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La Pavona “dimenticata”: una frazione divisa in due, tra Albano e Castel Gandolfo, tra rilanci e criticità

Generico novembre 2021

Una frazione divisa in due, una parte ricadente nel Comune di Castel Gandolfo, l’altra in quello di Albano Laziale. Stiamo parlando di Pavona, territorio complicato, per alcuni un quartiere dormitorio, per altri una zona da rilanciare e valorizzare. E se ne dibatte sia dalle parti di Piazza della Libertà, sede del municipio gandolfino, che dalle parti di Palazzo Savelli, centro istituzionale albanense. C’è chi, ad esempio, chiede maggiori interventi legati alla sicurezza e alle infrastrutture di Pavona.

Come il PCI di Albano laziale che recentemente ha lanciato una petizione per chiedere nuovi luoghi di condivisione e una caserma dei Carabinieri. “Questa è la proposta del PCI Albano Laziale: siamo memori e testimoni della sua presenza, delle battaglie sul territorio. Già negli anni 80, infatti, il PCI storico – scrivono sui social i comunisti albanensi – propose un piano che prevedeva l’istituzione di una caserma dei Carabinieri sul territorio di Pavona. Noi oggi crediamo che siano necessari in primo luogo la presenza e il coinvolgimento della popolazione, di centri di aggregazione che garantiscano una sicurezza condivisa”. Il Pci, inoltre, si chiede anche, “dopo le promesse elettorali, quando ripartirà il cantiere del sottopassaggio? Anche per questo si invocherà la scusa del Covid-19?”.

Riflessioni all’indirizzo della amministrazione comunale del sindaco Borelli sono giunte anche da Federica Nobilio, consigliere comunale FdI: “Avevano promesso una Albano migliore ma a distanza di un anno siamo messi peggio di prima. Degrado e abbandono sono purtroppo cifre distintive della città ma le frazioni come sempre soffrono di più”. Pavona, in particolare, secondo la Nobilio, “ha espresso diversi amministratori di maggioranza eppure nessuno degli annosi problemi sono stati risolti. A partire dai lavori del sottopasso dei quali non si vede luce, alle strade colabrodo e agli spazi verdi in stato di completo abbandono fino allo spinoso tema della sicurezza. Pavona ha enormi potenzialità che fino ad oggi non sono state colte e valorizzate. Mi sento perciò di rinnovare anche dall’opposizione la mia vicinanza ed il mio impegno ai cittadini pavonensi che di certo non meritano di essere considerati di serie B”, chiosa la Nobilio. E Fratelli d’Italia è rappresentata, sui fatti di Pavona, anche dal coordinatore di Castel Gandolfo, Fabio Angeletti

A battersi per le istanze e le esigenze delle famiglie di Pavona anche e soprattutto Marco Moresco, attuale consigliere comunale di Albano, che in questi anni ha spronato a più riprese le istituzioni competenti per il rilancio della popolosa frazione e ha denunciato situazioni di vivibilità difficili e complesse, come quella degli alloggi popolari del Comune di Roma: interventi, quelli di Moresco, che in molte occasioni hanno contribuito alla risoluzione di criticità locali.

E, sempre a proposito di Pavona, per sabato 6 novembre l’amministrazione di Albano Laziale ha organizzato un incontro con i cittadini per parlare dei lavori del sottopasso di via Piani di Monte Savello, opera attesissima dai residenti di Pavona. Dibattito vivo anche dall’altra parte del confine amministrativo, quello di Castel Gandolfo, la cui amministrazione (sindaco Monachesi) è impegnata per la messa in sicurezza di via Michelangelo, strada in condizioni precarie situata nella popolosa frazione. Con apposita determinazione, l’esecutivo gandolfino ha dato l’ok alla approvazione del progetto con relativa richiesta di un finanziamento alla Regione Lazio di 100mila euro.

Cosa prevedono, se e una volta accordato l’eventuale stanziamento regionale, gli interventi di riqualificazione? Va detto, in primis, che via Michelangelo è un importante arteria di collegamento tra la zona residenziale di Pavona, Via Trento, e la Via Nettunense. L’intervento in questione stabilisce la manutenzione straordinaria del percorso stradale, molto utilizzato dai cittadini, attraverso lavori al manto stradale, all’illuminazione pubblica e all’introduzione della videosorveglianza.

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