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Frascati - Pulizie STS, sindacati: "Macelleria sociale sulla pelle dei lavoratori" - Castelli Notizie
CRONACA

Frascati – Pulizie STS, sindacati: “Macelleria sociale sulla pelle dei lavoratori”

pulizie sts

di Claudia Proietti

Si è trasformata in un nulla di fatto la trattativa, l’ennesima in pochi giorni, tra sindacati e amministrazione comunale, all’indomani dello sciopero e della manifestazione dei dipendenti STS, prima della firma definitiva del contratto da parte delle 8 lavoratrici del servizio di pulizie, che da ieri pomeriggio sono passate in forze alla ditta Euro & Promos. Una riduzione in busta paga del 30% che si traduce, per 8 nuclei familiari, in un’improvvisa capacità reddituale e che verosimilmente verrà compensata attraverso nuove richieste di prese in carico ai servizi sociali del Comune. Dai sindacati si apprende che non c’è stato margine di trattativa rispetto allo schema di convenzione che nei mesi scorsi il dirigente del settore economico ha firmato con Città Metropolitana, blindando di fatto il contratto che oggi viene stipulato tra le addette alle pulizie e la ditta Euro & Promos.

“Una macelleria sociale sulla pelle dei lavoratori – hanno tuonato Stefano Lulli OSPOL-Csa, Giammario Innamorato FP CGIL Castelli Romani, Gianni Lanzi Filcams CGIL e Massimiliano Morgante, CISL FP – così possiamo sintetizzare l’incontro di oggi e l’intera operazione che ha condotto all’esternalizzazione di questo servizio. 1.100 euro è lo stipendio netto di un caposquadra della ditta di pulizie che a conti fatti con il nuovo contratto e la riduzione oraria prenderà 700 euro nette. L’amministrazione ha chiaramente esplicitato che non transige rispetto alla convenzione firmata con la Città Metropolitana nei mesi scorsi dal dirigente di settore: non c’è margine. Le signore sono costrette a passare da un contratto Enti Locali a un contratto del commercio e a un numero di ore ridotte. Ci auguriamo almeno che nei prossimi giorni la Commissaria Prefettizia rifletta attentamente sui conti dell’ente e sul Piano di rientro del Comune che non riguarda solo le esternalizzazioni dei servizi, ma anche la valorizzazione del patrimonio e diverse attività che possono contribuire al risanamento dell’ente”. Amarezza dunque per l’epilogo di questa vertenza, che ancora una volta sottolinea come alla fine siano sempre i lavoratori, parte debole di questo sistema consolidato, a pagare decenni di gestioni poco oculate, assunzioni poco trasparenti, spesso non realmente necessarie e il più delle volte finalizzate ad ottenere gratitudine e riconoscenza.

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