere una bambina a casa a Lariano?”.

Ciononostante quanto accaduto s’inserisce in un contesto sanitario territoriale con gravi lacune a livello di garanzie assistenziali per le future mamme.

L’Ospedale dei Castelli per chi abita a Lariano non è proprio dietro l’angolo, e mentre la riapertura del Punto nascita dell’Ospedale di Velletri è stata appena rimandata a data da destinarsi e l’Ospedale dei Castelli è stato riconvertito interamente al Covid-19, con la sola eccezione dei reparti di Ostetricia e Pediatria, continuano le difficoltà per tante partorienti del nostro territorio, costrette a fare la spola verso i nosocomi della Capitale o della pianura pontina. 

L’ultimo caso ci ha portati a Lariano e testimonia appieno il caos che si sta vivendo in termini sanitari. Ma anche quanto la Vita riesca spesso ad essere più forte di tutto, persino delle cervellotiche scelte di chi muove i fili della sanità, ignaro del grido di dolore che da tempo arriva dall’intero territorio…Una Vita che si rispecchia negli occhi lucenti della piccola Sofia e nell’amore smisurato dei suoi genitori.

Doriana Beranzoli

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