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Elezioni Frascati - Fiasco, Gori, Gherardi, Santoro, Todini. Tutti i contributi per il primo tavolo di confronto politico - Castelli Notizie
POLITICA

Elezioni Frascati – Fiasco, Gori, Gherardi, Santoro, Todini. Tutti i contributi per il primo tavolo di confronto politico

incontro politico frascati

di Claudia Proietti

L’incontro organizzato nel pomeriggio di ieri da Frascati Futura al Roxy Bar di piazza del Mercato, ha di fatto dato il là a quella che fino ad oggi si presenta come una campagna elettorale dai contorni molto incerti. Una buona partecipazione al tavolo di confronto voluto da Mirko Fiasco e i suoi, ispirato ai principi della politica classica. Un’Agorà, questo il nome dell’evento, pensata per restituire il dibattito e il confronto politico ai cittadini e alla città; diversi i temi trattati dai relatori che verosimilmente, con qualche aggiustamento in corso d’opera, saranno comparse e attori protagonisti della lunga campagna elettorale che traghetterà Frascati fino alle elezioni amministrative del prossimo autunno. Nomi che Frascati ha imparato a conoscere negli anni e che, a vario titolo, hanno già occupato i banchi di palazzo Marconi. Un confronto che ha toccato diversi temi, ma che è partito da un assunto principale: sviscerare e comprendere le motivazioni che hanno portato la città di Frascati, con un debito di 50 milioni di euro, ad essere nuovamente commissariata con l’amministrazione Mastrosanti, dopo la precedente esperienza avuta con la prematura caduta di Alessandro Spalletta.

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Capacità di fare squadra, ascoltare, costruire un progetto politico che abbia una visione e farlo attorno ad una leadership consolidata. Queste le testimonianze arrivate dal primo appuntamento organizzato da Frascati Futura.

Il primo relatore a prendere parola, Ludovico Todini del gruppo Osservatorio Strategie Politiche, ha sottolineato ad esempio, creando un parallelismo con altre regioni guidate da personalità politiche riconosciute come carismatiche, l’importanza di creare un progetto che sorga appunto intorno ad una leadership politica, abbandonando le coalizioni posticce e raccogliticce che si sono viste a Frascati negli ultimi anni. La necessità di un’identità politica vera e propria è stata sottolineata anche nell’intervento di Mario Gori, commissario cittadino di Forza Italia, che ha ribadito l’importanza di fare squadra e non essere solo bravi professionisti. “Arrivati insieme alla vittoria – ha detto con un chiaro riferimento all’esperienza che ha portato alla sfiducia di Roberto Mastrosanti – non si può poi decidere in totale autonomia ma è necessario un confronto con la propria squadra. Oggi più che mai sarà importante confrontarsi non sul nome di un candidato specifico, ma innanzi tutto sui progetti e sui programmi, con la consapevolezza che sarà fondamentale avere riferimenti politici agganciati a forze di governo per poter gestire risorse e opportunità importanti che si stanno affacciando su Frascati. Un governo, voglio ricordarlo, che sta valutando anche l’eventualità di assorbire le più o meno pesanti passività degli enti locali, figlie di anni di scelte sbagliate ma anche di Bilanci che permettevano agli amministratori maggiore disinvoltura. Basta con un finto civismo: la politica deve tornare al centro”.

Su bilanci e gestioni poco trasparenti è poi intervenuta Lucia Santoro, ex consigliere d’opposizione in quota M5S che ha sottolineato come l’indebitamento del Comune di Frascati derivi dalle scelte messe in campo dalle passate gestioni amministrative, pratiche che oggi Frascati non merita più. “Frascati – ha detto l’avvocato grillino – ha potenzialità enormi e ha diritto ad amministratori capaci e che amino la città”.

Sulle politiche passate è intervenuto poi in modo netto e senza peli sulla lingua Mirko Fiasco: “In 5 anni Frascati ha avuto 2 commissariamenti grazie al centro sinistra e alle liste finto civiche che alla fine si sono rivelate politiche. Ad oggi la politica del centro sinistra ha portato la città di Frascati ad avere 50 milioni di euro di buco nel suo bilancio: oggi non è assolutamente possibile votare il Partito Democratico. Noi come Frascati Futura abbiamo partecipato a diversi tavoli di confronto perché crediamo nel dialogo, ma non può essere un sindaco sfiduciato dalla sua stessa maggioranza a mettere il veto su candidati sindaci di altre forze politiche. Se non nascerà un terzo polo unito, si arriverà alle elezioni con una deleteria frammentazione politica”.

È intervenuto infine nel dibattito l’ex consigliere d’opposizione Roberto Gherardi che ha sottolineato come spesso la politica cittadina e del territorio sia servita in modo utilitaristico come bacino di voti per essere poi eletti in Regione o in altre istituzioni. “Questo – ha detto Gherardi – ha generato dei portatori sani di mancanza di capacità. I partiti hanno mutuato la parte peggiore del motto dei 5 stelle che avevano tracciato un solco con l’uno vale uno, trasformandolo in uno vale l’altro. Oggi tutti si vogliono candidare ma c’è bisogno di capacità manageriali e di vere competenze per intercettare fondi e risorse e magari arrivare a un concetto di safe city, superando quello di smart city. Noto con dispiacere che spesso si parla di nomi e di passato ma molto poco di futuro. In qualche modo siamo stati tutti colpevoli, compresi i cittadini che hanno contribuito alla creazione di questi debiti. Questo deve essere il momento di cambiare cultura e scegliere amministratori capaci, preparati, con delle competenze specifiche”.

Assente Francesca Sbardella, ad oggi unica candidata ufficiale alla carica di sindaco, impegnata nel direttivo PD già da tempo in calendario che però, tramite un messaggio, ha ringraziato gli organizzatori per l’invito e ha sottolineato l’importanza di momenti di confronto e dibattito come questi.

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