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Benessere Alimentare – Il GRANO SARACENO, ricco di proteine e privo di glutine, ottimo alleato dell’alimentazione per celiaci

grano saraceno
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a cura della dott.ssa ALICE MORANDINI ROSSI

Avete mai sentito parlare di “grani antichi”? Il grano saraceno o “grano nero” è uno di questi!

Il Polygonum fagopyrum, grano saraceno, è una specie di pianta a fiore che appartiene alla famiglia delle Poligonacee. È una pianta erbacea e annuale, compie il suo ciclo biologico in 80-120 giorni. Rustico, resistente ai climi freddi e difficilmente attaccabile da parassiti, era utile, in passato ed ancora oggi, per sfruttare i terreni nei mesi estivi, nel periodo di riposo dopo il raccolto invernale di segale e orzo.

grano saraceno

La sua coltura si è propagata in Cina nel X secolo e in Occidente durante il Medioevo.

Diverse le teorie su come sarebbe avvenuta la sua diffusione, le più accreditate sembrerebbero due: una coinvolge i Turchi e la Grecia, l’altra i popoli Mongoli in Polonia e Germania.

Della pianta si utilizza tutto:

  • i semi decorticati, per preparare zuppe o insalate fredde;
  • il seme intero, con cuticola, viene lavorato per ottenere farina, detta “bigia” proprio per il suo colore scuro;
  • dai fiori della pianta, le api producono un miele scuro e molto saporito;
  • le piante intere vengono impiegate dagli allevatori come foraggio o lettiera per il bestiame;
  • le foglie vengono largamente impiegate per la loro attività terapeutica: da esse si ottiene un infuso utile in tutti i casi di problemi circolatori soprattutto venosi.

Nonostante i mille impieghi, esso viene considerato un cereale minore: gruppo di colture che ha subito, nel corso degli anni, una diffusione ridotta a causa di diversi fattori, primo fra tutti la minor produttività rispetto al frumento ma anche una standardizzazione dei consumi e quindi una minor richiesta sul mercato. Solo recentemente è stato rivalutato e con facilità possiamo comprare farina o prodotti derivati anche al supermercato.

Ma quali sono le caratteristiche di questo “grano nero”?

A differenza dei comuni cereali, esso contiene proteine ad alto valore biologico (ne contiene il 14,1% contro il 9,2% del frumento tenero) che possiedono 8 aminoacidi essenziali (che non possiamo produrre, ma solo introdurre con l’alimentazione) in proporzione ottimale. In particolare, a differenza di quasi tutti gli altri cereali, troviamo un elevato contenuto di Lisina (dal 4 al 20% a seconda della culitvar e delle condizioni ambientali).

Naturalmente privo di glutine, il grano saraceno è un ottimo alleato dell’alimentazione destinata ai celiaci. Grazie all’elevato contenuto di fibra, si presta all’alimentazione del paziente diabetico.

Ricco di Sali minerali (quali fosforo, calcio, ferro, rame e magnesio), vitamine del gruppo B (B1, B2 e B5).

Al momento il numero di ettari coltivati con piante di grano saraceno in Italia non è registrato dai principali istituti italiani, europei e mondiali. In base a una stima di AgroNotizie, emerge però che la produzione made in Italy sia di circa 3mila quintali per una superficie di circa 300 ettari. La produzione italiana non è quindi sufficiente a coprire il consumo crescente del grano saraceno e la maggior parte di questo pseudo-cereale consumato e lavorato nel Bel Paese viene importato dall’estero (in primis da Cina e Polonia).

Quindi leggete bene l’etichetta, in particolare ponete attenzione alla provenienza della materia prima utilizzata (informazione obbligatoria grazie al Reg. UE 2018/775, in vigore dal 1° Aprile 2020).

Dott.ssa Alice Morandini Rossi

www.alicemorandinirossi.it

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