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Discarica di Roncigliano, il quesito di Giardino Popolare Castelli Romani: “Perché i sindaci non hanno emesso l’ordinanza?”

Giardino Popolare protesta discarica

Questa mattina sono iniziati ad arrivare a Roncigliano (Albano) i primi compattatori da Roma. La discarica è stata riaperta e a nulla sono valse le ragioni dei comitati castellani. “Questo – fanno sapere dal Giardino Popolare dei Castelli Romani – nel silenzio più totale dei sindaci castellani”

“La discarica di Roncigliano va chiusa, senza se e senza ma per la semplice ragione che con le discariche le persone si ammalano e muoiono. Le falde e i terreni si inquinano, spesso irrimediabilmente. Sono numerosi gli studi che ormai hanno sdoganato questa semplice verità; lo studio ERAS ad esempio, fatto proprio dalla Regione Lazio.

Giardino Popolare protesta discarica

Proprio questo – evidenziano dal Giardino Popolare – avrebbe dovuto spingere i sindaci dei comuni castellani ad opporsi unitariamente alla riapertura con ogni mezzo, così come accaduto per la Valle del Sacco, dove l’azione unitaria a sostegno della mobilitazione popolare ha non solo impedito il revamping dell’inceneritore, ma ha portato alla chiusura della discarica di Colle Fagiolara nel dicembre del 2020 e all’inizio della sua bonifica.

In quella occasione furono incisive le azioni del Sindaco Sanna, primo cittadino su cui grava l’obbligo della tutela della salute pubblica, che emanò una serie di ordinanze motivate proprio a tutela della salute pubblica, a sostegno della mobilitazione delle popolazioni locali.

Questo non è avvenuto ai Castelli. In discarica era presente solo il sindaco di Albano, Massimiliano Borrelli e la sindaca di Castel Gandolfo, mentre di tutti gli altri da Genzano, Marino, Ardea, etc non si è vista nemmeno l’ombra.

Forze dell'Ordine a Roncigliano

Ma non è stata sufficiente la mera presenza o il mandato agli studi legali in attesa di una qualche pronuncia del Tar che arriverà troppo tardi. Ci chiediamo cosa sarebbe successo se il sindaco di Albano, forte della ragione dalla sua parte, di concerto con le altre amministrazioni comunali, avesse emanato una serie di ordinanze con le quali chiedere ad ASL e Arpa di fare la loro parte, bloccando la riapertura della discarica, in base al principio precauzionale. Ci chiediamo – continuano dal Giardino Popolare Castelli Romani – perché i sindaci dei Castelli non si sono assunti la responsabilità politica di utilizzare strumenti a loro disposizione, come fatto dalla Valle del Sacco, e di stare al fianco dei cittadini e delle cittadine che da anni lottano.

Dovremo chiedere conto a loro in primis, per le enormi mancanze di oggi e di ieri visto che la discarica era chiusa dal 2016 e ancora non si accennava ad una sua bonifica, ma anche alla Regione Lazio che nonostante l’ipotesi di commissariamento, allo scadere dei 60 giorni utili, non l’ha fatto.

Dal canto nostro non ci resta che proseguire la mobilitazione per far nuovamente chiudere la discarica. Nessun territorio della provincia deve continuare a pagare le mancanze delle amministrazioni capitoline e regionali.

Ci vediamo questa sera, alle ore 21, davanti i cancelli della discarica per decidere come proseguire la mobilitazione”.

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