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Ariccia - Il partigiano Bruno Pompei e l'errore sulla targa, la famiglia chiede la correzione - Castelli Notizie
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Ariccia – Il partigiano Bruno Pompei e l’errore sulla targa, la famiglia chiede la correzione

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Pochi giorni dopo la ricorrenza della Festa della Liberazione non poteva passare inosservata ad Ariccia, la richiesta della famiglia Pompei in merito ad una storica figura della Resistenza ariccina: il partigiano Bruno Pompei.

I parenti del compianto Bruno Pompei, infatti, hanno espresso la richiesta di correggere la data della morte incisa sulla targa commemorativa in nome del giovane partigiano scomparso a causa delle sevizie subite dai nazifascisti.

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Bruno Pompei

Orlando Pompei, l’ultimo fratello di Bruno ancora in vita, ci ha gentilmente raccontato la storia del suo giovane familiare. Bruno, era attivamente impegnato nella resistenza contro i nazi-fascisti; all’età di 17 anni venne catturato dai tedeschi mentre si nascondeva nella propria abitazione. In seguito, assieme al padre, venne deportato prima nel campo di lavoro di Ostia e successivamente in quello di Bracciano. Durante la permanenza nel campo, il giovane Bruno venne picchiato e seviziato allo scopo di estorcergli informazioni.

Dopodiché, Bruno insieme a suo padre e altri prigionieri iniziarono un viaggio per essere trasferiti in un campo di concentramento. Tuttavia, i prigionieri riuscirono a fuggire dal loro viaggio verso morte certa e fecero ritorno a Roma. Giunto a Roma, il giovane venne trasferito al Policlinico ma purtroppo per lui non ci fu nulla da fare; le ferite subite al campo di lavoro gli furono fatali.

Subito dopo la fine della guerra, la sezione dei partigiani di Ariccia si mobilitò per l’affissione della targa commemorativa in onore di Bruno Pompei, presente nell’omonima Piazza, dove oggi, c’è la caserma dei Carabinieri di Ariccia.

Nel corso degli anni, venne proposto di rinominare la Piazza riattribuendole il vecchio nome di “Piazza della Concia” ma una richiesta della Famiglia consentì di mantenere la denominazione attuale.
La targa è stata poi sostituita recentemente dalla vecchia amministrazione Di Felice, in quanto era divenuta ormai illeggibile. Ciò ha fatto si che la data della morte di Bruno Pompei fosse riportata in maniera erronea. Oggi la lapide presenta la data del 25 marzo 1944, anziché quella del 9 aprile 1944.

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Per tale motivo la famiglia Pompei, proprio a ridosso della giornata del 25 Aprile, è tornata a sollecitare la nuova amministrazione affinché si possa correggere l’errore e ripristinare correttamente la memoria del giovane partigiano ariccino.

Valeria Pinna

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