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Grottaferrata - Andreotti dopo la sfiducia dal notaio: "Colpo di mano antidemocratico. C'era tutto lo spazio in Consiglio" - Castelli Notizie
Politica

Grottaferrata – Andreotti dopo la sfiducia dal notaio: “Colpo di mano antidemocratico. C’era tutto lo spazio in Consiglio”

ANDREOTTI_SCRIVE
In una lunga lettera l’ormai ex sindaco Luciano Andreotti si è rivolto ai cittadini dopo la sfiducia firmata ieri da 9 consiglieri comunali nello studio di un notaio.
“Carissime Concittadine,Carissimi Concittadini, mi è stato comunicato informalmente, nella serata di ieri, venerdì 26 novembre 2021, che nove consiglieri comunali: la minoranza, la ormai ex presidente del Consiglio comunale, Francesca Maria Passini e un capogruppo di maggioranza, Federico Pompili, di fronte a un notaio, hanno sottoscritto contestualmente le loro dimissioni dal Consiglio comunale nel quale erano stati eletti, assieme al sottoscritto, nella primavera del 2017.
Quattro anni e mezzo fa.
Un atto che dovrà essere perfezionato alla riapertura degli uffici comunali ma che, di fatto, con un colpo di mano burocratico e radicalmente antidemocratico, nega a chi ha avuto l’onore e l’onere di guidare la Città di Grottaferrata per una consigliatura quasi intera, di svoltare l’ultimo tornante e portare serenamente l’ente comunale a nuove elezioni. C’era tutto lo spazio, ovviamente mai negato, nell’aula del Consiglio comunale per prendere atto anche di equilibri che, come pare, sono mutati. Consiglio comunale che io, a differenza d’altri, continuo a ritenere l’agone più nobile e l’istituzione sovrana all’interno della quale confrontare opinioni, fatti e posizioni, fino ad arrivare a una conta realmente democratica, analizzando le ragioni attraverso il confronto pubblico e di fronte agli occhi dei cittadini.
Invece no.
Chi ieri sera ha rassegnato le proprie dimissioni al chiuso di uno studio notarile, ha preferito il vecchio e collaudato metodo (negli ultimi anni attuato, senza troppo onore, nella vicina Frascati e, qualche anno fa, ben più rumorosamente in Campidoglio) a scapito di sindaci eletti da forti e chiare espressioni popolari.
È normale che, come già leggo in scarni e freddi comunicati scritti in politichese stretto, questi ex consiglieri comunali stiano ora giustificando la loro azione.
Le minoranze rimarcando la legittima distanza dal sindaco e dall’Amministrazione comunale uscenti, facendo così ricadere le responsabilità maggiori sui voltagabbana fino a ieri in maggioranza, coi quali, però, non hanno lesinato di fare un piano strategico e un accordo in nulla mirato al bene della nostra città, quanto più che altro e solamente a schemi tesi ad agevolare il raggiungimento del potere, favoriti da un passaggio burocratico che evidentemente oggi considerano decisivo a spianare loro la strada elettorale fra pochi mesi.
Non si accorgono, però, che in tal modo evidenziano invece solo la grave mancanza di solidità da parte di una classe politica – loro – evidentemente incapace di reggere contrasti, confronti e mediazioni che preferisce andare (spero in maniera non del tutto consapevole) nella sola direzione di distruggere, abbattere il “nemico” attraverso rotture e contrapposizioni, senza aver mai davvero puntato a costruire quelle che solo a parole chiamano “alternative democratiche”.
Tutto ciò senza considerare la gravità di un gesto che va a sporcare la nostra città in un periodo ancora duro e complesso come quello purtroppo in corso da quasi due anni.
Un’emergenza socio-sanitaria ed economica che la mia Amministrazione ha fronteggiato con onore, dedicando tempo, energie e entusiasmo al progetto più grande che è il bene maggiore della comunità.
Cosa resta, dunque, questa mattina, oltre la normale amarezza per l’occasione di un ultimo confronto negato?
Resta comunque tantissimo. Che nessun colpo di mano potrà spazzare via.
A me, come sindaco uscente, rimarrà sempre l’onore profondo che ho provato, assieme alla gratitudine verso la maggioranza dei concittadini che mi ha concesso di amministrare la nostra Grottaferrata per quattro anni e mezzo. Restano la genuinità e l’onestà di una squadra di consiglieri e assessori, donne e uomini divenuti anche amici personali grazie all’amore profondo per Grottaferrata che abbiamo condiviso senza pentirci nemmeno un secondo. Restano il doloroso ricordo e la grande lezione di umanità, politica e non da ultimo di Amministrazione di Luciano Vergati che nel bel mezzo del viaggio, sopraffatto proprio dai tragici effetti della pandemia in corso, ci ha lasciati all’improvviso, mettendoci di fronte al dovere della memoria che non smetteremo di onorare. Resta il pensiero sentito che ci tengo a rivolgere personalmente a tutte quelle persone che ho conosciuto ed incontrato in questa esperienza da sindaco.
Persone positive nei rivolgere suggerimenti e idee per amore della Città, talora evidenziando anche i molteplici problemi della vita da affrontare, non sempre risolvibili da un sindaco, capaci di creare un buco nello stomaco che però, al tempo stesso, ci hanno indotto a lavorare ancora di più per la comunità.
Ora verrà il tempo, a breve, di svolgere una riflessione approfondita, da compiere assieme al grande gruppo rimasto fedele a un programma, a un metodo e a una idea chiara di Amministrazione e di fronte alla cittadinanza stessa. Compiremo fuori dal Comune quel passaggio che i metodi politici dei “congiurati” hanno negato alla maggioranza e all’Amministrazione uscenti, ponendo tutti di fronte all’ulteriore, concreto rischio di allontanare ulteriormente le persone dalla politica. Effetto collaterale che noi, invece, cercheremo in ogni modo di evitare perché sarebbe oltremodo grave e particolarmente irresponsabile in questa delicata fase.
Nei mesi che ci separano dalle elezioni, anzi, proprio perché forti delle responsabilità e delle conoscenze maturate, faremo da opportuno tramite tra i cittadini e le autorità prefettizie chiamate a reggere il Comune.
A me personalmente, infine, resta la convinzione e la gratitudine che provo per questa lunga esperienza amministrativa concessami, attraverso la quale, in una età sufficientemente matura, ho avuto modo di conoscere ancor più nel profondo l’anima di Grottaferrata e dei grottaferratesi.
Una città e un popolo che meritano molto e credo che il nostro lavoro abbia contribuito a far crescere e apprezzare anche al di fuori dei confini territoriali.
Quello su cui potrò sempre continuare a garantire con chiunque, è la serena e piena consapevolezza di essere stato alla guida di un gruppo composto nella sua larghissima parte da donne e uomini liberi, scevri da condizionamenti e in nessun passaggio, neppure in questa fase conclusiva, servi di disegni politici altrui. Persone non attaccate alle “poltrone” a tutti i costi.
Coscienti di aver agito solo nell’interesse della città e ben consapevoli che ne avremmo pagato il prezzo, rivendicando tuttavia scelte che andavano comunque compiute nel tentativo di cambiare la politica per il bene maggiore della nostra Città che, certamente, non smetteremo di guardare come obiettivo necessario e da raggiungere con un impegno e una passione che, mi auguro di cuore e da parte mia posso garantire, certamente non verranno meno.
Come non dovranno restare senza risposta le domande che la cittadinanza si sta ponendo dopo essere rimasta disorientata, non comprendendo i reali motivi di questa azione sconsiderata.
1) Perché interrompere a pochi metri dall’arrivo un percorso amministrativo democratico?
2) Perché bloccare ad arte i tanti discorsi che, parzialmente superata l’empasse pandemica, avevano ripreso la corsa (dal Biodistretto, al piano per l’urbanistica, la riqualificazione e la rigenerazione urbana, i lavori pubblici e non da ultimo la seconda tranche di fondi straordinari per il sociale come molte altre iniziative a favore di famiglie e aziende del territorio).
Per inciso, a proposito di urbanistica. È bene sapere che eravamo pronti, nella commissione urbanistica del 2 dicembre pv, con argomenti seri giuridico/urbanistici portati dalla Maggioranza a votare contro quella variante in zona agricola di via Vascarelle
Ulteriore piano che con questa azione è stato interrotto e vanificato.
3)A qualcuno dei nostri oppositori esterni o interni dava fastidio portare in Consiglio comunale il Bilancio di previsione entro la fine dell’anno in corso?
4)La (loro) opportunità politica vale di più del benessere della Città?
Tutte domande alle quali i cittadini aspettano risposte chiare che certo non arriveranno da chi ha preferito giocare nell’ombra.
Siano pronti però perché il “favore delle tenebre” non durerà per sempre.
Tornerà anche la luce della primavera. Avanti tutta! Viva Grottaferrata!”
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