POLITICA

Monte Compatri – D’Acuti battagliero verso le Elezioni: “I cittadini diranno chi è il vero Centrodestra”

d'acuti

È trascorso più di un mese da quel 27 maggio che segnò la fine dell’esperienza D’Acuti a Monte Compatri e a distanza di tempo l’ex Sindaco, ancora molto attivo sui social nel dare comunicazioni alla cittadinanza, ha voluto raccontare l’accaduto dal suo punto di vista.

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Nonostante avesse sempre continuato a ribadire pubblicamente la stabilità della sua esile maggioranza, D’Acuti ammette ora che la consapevolezza di avere i giorni contati a lui non era mai mancata: “Io mi ero dato come termine ultimo il 15 luglio per rassegnare le dimissioni, perché così non si poteva andare avanti. L’accelerazione è stata fatta da De Carolis”. La sua maggioranza non sarebbe potuta durare a lungo, tant’è che non ha stupito nessuno, D’Acuti compreso, il progressivo allontanamento di Claudio Gara prima dello strappo finale: “Il mio terrore era che mi facessero mancare la maggioranza dopo il 15 luglio, cosa che avrebbe portato a un anno di commissariamento per Monte Compatri. Ecco perché avevo deciso comunque di dimettermi entro questa data”.

La nave stava sicuramente affondando e le ragioni di tanta instabilità nei numeri per D’Acuti partono da lontano, da due anni fa almeno, quando Marco De Carolis iniziò a rivestire i panni del franco tiratore all’interno dell’Amministrazione Nuovi Orizzonti: una serie di scelte, soprattutto riguardanti la gestione amministrativa, misero di traverso il vecchio mentore nonché amico De Carolis e da lì ha avuto inizio “una divisione politica e amministrativa, ma anche personale, che alla fine ha portato ad una guerra interna di due anni”. Dietro le quinte di quelle dimissioni dal notaio del 27 maggio per D’Acuti ci sarebbe proprio De Carolis, che avrebbe portato con sé prima Irene Moriconi e Mauro Ansovini, poi da ultimo anche Claudio Gara: su questo l’ex sindaco non fa alcun mea culpa, l’allontanamento dei tre consiglieri a suo giudizio non è dipeso dall’arroganza e dalla malagestione amministrativa che gli è sempre stata imputata dai dissidenti, ma da un gioco politico orchestrato dall’alleato di una volta.

Questa lettura degli eventi chiarisce bene la fermezza di quel “no” perentorio con cui D’Acuti e i suoi sostenitori hanno risposto alle lusinghe di De Carolis e Claudio Gara per ricompattare il Centrodestra alle prossime elezioni di ottobre: “Dopo una guerra di due anni, tornare insieme non è una scelta percorribile non solo per me, ma anche per il gruppo e l’elettorato stesso. A me non interessa l’accordo politico, ma le persone”. Nonostante ciò, l’ex Sindaco non si sente un fuoriuscito del Centrodestra, anzi, sembrerebbe pronto a levare con la sua lista lo scettro a De Carolis: “Se ne è andato lui dal Centrodestra, non io. Saranno gli elettori a dire chi è il vero Centrodestra”. Nuovi Orizzonti prosegue così verso le amministrative autunnali e, nelle parole del suo leader, la squadra sembrerebbe cosa già fatta: “Entro la prossima settimana la lista sarà sostanzialmente chiusa”.

Un atteggiamento di assoluta sicurezza sull’interpretazione di quanto accaduto che si ritrova anche nel giudizio sul proprio operato. Quei lavori interminabili dell’ACEA al centro storico, il contestato muro di via Ciaffei e quello inesistente di via Rosmini, il nuovo locale URP con le serrande ancora abbassate: per ognuno di essi l’ex primo cittadino ha spiegato le ragioni dei ritardi e delle lungaggini burocratiche che ha dovuto fronteggiare, assicurando che “lunedì ACEA riprenderà i lavori al centro storico, il contrattempo è stato dovuto ad una cantina non censita sotto via M. Intreccialagli, mentre per il muro di Via Rosmini c’è un mutuo di 200.000 euro disponibile per l’erogazione dai primi di maggio e ci sono già i progetti e le autorizzazioni. A breve partiranno anche i lavori per la piscina e quelli di consolidamento della palazzina B delle scuole elementari, inoltre abbiamo ottenuto il finanziamento dal Ministero per la realizzazione della nuova scuola media”, un’opera da oltre 5 milioni di euro che saranno recuperati grazie a fondi statali, GSE e casse comunali.

Insomma, i cantieri aperti e le opere non ancora realizzate che agli occhi degli avversari politici e di molti cittadini incarnano il simbolo del suo fallimento amministrativo, per D’Acuti invece sono dei successi ottenuti con molta fatica e si dice anzi sicuro che “una volta terminati, i lavori daranno i loro frutti e le persone apprezzeranno quanto fatto”, certo di potersi presentare con animo sereno ai monticiani nell’ormai vicino appuntamento elettorale.

Elena Campolongo

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