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Genzano – Caro Pinocchio dove sei finito? Claudio Capretti s'ispira al burattino più famoso al mondo per la sua prima commedia per ragazzi - Castelli Notizie
Cultura

Genzano – Caro Pinocchio dove sei finito? Claudio Capretti s’ispira al burattino più famoso al mondo per la sua prima commedia per ragazzi

A 140 anni esatti dalla nascita del burattino più famoso al mondo, lo scrittore genzanese Claudio Capretti ha inaugurato una collana di libri per ragazzi con la sua prima commedia edita da Intrecci Edizioni, intitolandola “Caro Pinocchio dove sei finito?”.

Un libro pensato per i ragazzi, che dimostra con la sua esistenza quanto le grandi opere letterarie siano in realtà immortali, capaci di adattarsi a generazioni completamente differenti da quelle per cui erano state pensate: “L’intenzione – scrive Claudio Capretti nell’apertura della sua commedia – è quella di ambientare la storia di Pinocchio ai nostri giorni e dimostrare che questa favola è tutt’altro che desueta o passata di moda. Volendo usare un paragone, è come tirare fuori dall’armadio un vestito bello ma antico, indossarlo e vedere che calza a pennello”.

Il Pinocchio dello scrittore genzanese diviene così un archetipo degli adolescenti del nostro tempo, ingenuamente immersi nella ricerca di un’approvazione effimera, dei like sui social network, e nella rincorsa ad eguagliare i nuovi modelli di vincenti della nostra società; Lucignolo veste quindi i panni di un influencer sempre all’ultima moda, subissato di like ad ogni foto pubblicata e convinto assertore del fatto che “nella vita ciò che conta è comandare sugli altri, è avere potere e un mucchio di soldi”. Un modello assolutamente negativo, una calamita che attira Pinocchio verso il Male, nonostante gli avvertimenti e le premure della Coscienza, del Grillo Parlante e del padre, Geppetto, figura controversa e imperfetta che incarna il difficile tema della genitorialità.

Seguendo il filone della paternità, infatti, il Geppetto di Claudio Capretti è un genitore imperfetto – “non esiste un’università di padre”, farà dire lo scrittore al suo personaggio – e, seppur in buonafede, si macchia di uno degli errori più comuni che i padri rischiano di commettere con i propri figli: vedere in loro una possibilità di riscatto e di realizzazione dei propri desideri, senza preoccuparsi di educarli a trovare la propria felicità. Un errore da cui Geppetto, nella conclusione dell’opera, dimostrerà di aver imparato molto: i due riprenderanno il proprio cammino insieme e Geppetto si renderà conto di dover rinnovare il suo ruolo di padre, non più padrone del figlio, ma infaticabile compagno di viaggio nel difficile e accidentato percorso della vita.

Una rilettura che riprende con acume e ironia tutte le chiavi di lettura del romanzo di Carlo Lorenzini, prima tra tutte la secolare lotta umana tra il Bene e il Male, incentrando la narrazione sulle nuove problematiche legate all’adolescenza e alla genitorialità senza cadere nella facile trappola del paternalismo.

Una commedia particolarmente cara a Claudio, primo luogotenente dell’Esercito Italiano, scrittore al suo settimo libro, padre e soprattutto volontario da 17 anni presso il Carcere di Velletri, luogo principe per scoprire quanto dolore possano provocare le azioni dettate dal Male e quanto pericolosa possa essere la scelta di abbandonare la propria coscienza, quel Grillo Parlante che accompagna ogni essere umano.

Un’esperienza umanamente imprescindibile quella da volontario nel carcere, da cui è nato in embrione il progetto di questa commedia: “nel 2005 – racconta Claudio – feci un Libro Forum con i detenuti e leggemmo insieme una versione ridotta de Le avventure di Pinocchio, da lì nacque una prima bozza di quella che oggi è divenuta una commedia per ragazzi”.

Vivendo le esperienze di quell’umanità sofferente, il percorso di Claudio scrittore sembra infatti aver virato verso l’educazione dei più giovani, un’educazione a saper discernere e ascoltare il Bene che si trova in ciascuno di noi, a comprendere i propri errori per imparare a vivere.

Generico novembre 2021
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