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Genzano, Emanuela Gatto sulla plastica: «Il problema è l’uso che ne stiamo facendo»

EMANUELA GATTO

Nel pomeriggio di ieri, sabato 26 settembre, Parco Sforza Cesarini di Genzano ha ospitato la pluripremiata ricercatrice genzanese, Emanuela Gatto, per parlare di materiali innovativi utili ad evitare l’uso indiscriminato della plastica.


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La ricercatrice Emanuela Gatto

di MARIA SOLE LUPI

Un’iniziativa molto partecipata quella di ieri pomeriggio nella splendida cornice green del Parco Sforza Cesarini di Genzano. Tra la platea, oltre ai cittadini curiosi e attenti alle tematiche ecosostenibili, c’erano molti affezionati “sostenitori” della talentuosa ricercatrice genzanese Emanuela Gatto, vanto ed orgoglio della Città dell’Infiorata.

Vittoriosa di numerose premiazioni – tra queste anche quelle dell’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella – per le sue ricerche sui materiali biodegradabili per una plastica sostenibile (per chi volesse approfondire, si propongono due nostri precedenti articoli in merito: Genzano orgogliosa della dottoressa Emanuela Gatto: la ricercatrice di Tor Vergata invitata dal Presidente della Repubblica Mattarella e Genzano – Alla ricercatrice Emanuela Gatto il 1° Premio ‘Start Cup 2018’. Altri 3 dei Castelli Romani nel gruppo vincente).

L’evento, che ha visto protagonista la ricercatrice di Tor Vergata Emanuela Gatto, è stato ideato ed organizzato dalla Pro Loco di Genzano, rappresentata dalla vicepresidente Silvia Bongianni, e dall’associazione Extramoenia Onlus, guidata da Giampiero Mosconi, in collaborazione col Comune di Genzano. Il tutto nell’alveo di SPlastica Srl: Plastica sostenibile, lo Spin off ideato e diretto dalla stessa professoressa.

Nel seminario la dottoressa Emanuela Gatto ha introdotto soffermandosi sul tema della crescita annuale della produzione di plastica nel mondo. Le sue parole: «Il problema non è la plastica ma è l’uso che ne stiamo facendo. Secondo dati europei la produzione di plastica è giunta a toccare, nel solo 2018, 359 milioni di tonnellate all’anno (ogni tonnellata corrisponde a 1000 kg di plastica, ndr), di cui si stimano circa 8 milioni di tonnellate che ogni anno finiscono nei mari causando problemi alla fauna, e attraverso la catena alimentare la plastica giunge anche all’uomo».

La ricercatrice ha proseguito parlando della sua ricerca: «Il problema è che si produce molta più plastica di quella che si riesce a riciclare. Ci sono due vie per provare a risolvere il problema: la prima è implementare il riciclo, la seconda è trovare dei materiali alternativi che siano più sostenibili. Tra questi, la nostra ricerca si sta concentrando su materiali realizzati a partire da scarti organici sia di tipo vegetale che non vegetale (come il latte, l’amido di mais, la buccia di banana) mescolati con altri polimeri che non sono biodegradabili ma per il quale il prodotto finale si degrada in tempi relativamente lunghi se rilasciato nell’ambiente. La sfida che stiamo affrontando è quella dell’uso del 100% materiali biodegradabili per una plastica completamente bio».

Nel frattempo che la scienza avanza nelle sue ricerche e nelle soluzioni per la salvaguardia dell’ambiente, il monito della ricercatrice è il seguente: «Tutti quanti possiamo fare qualcosa per ridurre il volume del sacco giallo». L’invito per i consumatori è nell’adottare scelte più ecologiche, dagli acquisti al supermercato senza imballaggi in plastica (preferibili quelli alla spina negli appositi shop) fino al riutilizzo di un bicchiere di plastica o alla sua preferibile sostituzione con quello in vetro.

La Gatto ha approfittato dell’occasione per rivolgere un messaggio di supporto e di incoraggiamento a tutti gli studenti e alle donne in particolare che ambiscono a un futuro nella ricerca: «Molto spesso i miei studenti si avviliscono pensando che si riescono ad ottenere i risultati soltanto con vie preferenziali. Io, invece, dico sempre loro che alla fine l’impegno paga. Il mio invito è ad essere testardi e a non mollare e alle donne nella scienza dico: non è vero che è un ambiente maschile».

Contornata dall’affetto e dall’ammirazione dei concittadini, la dottoressa Emanuela Gatto è stata applaudita e salutata al termine del seminario da una valanga di appassionati suoi studenti, cari amici, conoscenti e familiari che hanno partecipato all’evento. Il commento a caldo della ricercatrice: «Molti di loro non sono abituati a vedermi in questa veste» .

Un’iniziativa che è parte integrante di un fine settimana genzanese dedicato al rispetto dell’ambiente e all’ecologia per sensibilizzare la comunità al Plastic free, all’innovazione, al riciclo e alla raccolta differenziata.

Da noi avvicinata Silvia Bongianni, della Pro Loco di Genzano, ha affermato: «Crediamo che siano proprio incontri pubblici come questo a imprimere una svolta per la tutela dell’ambiente indirizzando una scelta più responsabile nel consumatore ».

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