Quantcast
Ariccia, Indiati e Monosilio chiedono parchi gioco inclusivi - Castelli Notizie
POLITICA

Ariccia, Indiati e Monosilio chiedono parchi gioco inclusivi

parchi gioco inclusivi

I consiglieri di minoranza di Ariccia, Enrico Indiati e Francesca Monosilio, hanno protocollato una mozione avente ad oggetto “‘un parco per tutti’ area gioco inclusiva in tutti i quartieri di Ariccia”.

Un atto di cui si è parlato brevemente nel corso dell’ultimo Consiglio comunale del 26 aprile di Ariccia, convocato in seduta straordinaria in merito alla mozione relativa alla terza isola ecologica, non senza polemiche visto che la mozione non era inserita all’ordine del giorno.

parchi gioco inclusivi

La proposta ha a tema l’accessibilità ai parchi da parte dei bambini aventi disabilità. Attraverso la mozione, si richiede al Sindaco di provvedere alla “realizzazione di un progetto di riqualificazione dei parchi giochi esistenti sul territorio, con una concezione di inclusività, […] per dotare ogni quartiere della città di Ariccia di un parco munito di giochi da esterno adeguati per i ragazzi con disabilità, abbattendo eventuali barriere architettoniche”.

I parchi giochi inclusivi sono apparsi per la prima volta in Italia nel 2005 ma solo negli anni recenti hanno iniziato a diffondersi. Ad oggi non esistono delle leggi specifiche per la regolamentazione e la realizzazione di queste aree di gioco inclusive ma, stando alle parole della Consigliera Monosilio, “in Italia esistono delle leggi che regolamentano l’accessibilità ai luoghi pubblici. E noi crediamo che i parchi gioco possano rientrare benissimo in questa categoria”. Oltretutto, ci sono molteplici norme, sia a livello che nazionale che internazionale, che trattano in tutto o in parte il tema dei parchi inclusivi e della disabilità; vale a dire:

  • Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503. “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”;
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104, legge quadro per l’assistenza;
  • Legge 1° marzo 2006, n. 67, “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”;
  • DECRETO 28 marzo 2008. Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale;
  • Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata il 13 dicembre 2006 durante la sessantunesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite;
  • Legge numero 18 del 3 marzo 2009 attraverso cui il Parlamento italiano ha ratificato e reso esecutiva la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;
  • Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, che precisa quali siano gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dell’infanzia. Convenzione ratificata dall’Italia il 27 Maggio 1991 con la legge n.176, gli articoli si applicano egualmente ai bambini disabili.

Secondo la Consigliera Monosilio, “la definizione di inclusione sostanzialmente è solo una, cioè la responsabilità che tutti noi abbiamo come società detta civile di contribuire alla concretizzazione delle opportunità. Opportunità esperienziali che garantiscono a tutti, e dico a tutti i bambini, il riconoscimento dei loro bisogni, anche quando questi sono bisogni speciali; che riconoscano a tutti gli individui e a tutti i bambini il diritto di esistere e di poter usufruire delle pari opportunità. L’obiettivo è quello di essere una comunità accogliente nel rispetto di tutti gli individui e senza distinzioni. Partiamo dalla considerazione del fatto che ogni bambino ha il diritto si essere il protagonista della propria vita e della propria relazione con il mondo ed ogni bambino ha il diritto di farlo attraverso il gioco. Un parco giochi inclusivo, quindi, rappresenterebbe un parco privo di barriere architettoniche, dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini: bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e anche bambini iperattivi. Quindi il termine accessibilità rimanda a quelle disposizioni normative precise, affinché gli spazi e le attrezzature possano essere utilizzate in piena autonomia e sicurezza dalle persone con disabilità. Il termine fruibilità invece, e qua vorrei che soffermasse la vostra attenzione, fa riferimento all’effettiva possibilità di utilizzazione di un ambiente o di un’attrezzatura da parte di persone con disabilità.”.

L’obiettivo della loro richiesta quello di rendere “Ariccia sensibile, accogliente, al passo con le consapevolezze educative odierne. Un’Ariccia inclusiva. […] Perché solo se un luogo è per tutti può dirsi veramente inclusivo”.  

Valeria Pinna

Più informazioni
commenta