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Genzano, il Comune mette in guardia dal rischio Legionella: "Attenzione agli impianti idrici poco utilizzati durante la pandemia" - Castelli Notizie
Attualità

Genzano, il Comune mette in guardia dal rischio Legionella: “Attenzione agli impianti idrici poco utilizzati durante la pandemia”

legionella

Il Comune di Genzano ha avvisato la cittadinanza, nonché tutti i progettisti / manutentori e personale tecnico /  responsabili / gestori delle attività turistico – ricettive e delle attività produttive e di servizi, inclusi i centri sportivi e ricreativi, situati nel nostro Comune, che il Servizio Igiene e Sanità Pubblica della ASL ROMA 6, con lettera prot. ASL n. 27252/2021, pervenuta in data 3 maggio, raccomanda l’adozione delle misure igienico – sanitarie previste dalle vigenti norme, relativamente alla manutenzione degli impianti idrici per quanto concerne il rischio contaminazione da Legionella.

Considerato che la Legionella è uno tra i patogeni più importanti trasmessi all’uomo attraverso l’acqua, per inalazione di aerosol contaminato (proveniente soprattutto da docce e rubinetti di impianti idrici, vasche idromassaggio, ecc…) e tenuto conto che questo agente patogeno provoca polmonite interstiziale denominata “malattia dei legionari” e sindrome simil-influenzale, si raccomanda di prendere visione e di attuare le misure di prevenzione predisposte dall’Istituto Superiore di Sanità nel Rapporto ISS COVID-19 21_2020, il quale fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relativamente alla prevenzione, al controllo e alla gestione del rischio Legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza COVID-19, visto che in questo periodo il ristagno dell’acqua e l’uso saltuario di alcuni impianti potrebbero determinare un grave rischio per la trasmissione della legionellosi.

La malattia dei legionari colpisce prevalentemente persone con età maggiore di 50 anni, fumatori, alcolisti e individui con patologie che determinano un indebolimento del sistema immunitario (in trattamento con farmaci corticosteroidei o immunosoppressori).

In Italia e in Europa, la letalità per la Malattia dei Legionari è circa del 10% nei casi acquisiti in comunità, mentre per i casi acquisiti in ospedale il tasso di mortalità può raggiungere anche il 50%. Nel 2018, in Italia, sono stati notificati 518 casi di legionellosi associata ai viaggi (di cui 298 verificatisi in turisti italiani e 220 in turisti stranieri che hanno soggiornato in Italia); in aggiunta a questi si sono verificati
cluster con 2 o più casi associati in 103 strutture recettive in cui, presumibilmente, i sistemi avevano alte criticità e non erano stati adeguatamente gestiti e manutenuti.

È importante ricordare che Legionella cresce nei sistemi idrici a concentrazioni che possono causare
infezioni quando:
– la temperatura dell’acqua è compresa tra 20 e 50°C (questi valori si devono considerare non solo
nell’intero sistema, ma anche in sezioni circoscritte dell’impianto dove tali temperature possono
permettere al batterio di crescere e quindi di contaminare altre parti del sistema, rendendo più difficile
il controllo). È pertanto importante evitare che la temperatura dell’acqua calda scenda al di sotto di
50°C e che quella dell’acqua fredda salga al di sopra di 20°C.
– il flusso nel sistema idrico è scarso o assente;
– i materiali utilizzati favoriscono la formazione di nicchie protettive o il rilascio di nutrienti per la crescita
e la formazione di biofilm, inclusi fanghi, incrostazioni, ruggine, alghe e depositi organici che possono
accumularsi lungo le tubazioni del sistema e nei serbatoi d’acqua, in particolare durante i periodi di
stagnazione;
– l’acqua in ingresso è di scarsa qualità, non sottoposta ad adeguato trattamento di potabilizzazione,
o è erogata con un regime di flusso intermittente.
Il rischio di diffusione di Legionella aumenta in presenza di:
– sistemi che diffondono goccioline inalabili come gli aerosol generati da torri di raffreddamento o da
condensatori evaporativi;
– rubinetti in assenza di rompigetto (a seguito dell’impatto dell’acqua su una superficie solida in caso
di elevata pressione idrica) o, viceversa, in presenza di rompigetto incrostati (responsabili di
emissioni di spruzzi);

  • docce (soprattutto in presenza di soffioni incrostati), vasche idromassaggio con aerosolizzazione
    dell’acqua, fontane interne, o sciacquoni per WC inutilizzati per lunghi periodi di tempo;
    – altre attrezzature, come idropulitrici, sistemi di irrigazione a spruzzo, sistemi di autolavaggio, ecc.
  • Azioni da intraprendere per garantire un normale regime di controllo
  • Nel caso in cui l’edificio o altra struttura siano rimasti chiusi per meno di un mese o che risultino
    frequentati e/o manutenuti in modo da assicurare un flussaggio periodico di acqua dai rubinetti e dalle docce
    presenti nelle camere, è possibile applicare un normale regime di controllo degli impianti.
    La valutazione del rischio associata alla struttura deve essere rivista e aggiornata in relazione all’utilizzo
    corrente dell’impianto idrico, così come quella di altri sistemi o apparecchiature che hanno un uso ridotto o
    che siano stati posti in stato di fermo.
  • È importante documentare come saranno protetti dalla proliferazione di Legionella il personale, i visitatori
    o chiunque continui a frequentare la struttura quando questa verrà riaperta. Se necessario, il gestore di
    queste strutture dovrà ricorrere all’assistenza di un consulente esperto, competente in materia di trattamento
    degli impianti per controllare e prevenire la contaminazione da Legionella, e di un responsabile sulla
    sicurezza (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, RSPP), a tutela dei lavoratori che
    rientrano nella struttura o delle autorità sanitarie preposte.
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