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Monte Compatri - Scontro in Consiglio sulla piscina di via delle Cannetacce. Passa la rinegoziazione della fidejussione - Castelli Notizie
POLITICA

Monte Compatri – Scontro in Consiglio sulla piscina di via delle Cannetacce. Passa la rinegoziazione della fidejussione

piscina monte compatri via delle Cannetacce

Scontro aperto nel Consiglio Comunale odierno sulla delibera per l’approvazione della rinegoziazione della fidejussione per la realizzazione della piscina: dopo sei anni dalla firma della convenzione, l’amministrazione D’Acuti vuole accelerare sulla realizzazione dell’opera, ma dalla minoranza si avanzano forti perplessità sulla validità del vecchio piano economico finanziario.

Di Elena Campolongo

La questione della piscina era ormai una bomba ad orologeria pronta ad esplodere ed oggi se ne è avuta la prova. Portata in discussione la delibera sulla rinegoziazione della fidejussione per la sua realizzazione – in via delle Camnetacce -, la minoranza è di fatto insorta, portando al centro del dibattito numerose problematiche.

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Attuale stato del sito in cui dovrebbe sorgere la piscina

In via preliminare, è necessario ricordare che la convenzione tra il Comune di Monte Compatri e i privati che dovranno realizzare e gestire l’impianto è stata sottoscritta ben sei anni fa, a marzo del 2015. Per la realizzazione dei due lotti – l’uno del campo sportivo, l’altro della piscina – la A.T.I. S.B.A e la MA.RE costruzioni sono ricorse all’accensione di un mutuo di cui il Comune di Monte Compatri si è fatto garante, con l’ovvia conseguenza che, nello sfortunato caso in cui i privati dovessero risultare insolventi, il Comune dovrà pagare di tasca propria le rate di questo mutuo. L’importo totale dell’operazione è di 1.567.754,40 euro e il project financing, con il relativo piano economico finanziario, si basa proprio sul rispetto della convenzione stipulata nel 2015.

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Tale convenzione è divenuta il nodo centrale del dibattito odierno: la delibera si focalizzava su una semplice rinegoziazione del mutuo da parte del privato – fortemente colpito dalla crisi veicolata dalla pandemia -, ma di fatto l’attenzione è stata spostata proprio sul piano economico finanziario e sul rispetto dei vincoli sanciti dalla convenzione: “Il rapporto tra il Comune di Monte Compatri e il Concessionario è regolato dalla convenzione sottoscritta a marzo del 2015 – ha dichiarato il Consigliere Ferri in aula – se non viene rispettato puntualmente ciò che è scritto in essa, viene meno il piano economico su cui si tiene il project financing. Sulla convenzione c’è scritto che il primo lotto deve essere realizzato entro 365 giorni, cui se ne aggiungono altri 365 per motivi eccezionali. Ad oggi sono trascorsi sei anni, quindi quel piano economico finanziario è venuto meno”.

Prima di acconsentire alla rinegoziazione del mutuo, quindi, si è chiesto di conoscere quale sia lo stato di salute delle ditte concessionarie – in particolare della MA.RE costruzioni che il Consigliere Ferri ha annunciato essere in liquidazione -, nonché di “compiere delle verifiche per comprendere quali siano state le ragioni per cui il soggetto attuatore non abbia eventualmente rispettato le tempistiche contrattuali”, come ha aggiunto il Consigliere De Carolis.

A queste domande non si è data una risposta puntuale e l’Assessore Villa ha sottolineato che “le rate sono state pagate” e che “in questo caso si tratta solo di rimodulare un importo che è stato garantito anni fa”. Una risposta che non è bastata, evidentemente, a confortare l’opposizione: la votazione si è chiusa con i 9 voti favorevoli della maggioranza, tre astenuti (De Carolis, Ansovini, Moriconi) e cinque contrari (Gara, Ferri, Mengarelli, Masi, Martorelli), riconfermando ancora una volta la fragilità dell’amministrazione D’Acuti, costretta ormai spesso a salvarsi in corner con un voto.

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