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Lavorare come dog sitter con o senza partita IVA: ecco quando

cane

Quando serve la partita IVA per fare il dog sitter? Se ti stai facendo questa domanda è con ogni probabilità perché hai una grande passione per gli animali, e per i cani in particolare, e sei
intenzionato a trasformarla in una fonte di introiti a fine mese. Potresti aver consultato i listini prezzi dei dog sitter della tua zona o cercato su Internet quanto guadagna un dog sitter in Italia
ed esserti fatto l’idea che impiegare il tuo tempo libero a portare a spasso i cuccioli del quartiere o degli amici, quando i padroni non hanno tempo di farlo, potrebbe essere una buona
“via” per arrotondare a fine mese. Ecco, insomma, quello che dovresti sapere per essere completamente in regola anche dal punto di vista fiscale quando lavori come dog sitter, fermo
restando che se vuoi saperne di più o hai bisogno di consigli personalizzati faresti bene a rivolgerti a Fiscozen, un servizio di consulenza online “all-inclusive” pensato anche per chi come te si affaccia al mondo del lavoro autonomo e ha bisogno di gestire al meglio e spendendo poco tutti gli aspetti fiscali e burocratici.

Quando serve la partita IVA per lavorare come dog sitter (e qualche opzione per farlo senza)

Partiamo dalle ipotesi più semplici. Sei uno studente fuorisede e vuoi racimolare un po’ di denaro in più per le spese extra, ti sei appena diplomato e hai deciso di prenderti un periodo sabbatico o ti sei appena laureato e sei alla ricerca di occupazione e nel frattempo accetti con piacere ogni lavoretto possibile: in casi come questi non serve la partita IVA per fare il dog sitter e, più in generale, la stessa non è necessaria quando si fa il dog sitter nel proprio tempo libero e come attività sporadica, occasionale e non continuativa. Per essere in regola con i pagamenti, in questo caso, puoi semplicemente rilasciare una ricevuta non fiscale.

Ci sono, insomma, essenzialmente due ipotesi in cui serve la partita IVA per fare il dog sitter. La prima è che tu voglia fare il dog sitter come freelance: come diretta conseguenza di quanto già accennato, infatti, se l’attività da dog sitter – e più in generale qualsiasi altra attività remunerativa – è esercitata in maniera continuativa e stabile è necessario aprire subito una partiva IVA e, in questo caso, il compito di un buon consulente, anche online, è suggerirti il regime fiscale più vantaggioso.

La seconda ipotesi è che tu voglia avviare un’attività imprenditoriale, come un asilo o una residenza per cani: tieni conto che è questa la modalità meno immediata, e che richiede dell’investimento decisamente più consistente per iniziare a lavorare come dog sitter, dal momento che non avrai bisogno solo di una partita IVA, ma anche di iscriverti alla Camera di Commercio, chiedere una lunga serie di permessi e autorizzazioni, inviare la SCIA e, con ogni probabilità, anche di cercare dei collaboratori ed un ambiente in grado di ospitare la tua struttura.

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