Cultura

CN LIBRI – Luigi Jovino ha presentato “Il cibo del pellegrino” a Velletri: riscoprire lo spirito dei luoghi attraverso i sapori antichi

libro il cibo del pellegrino di luigi jovino a Velletri

Nel pomeriggio di giovedì 18 settembre, presso la cornice della Sala Tersicore del Palazzo comunale di Velletri, si è svolta la presentazione dell’ultimo libro scritto dal giornalista Luigi Jovino: “Il cibo del pellegrino. La bisaccia, i monasteri e le osterie. Viaggio enogastronomico nel tempo lungo la via Francigena”.

Nel corso dell’incontro moderato dal consigliere Mauro Leoni, referente veliterno per tutte le iniziative relative alla via Francigena, oltre all’autore del libro sono intervenuti il Sindaco Orlando Pocci, Giancarlo Forte e Gerardo Venezia, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’associazione Gruppo dei Dodico – ODV e Giovanna Aragozzini dell’Associazione L’asino e Le Nuvole. Nel corso dei propri interventi, tutti i relatori hanno ribadito l’importanza del progetto della via Francigena in un’ottica di valorizzazione del territorio dal punto di vista culturale, artistico, storico, ambientale, enogastronomico e turistico.

L’evento è stato introdotto dalla proiezione di un filmato che ripercorso tutte le tappe castellane dei camminatori della via Francigena che hanno partecipato al progetto “Road to Rome 2021”, lanciato in occasione del ventesimo anniversario della nascita dell’Associazione Europea delle Vie Francigene – AEVF: Castel Gandolfo, Albano, Nemi, Velletri, Giulianello e Cori. Il primo a parlare è stato il Presidente del Gruppo dei Dodici Giancarlo Forte, il quale ha ricostruito brevemente la nascita dell’associazione fondata da Alberto Alberti per promuovere e valorizzare la via Francigena del Sud e si è detto molto orgoglioso che il Gruppo dei Dodici sia stato coinvolto nella stesura del libro di Luigi Jovino, un giornalista “di cui è nota la sensibilità per la cultura del cibo in tutti i suo aspetti”, ha concluso.

A seguire è intervenuta Giovanna Aragozzini dell’Asino e Le Nuvole, associazione culturale volta a “promuovere le espressioni artistiche e tutti i linguaggi creativi per favorire il benessere delle persone e riqualificare i luoghi” che ha iniziato a collaborare con il gruppo dei dodici nel 2015 quando Corrado Bisini, uno dei fondatori del gruppo, ha inaugurato il primo punto di accoglienza dei pellegrini della via Francigena a Velletri in corrispondenza del Dopolavoro Ferroviario. Aragozzini ha proseguito mostrando ai presenti una “tabella dei pellegrini”, tavoletta in ceramica decorata realizzata artigianalmente durante i laboratori creativi organizzati dall’associazione L’Asino e le Nuvole che funge da indicatore del percorso per i pellegrini e che per le sue dimensioni ridotte e lo stile artistico che la caratterizza “può essere inserita in qualsiasi centro storico” e rappresenta un elemento di valorizzazione dei luoghi perché “frutto del lavoro degli abitanti del territorio”.

“Si sta portando avanti un progetto di riqualificazione del tracciato della via Francigena a Velletri che ci darà la possibilità di riscoprire i luoghi attraverso una serie di iniziative e di fare rete con tante altre realtà che come noi vogliono dare il proprio contributo per valorizzare il territorio”, ha continuato la rappresentante dell’Asino e Le Nuvole. “Per il raggiungimento di questi obiettivi è stata formata la DMO, un’organizzazione che riunisce una serie di enti e associazioni dei Castelli Romani che si occuperanno di promuovere la via Francigena e gestire le attività ad essa collegate”. “Tutto il lavoro che stiamo facendo, – ha concluso, – ci sta portando a riscoprire lo spirito dei luoghi, quel genius loci che accompagnava le persone antiche e che non le lasciava mai sole, lo spirito dei luoghi che noi abbiamo abbandonato nel tempo perché con l’avvento dell’industrializzazione abbiamo smesso di camminare a piedi e di vivere il luoghi. E proteggere il paesaggio e quanto mai attuale se pensiamo agli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.

Dopo l’intervento di Giovanna Aragozzini il consigliere Mauro Leoni ha preso la parola per ringraziare il funzionario della segreteria operativa per il turismo Regione Lazio Valerio Ciampricotti, presente in sala, per aver contribuito a valorizzare il ruolo della città di Velletri nel percorso della via Francigena. Infatti, fino ad ora i pellegrini sono passati sull’appia, senza entrare nella città, “mentre in futuro percorreranno anche il centro storico e potranno ammirare le nostre ricchezze storiche e culturali, tra cui la torre del Trivio, che sempre in un’ottica di riqualificazione del territorio a breve potremo ammirare con la nuova illuminazione, e visiteranno la cattedrale di San Clemente per poi proseguire il cammino verso via dei Crocefissi”. “Queste piccole modifiche incentiveranno il flusso di persone e quindi il turismo”, ha chiosato il consigliere.

Successivamente, è intervenuto il Sindaco Orlando Pocci che ha espresso parole di soddisfazione per l’inclusione di Velletri nel percorso della via Francigena e ha ricordato come negli anni della sua gioventù lui e i suoi coetanei che abitavano nelle campagne fossero soliti organizzare della camminate estive per “immergersi nella natura” proprio nelle zone del lago di Giulianello e della via di Cori. “Oggi il nostro obiettivo è quello di portare non solo i turisti ma anche i nostri concittadini che non sono mai andati in quei luoghi a respirare aria pulita e vivere dei momenti di benessere che solo la natura può offrire. Ben venga riscoprire i cibi del pellegrino, le erbe antiche ma soprattutto il contatto con la natura”, ha spiegato il primo cittadino.

“Tuttavia, – ha proseguito il Sindaco Pocci, – se oggi abbiamo rimesso in piedi un percorso e abbiamo ricostruito i ponticelli è perché la sensibilità di una generazione si è allineata con la sensibilità dell’amministrazione, ma se non diamo continuità a questo progetto perderemo tutto quello che siamo riusciti a realizzare per riscoprire i luoghi e valorizzare le campagne. Campagne che un tempo erano coltivate e che oggi sono state abbandonate. Vederle così ci fa male al cuore. Una volta perse le caratteristiche del nostro territorio non abbiamo snaturato solo il luogo dove abitiamo ma anche la nostra identità”, ha concluso il primo cittadino.

“Il progetto della via Francigena ha ricevuto dei fondi sostanziosi ma noi che vi partecipiamo lo facciamo a titolo gratuito”, ha dichiarato il vice presidente del Gruppo dei Dodici Giancarlo Venezia per rispondere a delle accuse che erano state mosse sui social. Poi ha continuato il suo intervento ricostruendo le origini del cammino della via Francigena “che partendo da Canterbury giunge a Roma e da Roma arriva fino a Gerusalemme” e che rappresenta “un itinerario molto importante dal punto di vista religioso per la presenza di un gran numero di luoghi sacri”, ma che può essere apprezzato anche dai laici per il suo valore storico e culturale. Infine, Venezia ha terminato il suo intervento con un’amara considerazione: “Nel medioevo c’era un grande rispetto per i pellegrini mentre, come ci ricorda il Vescovo di Gaeta, i pellegrini di oggi muoiono nel mare e nei deserti nell’indifferenza di tutto il mondo”.

A prendere la parola per ultimo è stato l’ospite d’onore, l’autore del libro Luigi Jovino, giornalista e scrittore esperto in enogastronomia: “In questo libro non si parla solo del passato, ma soprattutto del futuro. Si parla della bisaccia, una sacca di panno o di cuoio che non era molto capiente ma aveva un’importanza simbolica per i pellegrini perché la sua forma aperta rappresentava una mano tesa”, ha esordito. “Si parla anche delle fonti di approvvigionamento dei pellegrini, i quali venivano ospitati nei monasteri o nelle locande. Quando erano accolti dai monaci però non dovevano sottostare al ferreo regime alimentare dei religiosi e potevano nutrirsi con verdure e pezzi di carne. I pellegrini godevano di un grandi rispetto da parte delle comunità e, se non trovavano posto in un’osteria perché troppo piena, il proprietario era tenuto ad aiutarli a trovare un altro locale in cui rifocillarsi”, ha proseguito. “Stiamo parlando di un passato che è la nostra storia ma può essere anche il nostro futuro perché l’unica possibilità che hanno i Castelli Romani di differenziarsi da Roma è quella di offrire l’ambiente, i percorsi, il cammino. Negli ultimi tempi c’è stata una grande riscoperta del cammino lento e del turismo esperienziale. I turisti del nord vengono a Roma non per visitare la città ma per conoscere un sentiero, per imparare a fare le fettuccine…”, ha affermato lo scrittore.

Successivamente, Jovino, autore di Rocca di Papa, ha spiegato che nel libro il pellegrinaggio è stato utilizzato come pretesto per raccontare la storia gastronomica dei paesi che costituiscono le tappe laziali del cammino della via Francigena e il patrimonio storico e architettonico di questi luoghi e che “nel libro ci sta un po’ di tutto, pure un pezzo del nostro cuore”. Infine, l’autore del libro “Il cibo del pellegrino” ha concluso il suo intervento ringraziando l’ex Presidente della Comunità Montana Castelli Romani Danilo Sordi, l’Amministrazione di Velletri per l’ospitalità e gli studenti e le studentesse dell’istituto alberghiero di Ugo Tognazzi che si sono occupati dell’accoglienza e del banchetto finale ispirato alla tradizione dei pellegrini.

In chiusura, il consigliere Leoni ha nuovamente preso la parola per ringraziare il funzionario del Comune di Velletri Paolo Candidi.

Al termine dell’incontro, i relatori e i tutti i presenti sono stati invitati ad assaggiare le pietanze preparate dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto alberghiero Ugo Tognazzi di Velletri, sotto la supervisione dei propri docenti, ispirati agli ingredienti ‘poveri’ che i pellegrini erano soliti portare con sé nella propria bisaccia: “castagne, pane raffermo, legumi…”. Il gustoso buffet offerto agli ospiti era composto di un cestino di pagnotte e grissini preparati con farine integrali di grani antichi e una zuppa di legumi con fagioli e castagne. Infine, tutti i convitati hanno ricevuto due omaggi: la pagnottina del camminatore e il biscotto del camminatore. Entrambi i prodotti sono stati ideati e realizzati dagli studenti con farine di grani antichi e altri ingredienti tradizionali.

 

 

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