Quantcast
Elezioni Frascati, si affaccia il nome dell'avvocato Giorgio Rubini. Il centrodestra? Batta un colpo - Castelli Notizie
POLITICA

Elezioni Frascati, si affaccia il nome dell’avvocato Giorgio Rubini. Il centrodestra? Batta un colpo

giorgio rubini

di Claudia Proietti

A quasi due mesi dalla sfiducia firmata nei confronti dell’ex sindaco Roberto Mastrosanti e a meno di 6 dalle prossime elezioni amministrative, la politica frascatana sembra vivere in uno strano limbo, come sospesa. Un caos calmo che in realtà cela movimenti e scambi che avvengono dietro le quinte di una Frascati che sicuramente non merita e non è forse neanche disposta a sopportare una lunga ed estenuante campagna elettorale. Una zona d’ombra in realtà affollatissima e che gli addetti ai lavori frequentano già da tempo e a diverso titolo, ognuno con obiettivi e modi differenti. Se è comunque vero che i nodi – e i nomi – da sciogliere ufficialmente – sono ancora tanti, è anche altrettanto evidente quanto la politica tuscolana sia oggi più che mai la “sorvegliata speciale” di chi dall’alto osserva e dispone: un territorio in cui la realpolitik cala i suoi assi migliori, affermando posizioni di potere ed elargendo rendite pronte all’incasso.

Ma procediamo con ordine.

Verosimilmente dopo Pasqua ci saranno situazioni più definite, ma di fatto ad oggi l’unica forza politica ad aver ufficializzato una candidatura è il Partito Democratico, che ha deciso di presentare Francesca Sbardella. Già segretaria del circolo locale PD, ex vicesindaco nell’amministrazione Spalletta e capogruppo dem tra le forze di opposizione nel governo Mastrosanti, Francesca Sbardella è stata scelta dal direttivo locale che “ha riconosciuto in lei le capacità e le competenze per fare sintesi tra le diverse forze che si stanno unendo in un progetto di ampio respiro”. Un pedigree che in questo momento storico sottolinea la volontà del PD di tornare alla politica con la P maiuscola, quella che detta le linee di governo e rassicura, garantendo decisioni ferme e abbandonando scelte civiche meno gestibili e forse meno premianti. Una candidatura ormai “matura”, della serie se non ora quando, espressione pura del partito di centro sinistra che punta a riprendere in mano il governo della città dopo quasi 4 anni in minoranza. Un compito ambizioso, con un partito fresco di dimissioni da parte del suo segretario nazionale, nuove nomine e in pieno subbuglio interno. Un’ambizione che punta ad aggregare quante più forze possibili e fa il paio con quella della vicina città di Marino, in cui il segretario regionale PD, Bruno Astorre, insieme al coordinatore provinciale, Rocco Maugliani, lo scorso febbraio chiamavano a raccolta Movimento 5 Stelle, forze civiche e politiche di ispirazione progressista, ambientalista ed europeista per costruire un campo largo del centrosinistra. Un appello che oggi, almeno su Frascati, non sembra aver infiammato gli animi e suscitato grande entusiasmo nonostante un primo appoggio pare sia intanto arrivato da parte di Roberto Eroli e i suoi…Ma è ancora presto e la lista dei non ancora pervenuti è lunga. Primo su tutti Franco Posa: non è chiara la posizione dell’ex sindaco, ben rappresentato nell’ultimo consiglio comunale da Roberto Gherardi De Candei e da Viva Frascati, gruppo che però non sembra aver apprezzato il diktat PD di una candidatura già imposta. Si vedrà.

giorgio rubini

Del resto non stupisce che l’ampia e variegata platea del centro sinistra tuscolano possa accogliere con diffidenza un nome così marcatamente caratterizzato PD. Un centro sinistra che i ben informati danno in pieno fermento e ricostituzione, e che, come sintesi delle diverse anime, da quelle più partigiane alle più moderate, vorrebbe convergere sul nome dell’avvocato Giorgio Rubini. La candidatura di un professionista conosciuto, una figura della società civile, non nuova alla politica e all’associazionismo cittadino, dal passato civico e candidato alle scorse elezioni nella lista “..E ora Frascati” a sostegno di Lello Pagnozzi. Un nome oggi vicino ad Azione di Carlo Calenda: insieme al gruppo nato con lui, Flavio Pagnozzi e Pierluigi Carlà, dissidenti Pd della prima ora, Rubini potrebbe costruire attorno a sé un polo di centro sinistra moderato e pluralista. E Roberto Mastrosanti? Dell’ex sindaco nessuna notizia ufficiale, ma prende consistenza la possibilità che decida di non ricandidarsi e, se parlare di eventuali appoggi, pare oggi sicuramente prematuro, è invece certo che lui, il simbolo di Italia Viva e la sua squadra di fedelissimi non andranno insieme al Partito Democratico.

Silenzio assordante invece dal centro destra dopo una partenza col botto e l’obiettivo sbandierato ai quattro venti di andare unito alle elezioni. Dopo una crisi al buio in cui Marco Lonzi è stato sacrificato sull’altare del “purché cada Mastrosanti” e qualche incontro programmatico avvenuto in ordine sparso, la situazione sembra essere la stessa degli anni precedenti. In Fratelli d’Italia sembrerebbe ormai certo l’abbandono imminente di Lonzi, disattesi gli accordi che lo vedevano candidato sindaco di coalizione. Forza Italia invece è ancora divisa tra Alessandro Spalletta e Mario Gori. Corsi e ricorsi. Forse stavolta si arriverà pure ad una candidatura non imposta dall’alto, magari buona un po’ per tutti – sinistra compresa – ma sostenuta da chi? Dove sono i militanti? Dove sono le truppe pronte a scendere in piazza in mezzo alla gente come chiedeva settimane fa Giorgio Salvitti? Magari si convergerà su Claudio Gori, nome che si fa sempre più insistente, ma c’è davvero la volontà di andare fino in fondo e portarlo in trionfo a Palazzo Marconi? E la Lega che fa? Insomma, un centro destra come una moderna Penelope, intenta a fare e disfare una tela che forse non vedrà la fine neanche in questa tornata elettorale. In tutto questo panorama complesso e variegato c’è poi l’esperienza civica della Frascati Futura di Mirko Fiasco, che continua invece, con costanza e ritmo serrato a occuparsi dei problemi della città. Da parte di Fiasco, fuori dalle trattative con il centro destra nonostante qualche tardivo e maldestro ammiccamento sia arrivato nei suoi confronti, non si esclude la discesa in campo con Anna Delle Chiaie candidata sindaco, oppure in sostegno di un terzo polo. Ultimo, ma non per ultimo, il senatore Emanuele Dessì, ormai ex 5stelle e senza vincoli di partito di sul territorio, ma intenzionato a entrare nell’agone e dire la sua.

Una situazione ancora complessa e tutta in divenire, ma che nelle prossime settimane dovrebbe iniziare ad assumere contorni più definiti, dando il là ad una campagna elettorale che difficilmente entrerà nel vivo e nei contenuti prima dell’arrivo dell’estate.

Più informazioni
commenta