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Rocca di Papa - Mondo Migliore, a rischio 36 posti di lavoro. 24 settembre previsto presidio - Castelli Notizie
Attualità

Rocca di Papa – Mondo Migliore, a rischio 36 posti di lavoro. 24 settembre previsto presidio

unicef a mondo migliore 4

È stato dichiarato lo stato di agitazione e previsto per venerdì 24 settembre, in un luogo ancora in fase di definizione, il primo sit in di protesta che riguarda la vertenza tra i 36 lavoratori della cooperativa sociale San Filippo Neri, che rischiano il posto di lavoro, coinvolti nel cambio di gestione del servizio svolto presso il CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) “Mondo Migliore” di Rocca di Papa in Via dei Laghi.


“Nonostante la richiesta di incontro – scrivono i sindacati – avanzata dalle OO.SS. FP Cgil e Cisl Fisascat, finalizzata a trovare nei modi e nei tempi congrui un’occasione di confronto per effettuare il cambio appalto delle lavoratrici e lavoratori impegnati nel centro d’accoglienza “MONDO MIGLIORE”, a oggi, ormai a ridosso dalla scadenza della proroga concessa proprio per analizzare tutti i presupposti di aggiudicazione, così come previsto dalle norme vigenti, purtroppo siamo di fronte all’indifferenza di tutti i soggetti investiti nel processo compresa la nuova aggiudicataria del futuro assetto, ovvero la RTI composto da Croce Rossa come capofila.

Ci preme evidenziare che le lavoratrici e lavoratori accogliendo l’appello del Santo Padre che durante l’angelus nel 2015 invitava “le comunità religiose, i monasteri, i santuari di tutta Europa e le diocesi, a partire da quella di Roma” a dare ai migranti “una speranza concreta” e a non creare “tante isole inaccessibili e inospitali” hanno strutturato un nuovo Mondo Migliore, donando splendore a questa esigenza e hanno trasformato un rudere di mattoni in un fiore all’occhiello del settore Immigrazione.

Ricordiamo, infatti, dal 2016 Mondo Migliore ospita richiedenti asilo dalle molteplici nazionalità, ha creato un luogo di pace, di integrazione e di lustro per l’intero sistema di accoglienza italiana. Numerose sono state le delegazioni Europee, politiche e religiose che hanno visitato il Centro, complimentandosi per l’operato ma soprattutto per la riqualificazione della struttura e averle restituito l’antico prestigio. Il Centro si è distinto per aver gestito progettualità importanti come il programma Relocation che dal 2017 al 2019 ha ricollocato in tutti i Paesi Europei circa 4.500 richiedenti asilo.

Attualmente, nella logica di massimizzazione, non crediamo che sia stato perseguito un mero ideale di profitto, ci lascia sconcertati e basiti tutto questo assordante silenzio che
avvolge la sorte della struttura ma soprattutto dei diritti dei suoi 36 (trentasei) lavoratori impegnati con spirito di abnegazione e con pieno senso di responsabilità nella gestione
quotidiana del servizio, operanti dagli albori della sua apertura. Infatti, questo silenzio ci alimenta il sospetto e gli interrogativi che qualcuno voglia agire in maniera non propriamente consona a un processo delicato come questo e la cosa che ancora ci crea sgomento è che ad oggi, il 30 settembre ci sarà il vile tentativo di cessazione di queste maestranze poichè non abbiamo ancora avuto alcuna notizia circa il loro futuro lavorativo.


Ricordiamo che stiamo parlando di persone, famiglie e in molti casi monoreddito con figli i quali al momento vertono in condizioni di grande preoccupazione e sconcerto per il comportamento della società subentrante.
Pertanto, considerato il mancato riscontro alla richiesta inviata dalle OO.SS. lo scorso 15/09/2021, nella volontà di dare la giusta attenzione alla vertenza e preservare i diritti
delle lavoratrici e lavoratori coinvolti, si dichiara l’attivazione di tutte le forme di rivendicazione, quali l’apertura dello stato di agitazione e la convocazione di una prima assemblea presidio che si terrà il 24/09/2021″.

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