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Invecchiamento attivo, in Regione approvata la legge. Marta Bonafoni: "Uscire dall'angolo per dare risposte" (VIDEO) - Castelli Notizie
POLITICA

Invecchiamento attivo, in Regione approvata la legge. Marta Bonafoni: “Uscire dall’angolo per dare risposte” (VIDEO)

BONAFONI CON L'ASSESSORA ALESSANDRA

“Il senso di questa legge è uscire da un angolo che sia da quello degli anziani, dei migranti, delle donne vittime di violenza, se guardiamo la realtà da un angolo con tutto il resto che è al buio noi non la capiamo la realtà, e poiché dobbiamo dare risposte a tutta la realtà dobbiamo illuminare l’intero spazio e lo spazio della città è fatto di tanti luoghi, edifici sociali. Con questa legge abbiamo detto ‘usciamo dalla categorizzazione’, come ci insegnano le nuove politiche sociali e proviamo a cogliere la complessità di questa materia. Tutto è politica sociale: da come faccio una strada e la rendo solo carrabile, da come organizzo un parco, che è senza barriere”.

BONAFONI CON L'ASSESSORA ALESSANDRA
Marta Bonafoni con l’Assessora Troncarelli

Così Marta Bonafoni, consigliera in Regione Lazio, racconta all’agenzia Dire il senso della legge sull’invecchiamento attivo, di cui è prima firmataria e che è stata approvata all’unanimità da tutte le forze politiche alla Pisana.

“La cosa più bella è che il provvedimento non l’abbiamo studiato noi ma è arrivato da qualcosa che nella società stava già camminando e che la pandemia ha messo meglio al fuoco. Mentre noi eravamo a casa a capire come affrontare l’epidemia, c’era chi, nelle situazioni di marginalità, cercava di modificare il modo di dare delle risposte ai bisogni che non cambiano – racconta la consigliera -.

Le persone anziane in questo senso sono state tra le più reattive, anche se le immaginiamo spesso, sbagliando, tra le ultime a reagire. Invece hanno messo a fuoco queste istanze e le hanno rivendicate a maggior voce, così come stanno rivendicando il proprio ruolo nella nostra Regione tutte le realtà del Terzo settore, che adesso dicono, se si è potuto fare nei mesi del lockdown vuol dire che non è colpa della burocrazia, non solo, o della sussidiarietà a comportamenti stagni.

Se saremo bravi, e il Lazio sta meglio interpretando il rapporto con il Terzo settore, saremo in grado di cogliere l’insegnamento del Covid, che altrimenti diventa come la lezione che hai studiato ma che dopo che ti hanno interrogato non ricordi più. Succede sì, ma non deve più succedere, ci sono state troppe vittime e una comunità nella società che è stata vittima anch’essa”, conclude Bonafoni.

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