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Palestrina, sequestrata dalla Polizia Locale una discarica abusiva: fosso riempito di carcasse di auto e ingombranti - Castelli Notizie
Cronaca

Palestrina, sequestrata dalla Polizia Locale una discarica abusiva: fosso riempito di carcasse di auto e ingombranti

Generico novembre 2021

Una vera e propria attività che stoccava illegalmente rifiuti è stata scoperta dagli agenti di Polizia Locale di Palestrina che hanno posto l’area sotto sequestro ora al vaglio della Procura della Repubblica di Tivoli.

All’alba i poliziotti prenestini si sono portati all’interno di un terreno ove avevano notato, giorni prima, movimenti cospicui di materiale. L’attività investigativa è iniziata con svariati appostamenti i quali sono stati effettuati contemporaneamente alla fase dell’acquisizione documentale; una volta accertato che il materiale trafficato non era esattamente quello che avrebbe dovuto gestire la società locataria del terreno è scattato il blitz che ha portato al sequestro di una vasta area all’interno della quale erano state depositate svariate tipologie di materiali ormai costituenti rifiuto: parti di motori, gomme e carcasse di autovetture, resti di cucine industriali, inerti da demolizione, coibentazioni, liquidi infiammabili in parte riversati sul terreno e tanto altro materiale definito rifiuto speciale e pericoloso dal rispettivo codice CER.

 

Per avere più spazio a disposizione e consentire un maggiore stoccaggio di rifiuti la società incriminata ha ampliato, nel tempo, il piazzale antistante il capannone riempendo la valle sottostante con materiale di ogni genere. “La situazione che si è posta ai nostri occhi era tale da farci ritenere che il terreno fosse ormai profondamente inquinato – ha dichiarato il Comandante della Polizia Locale Commissario Coordinatore Marco Di Bartolomeo – motivo per cui abbiamo deciso di porlo sotto sequestro per toglierlo dalla disponibilità della società che ne risultava regolarmente locataria e metterlo a disposizione dell’autorità giudiziaria anche al fine di tutelare i proprietari, che nel caso di specie sono parte lesa”.

Sembrerebbe che a creare maggior allarme, oltre rinvenimento di numerose autovetture ridotte al solo chassis che, una volta spogliate per venderne le componenti, venivano rottamate non seguendo la filiera che avrebbe invece dovuto seguire un rifiuto, sia stato il riempimento del fosso che ha compromesso, forse in maniera irreversibile, il sito.

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