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"Il Comune di Albano ha ignorato le vittime delle marocchinate". Federica Nobilio (FdI): "Per loro un minuto di raccoglimento col tricolore" - Castelli Notizie
POLITICA

“Il Comune di Albano ha ignorato le vittime delle marocchinate”. Federica Nobilio (FdI): “Per loro un minuto di raccoglimento col tricolore”

ALbano bandiera

“Oggi, come Fratelli d’Italia, abbiamo raccolto l’invito delle associazioni che da anni si battono per il ricordo di quei massacri e ci siamo uniti alle celebrazioni in memoria delle Vittime delle marocchinate, nell’augurio che presto questa diventi una Giornata nazionale istituzionale”.

Così Federica Nobilio, consigliera comunale e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, ha commentato quanto avvenuto oggi ad Albano.

“Avremmo auspicato su questo maggiore  condivisione da parte dell’amministrazione di Albano alla quale ieri, insieme ai colleghi Cuccioletta e Ferrarini, avevamo chiesto per le vie formali almeno la bandiera a mezz’asta in segno di lutto”.

ALbano bandiera

“È evidente che le sensibilità della sinistra albanense viaggia a corrente alternata e non solo la nostra semplice richiesta non è stata accolta senza darne motivazione, ma sulla pagina facebook ufficiale della città di Albano nemmeno una parola è stata spesa in memoria di queste vittime innocenti.

Una memoria che invece abbiamo voluto celebrare noi con un minuto di raccoglimento davanti al nostro amato tricolore”, ha aggiunto Federica Nobilio.

Di recente il Consiglio comunale di Genzano ha approvato all’unanimità una mozione di Fabio Papalia (FdI), tesa proprio a tener vivo il ricordo, partendo dalla tragedia che è costata la vita a 3 cittadini genzanesi uccisi a Velletri.

PER SAPERNE DI PIU’

violenze marocchinate

• Il fenomeno delle Marocchinate avrebbe avuto inizio già dal luglio del ’43 in Sicilia, dove la popolazione locale si scontrò ripetutamente con i Goumiers, propagandosi poi in tutta la penisola, e si sarebbe arrestato solo nell’ottobre del 1944, allorquando tali truppe furono trasferite in Provenza;

• i Goumiers erano truppe coloniali irregolari francesi appartenenti ai Goums Marocains, un reparto dalle dimensioni approssimativamente assimilabili a quelli di una normale divisione ma inquadrate in forma meno rigida, che costituiva il CEF (Corps Expedittionnaire Francais) insieme ad altre 4 divisioni: la Seconda Divisione Marocchina di Fanteria, la Terza Divisione Algerina di Fanteria, la Quarta Divisione di Montagna Marocchina e la Prima Divisione della Francia Libera. I Goums erano sotto il comando del Generale francese Augustin Guillaume;

• il 14 maggio 1944 i Goumiers, attraversando i monti Aurunci, aggirarono le linee difensive tedesche situate nell’adiacente valle del Liri, consentendo al 13″ Corpo Britannico di sfondare la linea Gustav e di avanzare fino alla successiva linea di difesa predisposta dalle truppe germaniche. In seguito a questa battaglia il Generale Alphonse Juin avrebbe concesso ai suoi soldati 50 ore di “libertà”, durante le quali si verificarono sistematici saccheggi dei paesi e le violenze sulla popolazione denominati appunto “Marocchinate”;

• le cifre riguardanti la totalità degli stupri e degli omicidi commessi risultano ad oggi difficilmente identificabili con precisione; i dati del Ministero degli Interni, poi trasmessi alla Commissione Alleata di Controllo, parlarono di circa 2000-3000 stupri di donne, molte delle quali contagiate da malattie veneree, e di circa 800 uomini sodomizzati, la maggior parte dei quali successivamente assassinati tramite impalatura, nonché della distruzione di 811 case, poi incendiate;

• il Sindaco di Esperia (FR) affermò che nella sua città 700 donne, su un totale di 2.500 abitanti, furono stuprate e, alcune di esse, in seguito a tali violenze, trovarono la morte.

Si narra, inoltre, sempre secondo alcune testimonianze, che a Pico (FR), i soldati americani, giunti mentre i Goumiers stavano compiendo le loro atrocità, furono bloccati inspiegabilmente dai loro ufficiali; anche nel Lazio settentrionale e nella toscana meridionale i Goumiers stuprarono e talvolta assassinarono donne e giovani, compresi numerosi membri della Resistenza italiana.


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