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Il suicidio del 14enne di Genzano visto dalla psicoterapeuta Rosj Guido: "I ragazzi non siano lasciati soli a gestire boomerang tanto violenti" - Castelli Notizie
Attualità

Il suicidio del 14enne di Genzano visto dalla psicoterapeuta Rosj Guido: “I ragazzi non siano lasciati soli a gestire boomerang tanto violenti”

psicologia

All’indomani della tragica dipartita del 14enne di Genzano, che ha deciso di porre fine alla sua giovane vita, gettandosi dal Ponte di Ariccia, ospitiamo una riflessione in merito della “nostra” Rosj Guido, che da anni cura per “Castelli Notizie” la rubrica “Spunti di Psicologia“.

La dottoressa Guido, che da 20 anni, ormai, svolge con merito la professione di psicoterapeuta, non si esime dal commentare quanto accaduto all’adolescente, che nella mattinata di ieri, dopo essersi recato nel cortile del Liceo “Foscolo” di Albano, ha lasciato li il suo zaino e si è diretto verso il viadotto ariccino, dal quale, senza apparenti tentennamenti, si è tolto la vita.


“Un’altra giovane anima ha scelto la morte alla vita! Ha scelto di mettere fine ai propri giorni creando un enorme vuoto nei cuori di tutti! Un figlio…difficile non immedesimarsi nella tragedia e nell’immenso dolore della famiglia, degli amici…

Lo stesso dolore che provo in qualche modo nello scrivere questo pensiero che mi fa sentire il rumore di quel brutto e maledetto vuoto! Non lo nego, non ho trattenuto le lacrime quando mia figlia mi ha dato la notizia aggiungendo “mamma sono sconvolta”!

Si perché un gesto come questo non può che sconvolgere, non può non farti interrogare sulla realtà che stiamo vivendo e sulle risorse, evidentemente poche, che abbiamo a disposizione per evitare epiloghi così tragici.

Leggendo c’è chi ha dato la colpa al COVID, chi ad una presunta depressione e chi attribuisce la paternità di questo gesto a fenomeni di bullismo! Trovo assurdo che non si riesca a far passare quanto sia importante il rispetto dell’altro, il rispetto della diversità.

Trovo assurdo che questi ragazzi si sentano soli nella gestione di boomerang così violenti. Nessuna riflessione a posteriori può riportare in vista questa giovane anima, ma non possiamo più permettere che situazioni come queste accadano.

Forse ciascuno di noi dovrebbe provare a mettersi in discussione, facendo un passo indietro, aprendo il cuore, provando a guardare diversamente ciò che accade nella vita di un giovane che non sempre è in grado di esprimere ciò che sente; di un comportamento timido che non sempre è solo un tratto caratteriale. Non so neanche come ti chiami ma prego per te e per la tua famiglia piccolino”.

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