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Genzano - Taglio del bosco ceduo comunale, politica sul piede di guerra - Castelli Notizie
POLITICA

Genzano – Taglio del bosco ceduo comunale, politica sul piede di guerra

boschetto genzano via toscana

Nelle scorse settimane, hanno visto il loro inizio le operazioni disposte dall’Amministrazione comunale congiuntamente con gli uffici, che riguardano il taglio del bosco ceduo comunale. A Genzano, infatti, sono presenti due “boschetti” composti principalmente di alberi di castagno, rispettivamente in via Marche e via Toscana ed in via Achille Grandi, quest’ultimo più comunemente chiamato “la macchietta” dai genzanesi, e che è adiacente al parco di Padre Pio.

boschetto genzano via toscana

Di fatto, al momento, dei due boschetti ne rimane ben poco, se non circa cinquanta arbusti presso il parco “La Villa” e qualche albero è visibile nel boschetto nelle vicinanze dell’ospedale De Santis. L’amministrazione comunale della Città dell’Infiorata ha ritenuto opportuno eseguire dei sopralluoghi con i Carabinieri forestali di Velletri ed ha deciso di avviare la cosiddetta ceduazione, che consiste nel taglio di gran parte degli alberi in un bosco, che poi potranno ricrescere tramite i “ricacci”.

La decisione dell’amministrazione e la conseguente ceduazione già effettuata ha scatenato l’ira dell’intera opposizione che compone il consiglio comunale, con Rosatelli, Neglia, Papalia (centrodestra) e Gabbarini e Di Veronica (Movimento civico Città Futura), che hanno espresso la propria contrarietà alla decisione del governo locale. Da subito è stato Fabio Papalia, di Fratelli d’Italia, a chiedere lumi all’amministrazione sulla reale necessità di un intervento così invasivo, seguito poi dai consiglieri Rosatelli (Rosatelli con Genzano) e Neglia (Lega) che di fatto si sono mostrati più duri ed hanno aspramente criticato la scelta: “Era proprio necessario fare un intervento del genere per pulire l’area e mettere in sicurezza qualche albero pericolante? Questo è quello che resta del boschetto dopo il taglio di centinaia di alberi: la distruzione del sottobosco con i mezzi cingolati e l’azzeramento di un microambiente di pregio per piante e animali”, ha scritto Piergiuseppe Rosatelli sui suoi profili social.

boschetto genzano via toscana

Non meno leggera la critica del Movimento civico Città Futura, che in tutta la scorsa campagna elettorale ha dedicato lunghi dibattiti sulla necessità di una “rivoluzione green” per rilanciare il paese. Sulla relativa pagina Facebook è stato pubblicato un video risalente al 2018, amministrazione del Movimento Cinque Stelle guidata dal sindaco Daniele Lorenzon, quando l’attuale Presidente del Consiglio Comunale, Patrizia Mancini, criticava aspramente la scelta di abbattere le querce su via Emilia Romagna e l’approssimarsi del taglio del bosco, già disposto dalla giunta Lorenzon: “Chi oggi governa la città un tempo si opponeva a qualsiasi taglio di alberi. Oggi queste stesse persone sono complici del più grande abbattimento di flora e di fauna mai avvenuto a Genzano!”, hanno scritto i membri del movimento civico.
I consiglieri Flavio Gabbarini e Cristian Di Veronica hanno deciso, nei giorni scorsi, di avviare una campagna di sensibilizzazione per informare la cittadinanza sul danno arrecato all’ecosistema e all’avifauna che abitava i boschetti, seppure l’intervento abbia ricevuto il via libera della forestale. “Non contestiamo la legittimità di quanto fatto, ma che la scelta politica sia sbagliata è evidente. Il boschetto meritava un diradamento delle alberature, soprattutto secche o pericolanti, insieme ad una pulizia e riapertura dei sentieri”, ha scritto più volte Gabbarini.

Dal canto loro, vari membri di maggioranza del consiglio comunale e dell’amministrazione hanno difeso a spada tratta la scelta del taglio ceduo. La presidente Mancini ha così commentato: “L’amministrazione attuale ha proceduto nel modo giusto, con tutti gli atti dovuti e le autorizzazioni necessarie, con l’aiuto di esperti qualificati, alla luce del sole e con i necessari controlli”, scatenando nuove polemiche con i membri dell’opposizione, che si sono riservati di verificare anche che le disposizioni della forestale siano state pienamente rispettate dalla ditta esecutrice.

Una polemica che difficilmente vedrà la sua fine nel breve termine e che sicuramente vedrà l’opposizione intervenire più e più volte sulla questione, alimentando il botta e risposta con la maggioranza al governo della città che, carte alla mano, non mancherà di voler dimostrare la bontà di quanto effettuato.

Samuel Nocera

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