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OSPEDALE DI VELLETRI - FdI, Lega e Difendere Velletri compatti a salvaguardia del Punto Nascita - LE DICHIARAZIONI - Castelli Notizie
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OSPEDALE DI VELLETRI – FdI, Lega e Difendere Velletri compatti a salvaguardia del Punto Nascita – LE DICHIARAZIONI

E’ stata una delegazione di una trentina di persone, che ha portato sulle proprie spalle le istanze e le speranze di decine di migliaia di cittadini, quella che nella mattinata odierna è entrata presso la Regione Lazio per palesare ai vertici regionali tutta la propria preoccupazione e il proprio dissenso per come l’Ospedale di Velletri sia stato calpestato dai continui tagli e dalle continue chiusure dei reparti, che hanno finito per spazzare via anche Pediatria, Ostetricia e Ginecologia.

E’ anche e soprattutto per il Punto Nascita, ma non solo, che la coalizione di centrodestra si è diretta questa mattina verso la Cristoforo Colombo, sotto la sede della Giunta Regionale del Lazio. “Ora Basta! Salviamo l’Ospedale” il titolo della manifestazione, che ha visto una trentina di veliterni (questo il tetto disposto da chi ha autorizzato la manifestazione) partire di buon mattino a bordo di un bus carico di speranze, diretto verso la Capitale.

manifestanti ospedale velletri

A rendere possibile l’incontro col capo gabinetto dell’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini, che più di tutti si è speso in questi anni per mettere in guardia contro la chiusura dei servizi ospedalieri e per frenare, con atti concreti, un’emorragia che non sembra avere fine.

Proprio Righini, al termine della manifestazione (di cui vi abbiamo riferito in presa diretta), ha commentato a caldo l’esito dell’incontro della delegazione con Egidio Schiavetti, il capo di gabinetto dell’Assessore D’Amato.

“Ancora una volta – ha ribadito Righini – emergono tutte le contraddizioni di una vicenda davvero surreale, per quanto incomprensibile. Anche oggi abbiamo rilevato come di tutti gli ospedali con meno di 500 parti – un dato peraltro tutto da verificare – l’unico che si è visto chiudere il Punto Nascita è stato quello di Velletri. Una decisione veramente singolare – ha ribadito Righini – e a nulla valgono le ennesime rassicurazioni, che se da una parte sono tese ad ammiccare la propria parte politica, provando così a placare la cittadinanza spacciando nuove promesse tramite la carta del fantomatico finanziamento, si scontrano contestualmente con la realtà, che vede chiudere altri reparti, come accadrà il 12 ottobre, quando chiuderanno i battenti Urologia e Chirurgia Vascolare. Di fronte a tutto questo – ha ribadito con fermezza il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – continueremo a denunciare con ancor più impeto tutte queste furbizie, informando i cittadini di quanto accade, senza arretrare di un millimetro nella battaglia in difesa dell’Ospedale di Velletri. Colgo l’occasione per ringraziare il partito, che a livello locale grazie a Simonetti, Ercoli e Bizzarri ha reso possibile il ricorso straordinario al Capo di Stato, al quale ci siamo appellati contro l’assurda decisione partorita dalla Giunta Zingaretti. Ed un ringraziamento va anche al deputato e presidente provinciale, Marco Silvestroni, che anche quest’oggi, così come a luglio in occasione del flash-mob in Ospedale, è stato al nostro fianco in questa battaglia”.

In prima linea anche la capogruppo FdI, Chiara Ercoli, che si è soffermata sui tanti casi di cronaca che in questi mesi hanno visto diverse donne costrette a partorire d’urgenza al Pronto Soccorso, “con tutti i rischi del caso. Il Punto Nascita a Velletri non è un capriccio, ma qualcosa di necessario, visto che non è affatto facile approdare all’Ospedale dei Castelli e sono tanti i cittadini, non solo veliterni, che hanno nel “Paolo Colombo” il loro punto di riferimento. Oltre all’immediata riapertura – ha aggiunto la capogruppo di FdI – serve che sia introdotto il parto in analgesia, contestualmente a 2-3 posti di patologia intensiva neonatale, per ovviare ad ogni tipo di emergenza dovesse malauguratamente presentarsi. Aspetti, questi, su cui non si può derogare in alcun modo”, ha concluso Chiara Ercoli.

“Il nostro partito – ha dichiarato il portavoce veliterno di FdI, Cristian Simonetti -, ancora una volta ha dimostrato di aver mantenuto la barra dritta su un tema cruciale per la popolazione. Qualcuno ha preferito girarsi dall’altra parte, accontentandosi di qualche promessa da marinaio; noi non lo abbiamo mai fatto e continueremo a combattere per far si che il presidio ospedaliero conservi il Dea di Primo Livello e si possa finalmente tornare a nascere a Velletri, senza doversi sobbarcare il rischio di chilometri e chilometri in auto”. A completare la nutrita rappresentanza di Fratelli d’Italia anche Marco Abbafati, del Direttivo FdI di Lariano.

Durante l’incontro, come hanno evidenziato dall’entourage della Lega (rappresentato dal coordinatore della provincia Roma Sud, Tony Bruognolo, dal coordinatore cittadino e consigliere comunale Faliero Comandini e dal capogruppo Giorgio Greci), sono state date delle garanzie per il mantenimento del DEA di Primo livello e si è concordato un ulteriore incontro, nei prossimi giorni, alla presenza dell’Assessore D’Amato e del direttore generale dell’ASL Roma 6, Narcisio Mostarda, finalizzato proprio a discutere del ripristino del Punto nascita e pediatria.

“A differenza di chi amministra la città di Velletri, quest’oggi l’opposizione politica veliterna ha dato voce ai cittadini nelle sedi di competenza regionale”, ha affermato il capogruppo leghista, Giorgio Greci. “La preoccupazione che ho espresso in questo incontro informale e che ribadirò all’Assessore D’Amato, è che ciò che sta accadendo all’Ospedale dei Castelli, dove già alcuni medici sono andati via per carenze strutturali e lungaggini burocratiche, si ripercuota sugli ospedali civili del territorio. Il rischio è quello che per garantire la sopravvivenza del NOC, che avrebbe dovuto essere una struttura in grado di portare quasi 400 nuovi posti letto sul territorio della nostra ASL, ma che al momento non rispetta per nulla le aspettative, si intacchino non solo le strutture degli altri ospedali ma si intervenga in maniera perentoria anche sul personale sanitario, impoverendo ancor di più quella medicina di prossimità che tanto è stata importante in periodo di emergenza Covid-19”. “Mi auguro che l’Assessore D’Amato rispetti l’impegno di incontrarci nuovamente a stretto giro e – ha concluso il capogruppo della Lega – ringrazio Tony Bruognolo, Segretario Politico della Lega Provincia di Roma Sud, Giancarlo Righini e Marco Silvestroni di Fratelli d’Italia, per essere stati presenti alla manifestazione e per tutto quello che fanno per supportarci in questa fondamentale battaglia per la nostra città”.

“La situazione dell’Ospedale di Velletri è complicata – ha aggiunto a tal proposito Tony Bruognolo, Segretario Politico della Lega Provincia di Roma Sud -. Il problema non è solo la chiusura del Punto nascita e del reparto di pediatria, cosa comunque estremamente grave per una città che ha avuto natali illustri. Il problema dell’Ospedale di Velletri risiede anche nel mancato potenziamento di tutti gli altri reparti, con la conseguenza di non riuscire a dare seguito a tutti i ricoveri, congestionando così il Pronto soccorso, costretto a smistare i pazienti nelle strutture limitrofe. Sono solidale – ha aggiunto e concluso Bruognolo -, non solo con i pazienti rimbalzati da un ospedale all’altro, ma anche con i medici e gli operatori sanitari, soprattutto quelli di medicina d’urgenza, che lavorano in costante condizione di stress e fanno i salti mortali per rispondere a tutte le esigenze dei cittadini di Velletri e dintorni”.

manifestazione ospedale veleltri

L’iniziativa era stata ideata e fortemente voluta dalla lista “Difendere Velletri“, che ha in Carlo Serafi il suo segretario cittadino e in Paolo Felci il suo capogruppo in Consiglio. I due, entrambi presenti al sit-in, hanno poi sintetizzato quanto avvenuto, non mancando di articolare il proprio pensiero: “E’ stata un’iniziativa tesa a far sentire la voce di chi si oppone veramente, e non a parole, al depauperamento del nostro Ospedale. Un sit-in, ristretto forzatamente a 30 persone, in cui una delegazione si è recata dal Capo Gabinetto dell’Assessore, al cospetto del quale abbiamo concordato la conservazione del Dea di Primo Livello, valutando ulteriori approfondimenti per il Punto Nascita, di cui un territorio così vasto non può prescindere. Non ci possiamo permettere che per un’emergenza non si riesca ad arrivare in tempo all’Ospedale dei Castelli, in mezzo al traffico della via Nettunense – hanno dichiarato i due esponenti di Difendere Velletri -. Personalmente – ha poi aggiunto Paolo Felci – ho evidenziato l’esigenza di dotare il nosocomio di tecnologie avanzate, che inducano primari a voler lavorare a Velletri. Non vorremmo, dopo che ben che qualche camice bianco attualmente in forza a Velletri possa essere indotto ad andare a tappare i buchi al Noc. In definitiva – ha poi concluso Felci, mettendo nel mirino la maggioranza – c’è una politica cittadina accondiscendente, che risponde sempre “sissignore”, e chi, come noi, non si accontenta delle promesse ma che in questo caso attende fiducioso il prossimo incontro, dove porteremo ancora più convinti le nostre ragioni sul tavolo dell’Assessore regionale alla Sanità e del Direttore Generale della Asl Roma 6″.

Una prova di coesione e compattezza, quella del centrodestra veliterno, che non è passata inosservata agli occhi degli osservatori neutrali, e che ha indotto anche il consigliere regionale Giancarlo Righini ad esprimere il suo compiacimento: “Il rischio, da quanto si palesa, è che sarà difficile poter cavare un ragno dal buco con questa Amministrazione, prona agli interessi di partito. L’unica soluzione appare sempre di più quella di vedere il centrodestra al governo della città di Velletri, insieme agli amici della Lega e di Difendere Velletri, unitamente a chiunque altro con impegno e passione si riconoscerà in un progetto alternativo a quello capeggiato da PD, Forza Italia e LeU”.

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