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Montagna, gli impiantisti mettono le mani avanti: "Sciare anche con le zone arancioni o rosse. Ecco come" - Castelli Notizie
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Montagna, gli impiantisti mettono le mani avanti: “Sciare anche con le zone arancioni o rosse. Ecco come”

Sci

Il turismo bianco scalpita dopo la chiusura forzata dovuta alla pandemia che ha azzerato la stagione invernale 2021 e permesso solo il 25% di quella 2019-2020. Per cui stavolta si deve essere certi di non subire un altro stop e così, in attesa che il Governo si pronunci sul protocollo proposto da Anef per la ripartenza dello sci in sicurezza, ecco che arriva la proposta degli impiantisti: possibilità di sciare anche in zona arancione e rossa, con un numero limitato di accesso alle ski area, l’80% di capienza sugli impianti chiusi (50% in zona rossa) e il 100% su quelli aperti, dove si accederà comunque con la mascherina.

“Siamo ancora in un momento di incertezza ma possiamo dire che lo sci è uno sport di per sé sicuro, che si pratica all’aperto e con un distanziamento garantito dalla natura stessa dell’attività. Lo dimostrano le aperture senza particolari limitazioni dello scorso inverno negli Stati Uniti, in Svizzera e nei paesi scandinavi dove non si è riscontrata un’incidenza di contagi legata allo sci superiore a quella di altre attività economiche”, dice la presidente dell’associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) Valeria Ghezzi.

“Non ci sono quindi particolari criticità se si affronta la situazione con un modello organizzativo che permetta il rispetto puntuale delle regole: distanze nelle code, uso corretto della mascherina e controllo del green pass, carico dei veicoli chiusi all’80%. Molte di queste pratiche sono tra l’altro già state sperimentate nelle scorse estati senza alcun problema”, sottolinea Ghezzi. La nuova stagione porterà anche ulteriori novità relative alla sicurezza come la sottoscrizione obbligatoria di un’assicurazione.

“Una prescrizione che può sembrare limitante rispetto ad altri sport ma che è comunque da accogliere con favore perché introduce un approccio responsabile alla pratica sciistica. Il tutto con un costo estremamente limitato per polizze che, per chi lo desidera, sono estendibili a tutta la famiglia o che potranno anche coprire altri tipi di attività durante tutto il corso dell’anno, non solo in pista”, spiegano da Anef.

Un’altra novità contenuta nell’assetto normativo formalizza una regola già nota, ovvero che non si possa sciare in stato di ebbrezza: una regola “apprezzabile che rientra nel campo del buon senso e che dovrà a breve essere concretizzata con la definizione di un preciso limite. Si attendono rapidi chiarimenti dalle istituzioni per evitare che una norma pensata per rendere lo sci sempre più sicuro si trasformi in uno svantaggio competitivo nei confronti delle ski area estere”.

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