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Green Pass, il senatore di Frascati Emanuele Dessì vota 'no': "Metodo di controllo sociale estremo" - Castelli Notizie
POLITICA

Green Pass, il senatore di Frascati Emanuele Dessì vota ‘no’: “Metodo di controllo sociale estremo”

emanuele dessì

Con 189 voti a favore, 32 contrari e 2 astenuti il Senato ha approvato la fiducia posta dal Governo Draghi sul ddl di conversione del cosiddetto Decreto Green Pass; un provvedimento che prevede dal 15 ottobre l’estensione della misura prevista dal Governo per il contenimento del Covid-19.

Tra i senatori che hanno votato contrario c’è anche il frascatano Emanuele Dessì, ex Movimento 5 Stelle, oggi all’interno del Gruppo Misto. Al senatore Dessì, ieri sera ospite del programma televisivo Piazza Pulita, abbiamo chiesto i motivi della sua contrarietà al decreto in oggetto.

emanuele dessì
Il senatore Emanuele Dessì

“Sono motivazioni di carattere politico sociale – ha dichiarato Dessì a Castelli Notizie – e non mi permetto di fare un’analisi dal punto di vista sanitario. Ritengo come tutti che il vaccino sia un farmaco importante che ha contribuito, insieme ad altre misure, al contenimento della pandemia. Detto ciò si sta in maniera schizofrenica andando verso alcune metodologie che poco hanno a che fare in senso stretto con il sanitario, ma rientrano nel bisogno di controllo sociale estremo. Questa misura, che influisce sulla possibilità di lavorare e di vivere delle persone, arriva nel nostro Paese nel momento in cui il resto d’Europa e del mondo vanno in direzione contraria. Nonostante siamo il Paese più vaccinato al mondo continuiamo a praticare questa sorta di minaccia quotidiana senza porci il problema del perché 11 milioni di italiani, soprattutto over 50, per diversi motivi decidono di non vaccinarsi. Questo è ingiustificabile: fino a dove si vuole arrivare? Fino a dove si vuole alzare l’asticella?”.

“Mi chiedo – continua il parlamentare di Frascati – se anche dopo la minaccia della perdita del posto di lavoro e della diminuzione delle libertà personali non si convinceranno questi 11 milioni di italiani a vaccinarsi, che cosa si farà? Si passerà ai TSO (trattamenti sanitari obbligatori, ndr)? Si andranno a prendere a casa queste persone? Si immunizzeranno contro la loro volontà? Non riesco a capire qual è la strategia e qual è l’obiettivo che si vuole raggiungere.

Nessuno si chiede il perché di questa reticenza da parte di molti quando invece secondo me c’è un motivo chiarissimo e a mio avviso e risiede nella scarsa credibilità dello Stato, in particolare di chi gestisce questa situazione; c’è tutto l’asse che parte da Draghi, Speranza passando per Figliuolo. Lo Stato non si assume la responsabilità di essere scarsamente credibile, agisce in maniera schizofrenica e la colpa ricade su persone che hanno paura di vaccinarsi.

Il Green Pass deve essere rivisto e a chi non vuole vaccinarsi vanno praticati più tamponi (a prezzi più bassi) che abbiano una scadenza più ampia e non solo 24 ore. Visto che è stata estesa per Decreto la copertura immunologica dal virus, può essere estesa anche la validità del tampone, così che chi non si vuole vaccinare sia in ogni caso sotto controllo, tamponandosi ogni 3 giorni, senza rischiare di contagiare gli altri e avendo la possibilità di essere curato in tempo qualora contraesse il virus.

In ogni caso credo che non si possa continuare a calpestare i diritti sociali, il diritto al lavoro e alla libertà conquistati con anni di sacrifici e di lotte per assecondare l’incapacità di alcune persone nel gestire questa pandemia”.

Claudia Proietti

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