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Webinar "Il Grande Parco" di Officine Civiche, Enti e Istituzioni a confronto sull'unione dei parchi Appia Antica e Castelli Romani - Castelli Notizie
Attualità

Webinar “Il Grande Parco” di Officine Civiche, Enti e Istituzioni a confronto sull’unione dei parchi Appia Antica e Castelli Romani

Parco Castelli Romani

Venerdì 7 maggio 2021, l’associazione Officine Civiche ha tenuto un webinar per approfondire e discutere la proposta di legge regionale per l’unificazione del Parco Appia Antica e del Parco dei Castelli Romani. Il relatore Guglielmo Abbondati ha invitato i promotori di questa proposta, vale a dire Marta Bonafoni e Marco Cacciatore, e ospiti di rilievo come Mario Tozzi, geologo, ricercatore CNR, divulgatore scientifico e Presidente Parco Appia Antica; Gianluigi Peduto, Presidente Parco Regionale Castelli; Andrea Trinca, Assessore Urbanistica Marino; Marina Veneri, Archeologa e esponente dell’associazione Ciampino Bene Comune; e l’architetto e Direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, Simone Quilici.

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L’associazione Officine Civiche, che opera nel territorio di Ciampino dal 2014 nel settore della promozione sociale e culturale attraverso varie attività di formazione e mediante l’organizzazione di eventi a carattere culturale, ha organizzato sulla propria pagina Facebook un webinar per discutere appunto la proposta di legge presentata dai consiglieri regionali Marta Bonafoni e Marco Cacciatore. Il 26 marzo 2021, i due consiglieri hanno depositato la proposta di legge regionale per congiungere il territorio del Parco dell’Appia Antica con quello dei Castelli Romani. La proposta ha l’obiettivo di connettere due patrimoni ambientali e culturali, con la possibilità di creare nuove opportunità dal punto di vista del turismo sostenibile, della produzione agroalimentare, ecc.

Marta Bonafoni, assieme al Consigliere Marco Cacciatore, si è battuta per la realizzazione della proposta di legge regionale concernente l’unione dei due parchi. L’azione che i due hanno portato avanti nell’ambito dell’ampliamento è “quella di coniugare la transizione ecologica con la lotta alle diseguaglianze, portando la consapevolezza che la prima diseguaglianza è quella che vede nella tematica ambientale e nella lotta ai cambiamenti climatici un tema fondamentale […]”. Non solo, la proposta è scaturita da una precisa idea di territorio, “che tenga insieme certo la geografia e l’urbanistica ma anche l’economia, la società e la vita delle persone”. La consigliera vede questo progetto come un successo in quanto il congiungimento ha un grande consenso dentro le amministrazioni toccate dal Parco dei Castelli Romani. Inoltre, la proposta si colloca in un contesto ben preciso e rispecchia il Next Generation EU. Il PNRR richiede all’Italia un investimento mirato sulla sostenibilità ambientale e sociale e sulle energie rinnovabili; conseguentemente, si può pensare a un Investimento mirato alle possibilità del Parco dell’Appia Antica. Le risorse dovranno essere investite per realizzare lo sviluppo del turismo sostenibile, dell’agricoltura biologica, dell’enogastronomia e della coesione territoriale, all’interno del quale si colloca l’incontro tra l’Appia Antica e i Castelli Romani.

L’intervento del Consigliere Marco Cacciatore ha ribadito l’importanza che la sostenibilità detiene in questo preciso frangente. “La sostenibilità diviene un volano di sviluppo economico” e finalmente riceve i finanziamenti che da sempre necessitava. Secondo il consigliere, ciò consentirà lo sviluppo di un nuovo modello basato sulla “sostenibilità e l’intergenerazionalità”, così da preservare il patrimonio sociale e culturale dei due parchi per le generazioni presenti e future.

Nel corso dell’evento non sono mancati i riferimenti allo scrittore, giornalista e intellettuale Antonio Cederna, che si batté a lungo per la tutela dell’Appia Antica e la realizzazione dell’omonimo Parco. Infatti, la realizzazione di questo progetto coinciderebbe con la realizzazione di quanto auspicato da Cederna stesso e di quel “Grande Parco che va da Caracalla a Monte Cavo”. Ma cosa prevede esattamente la proposta? La proposta di ampliamento riguarda il territorio di Marino, in corrispondenza dell’antica città di Bovillae (odierna Frattocchie), e del territorio di Ciampino, presso la Tenuta Dei Francesi. A tal proposito sono intervenuti Andrea Trinca, Assessore all’Urbanistica nel Comune di Marino e l’archeologa Marta Veneri. L’Assessore Trinca ha spiegato come l’amministrazione di Marino stia cercando di realizzare una precisa visione del territorio che potrà inaugurare un rilancio economico della città e dei territori adiacenti. Secondo Trinca la proposta di legge potrà contribuire al completamento del sogno di Cederna e la città di Marino ha un ruolo essenziale in questo piano; infatti, la città si trova ad essere geograficamente la cerniera tra i due parchi. Per tale motivo, l’Assessore vede nella connessione tra i due parchi, sia un’occasione per la creazione di un piano agroalimentare che può rilanciare l’economia – come nel caso della produzione di vino -, sia un’occasione per frenare lo “tsunami espansionistico” proveniente da Roma.

Marina Veneri, invece, vede nella proposta di legge regionale la possibilità di rafforzare i vincoli già esistente nel parco, confermando inoltre l’importanza storica e culturale di questa area. Marta Veneri ha anche fatto riferimento all’importante rinvenimento dei gruppi scultorei dei Niobidi ritrovato negli scavi della villa di Valerio Messalla Corvino, mecenate di Ovidio, presso Ciampino.  A tal proposito, secondo l’archeologa, i vincoli aiutano a ribadire che “il valore del bene culturale è superiore a quello della speculazione edilizia”. L’unione tra i due parchi determinerebbe anche la “cesura” nei confronti dell’”espansione a macchia d’olio” dell’Urbe romana; ad oggi, i vincoli hanno preservato questi territori, evitando un’urbanizzazione selvaggia.

Infine, l’architetto Simone Quilici ha illustrato come il Recovery Plan possa contribuire alla valorizzazione di questi due territori; mentre Gianluigi Perduto, Presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani, ha focalizzato la sua attenzione sulla tutela di questi due ambienti che, secondo il Presidente, consiste in un vero e proprio “dovere etico”, una tutela che dovrebbe prescindere dai risvolti economici.

Valeria Pinna

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