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Covid-19, scatta l'obbligo di Green Pass in tutti i luoghi di lavoro - Castelli Notizie
Attualità

Covid-19, scatta l’obbligo di Green Pass in tutti i luoghi di lavoro

green pass

Da domani, 15 ottobre, scatta l’obbligo del green pass in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati. La misura, che sta scatenando una serie di contestazioni, mettendo a rischio settori strategici in tutta Italia, sarà in vigore fino alla fine dell’anno.

Green Pass e normativa

Il possesso del certificato verde e la sua esibizione sono condizioni che devono essere soddisfatte al momento dell’accesso al luogo di lavoro. Il lavoratore che non sia in grado di esibire il green pass deve essere considerato assente ingiustificato e non può in alcun modo essere adibito a modalità di lavoro agile (smart working).

Il Green Pass è la certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla Piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che attesta l’avvenuta vaccinazione anti Covid-19 (già dalla prima dose), di essere negativi al test antigenico rapido nelle ultime 48 ore o al test molecolare nelle ultime 72 ore, di essere guariti dal virus negli ultimi sei mesi.

La necessità della Certificazione verde COVID-19 (green pass) per l’accesso ai luoghi di lavoro, pubblici e privati, è stata disciplinata dal decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, recante “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening” .

I controlli del Green Pass

Ogni amministrazione o azienda è autonoma nell’organizzare i controlli. I datori di lavoro definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro. “È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all’ingresso. Nelle pubbliche amministrazioni l’accertamento, che dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione, purché in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente”, spiega Palazzo Chigi. Oltre all’app VerificaC19, saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni. 

Cosa succede ai lavoratori senza certificazione verde

 “Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass” se si presenta al lavoro senza il certificato. Il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass va incontro ad una multa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore. “Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio”, si legge nelle Faq. Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass rischia una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.
Non sono consentite deroghe sull’obbligo del Green pass per i dipendenti pubblici e senza certificato verde non si può ricorrere allo smart working.

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