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Inquieta la situazione a Roncigliano! Tir con l'immondizia raddoppiati, Aldo Garofolo: "Tutta l'area è contaminata" - Castelli Notizie
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Inquieta la situazione a Roncigliano! Tir con l’immondizia raddoppiati, Aldo Garofolo: “Tutta l’area è contaminata”

Generico ottobre 2021

Sono dati davvero inquietanti, che confermano ed avvalorano le preoccupazioni di chi da tempo va battendosi a salvaguardia della salute e della tutela ambientale di decine di migliaia di cittadini e di un territorio che meriterebbe ben altra attenzione e rispetto!

E’ di questi giorni la notizia che sono ben 22 gli sforamenti rilevati da Arpa Lazio nei pozzi di Roncigliano, relativi a 12 diversi tipi di veleni, ossia: Ferro, Mercurio, Nichel, Dicloropropano, Tricloropropano, Dibromoetano, Tricloropropano, Cloruro di Vinile, Floruri, Boro, Arsenico e infine Manganese.

Una situazione che grida vendetta e contro la quale prosegue imperterrita la battaglia dei No-Inc, capeggiata dalla mente, Aldo Garofolo, che ha di recente partecipato ad una tavola rotonda cui ha preso parte anche il Sindaco Massimiliano Borelli. 

“L’arrivo dei dati Arpa relativi agli altri 6 pozzi interni alla discarica – ha dichiarato Garofolo – ha fornito l’ennesima prova e per l’ennesima volta che tutta l’area occupata dagli impianti e dagli invasi è contaminata da idrocarburi cancerogeni e metalli pesanti, che la bonifica dell’intero complesso non è mai esistita, che quella dell’unico pozzo a valle, benché formalmente partita nel 2016, è miseramente fallita, che malgrado tutto ciò viene sistematicamente violata la legge quadro ambientale del 2006 autorizzando la riapertura del VII invaso ai rifiuti di Roma e mantenendo in piedi un’autorizzazione del 2009 dichiaratamente “non più efficace” che consente a Colleverde di proporre a VIA un mega digestore biogas biometano da 80mila tonnellate”.

“L’incontro col sindaco Massimiliano Borelli ci ha dato poi la conferma che i Comuni limitrofi al sito non hanno alcuna intenzione di appoggiare la proposta del Coordinamento No Inc – Presidio permanente No discarica per una delibera di giunta del Comune di Albano da allegare alla Regione con la richiesta di dichiarare il sito e l’area circostante “ad elevato rischio di crisi ambientale”.
“L’unico accordo raggiunto nella riunione dei nove sindaci del bacino è stato per un sollecito a Regione, Città metropolitana e altri enti per la caratterizzazione idrogeologica e la bonifica del sito.
Nessuna volontà, ribadita ancora e ancora dal sindaco, di emettere un’ordinanza contingibile e urgente per il blocco immediato di tutte le attività dell’impianto,… mentre a valle giorno per giorno stanno raddoppiando gli arrivi dei Tir”.

Di tutto questo,  e tanto altro, si parlerà nel pomeriggio di sabato 30 ottobre, alle 16.30, nell’Assemblea straordinaria convocata proprio davanti alla Discarica di Roncigliano.

PRESIDIO PERMANENTE CONTRO LA DISCARICA – SABATO 30 OTTOBRE, ORE 16.30

Il 26 e il 27 ottobre 2021 Arpa Lazio ha diffuso i risultati delle analisi dell’acqua dei pozzi della discarica e quelli dell’ultimo prelievo dei rifiuti provenienti da Roma, dai quali si conferma la pesantissima contaminazione delle falde idriche e la non conformità dei rifiuti.
Valori eccedenti di metalli e organici, tra i primi mercurio (180% pozzo H), nichel (+165% pozzo I bis), manganese (+23.900% pozzo L), ferro (+5.400% pozzo I bis) e poi 1,2 dicloropropano (+26.600% pozzo L) , cloruro di vinile (+160% pozzo I bis), triclorometano (+ 33% pozzo G) tra gli idrocarburi.
Valori impressionanti del tutto fuori limiti per gli indici di stabilizzazione in tutti i campioni di rifiuti conferiti dalle società Saf (I.R.+340%), Ama (I.R.+70%) e la commissariata E.Giovi (I.R.+45% – DOC +1737%); quantità eccedenti di zinco, presenze quotidiane di rifiuti non conformi alla normativa o contenenti materiali non autorizzati come pneumatici e materassi.
Siamo da tre mesi in presidio permanente davanti alla discarica, controlliamo giornalmente gli sversamenti dei camion, documentiamo e denunciamo le decine di irregolarità con foto e video. E invece giorno dopo giorno cresce il numero degli scarichi nel VII invaso che ormai si avvicinano alle 600 tonnellate giornaliere.
Ora, dopo incontri, sollecitazioni senza risposta, esposti e questa ennesima certificazione Arpa del disastro, chi fino ad oggi ha temporeggiato o si è reso complice o peggio artefice della riapertura della discarica, dovrà rendere conto di aver ignorato o sottovalutato la crescente contaminazione delle falde idriche e di aver violato gli obblighi imposti dalla legge quadro ambientale, che prevedono il fermo immediato di qualsiasi attività e l’avvio della bonifica del sito.
I diversi gradi di responsabilità dirette e indirette sono facilmente individuabili:
-l’ex sindaca di Roma e della Città metropolitana per aver imposto l’ordinanza di riapertura, -la Presidenza regionale per aver avallato in qualche misura la riapertura,
-le Direzioni Ambiente e rifiuti della Regione Lazio per aver concesso autorizzazioni e volture alle società Ecoambiente e Colleverde malgrado l’AIA scaduta e “inefficace”,
– il sindaco di Albano per non voler andare oltre i ricorsi ai tribunali amministrativi e la richiesta di avviare la caratterizzazione idrogeologica, sottraendosi alla scelta coraggiosa dell’ordinanza urgente di chiusura del sito per inquinamento intollerabile, mancata bonifica e rischio di gravi danni alla salute della popolazione coinvolta.
Il nuovo sindaco di Roma dovrà spiegarci se il suo modo di ripulire Roma passerà per la conferma dell’ordinanza Raggi e di tutte le politiche scellerate e predatorie di raccolta e gestione dei rifiuti oppure no.
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