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Albano - Maxi impianto Biogas a Roncigliano, le osservazioni dell'Associazione Salute Ambiente - Castelli Notizie
Attualità

Albano – Maxi impianto Biogas a Roncigliano, le osservazioni dell’Associazione Salute Ambiente

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Ancora una nota di denuncia da parte dell’Associazione Salute Ambiente Albano – Cancelliera in merito all’iter autorizzativo dell’impianto Biogas da 80mila tonnellate l’anno che la società Colle Verde vorrebbe realizzare a Roncigliano.

“Mentre (il 15 luglio) la sindaca di Roma Virginia Raggi decideva si scaricare la spazzatura di Roma ad Albano, ed i Castelli Romani romani erano in ginocchio
davanti i cancelli d’ingresso della discarica di Albano, loro (il 22 luglio) ESORTAVANO
l’Ufficio Rifiuti regionale ad avviare “entro 5 giorni” – così hanno scritto – l’iter
amministrativo per l’approvazione di un nuovo e maxi-biogas da 80mila tonnellate l’anno, laddove i comuni di bacino ne producono a mala pena 25mila, quindi circa il 150% più grande del necessario”. Si legge nella nota.

“Ieri, 30 settembre, abbiamo inviato in Regione Lazio ed ai 4 comuni invitati in
Conferenza dei Servizi (Albano, Ariccia, Ardea e Aprilia) le nostre osservazioni
preliminari.
I punti chiave:

  • il ‘nuovo’ progetto preliminare del maxi-biogas non è stato pubblicizzato correttamente, in violazione dei termini di trasparenza e partecipazione dei cittadini posti dalla legge;
  • il terreno su cui la società Colle Verde vuole costruire il maxi-biogas è di proprietà della Pontina Ambiente (Gruppo Cerroni) su cui grava una interdittiva antimafia definitiva confermata da due gradi di giudizio;
  • Non si conosce lo stato di salute attuale dei residenti che vivono nei pressi della discarica, eppure il 16 novembre 2020 (determinazione Regione Lazio n.g-13554) l’Area Rifiuti Lazio ha finanziato un nuovo studio epidemiologico ad Eras Lazio che non è stato ancora ultimato e reso pubblico;
  • Ignorata la presenza di siti sensibili: il grande plesso scolastico di Cancelliera, le chiese di Cancelliera e Fontana di Papa, il Noc-Nuovo Ospedale dei Castelli, il centro sportivo;
  • Il ‘mistero’ del numero di pozzi spia interni alla discarica che sono 9 e non 4, con l’A.I.A. del 2009 mai aggiornata e revisionata, per non disturbare il Gruppo Cerroni;
  • la discarica è un sito dichiarato inquinato da 10 anni, ma ancora mai bonificato né soggetto a caratterizzazione idrogeologica, ossia ad una analisi approfondita dello stato dei terreni e delle falde circostanti il sito industriale”.
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