Cultura

Frascati – Un bel tacer non fu mai scritto..Biblioteca comunale e il “mistero” degli 800 volumi mancanti

biblioteca frascati

È stata ritirata per ulteriori approfondimenti la delibera che riguardava la presa d’atto del patrimonio documentario mancante dalla Biblioteca comunale di Frascati. Finita nello scorso consiglio comunale, quello convocato per intraprendere l’iter di dissesto finanziario del Comune di Frascati, la delibera faceva riferimento ad una relazione redatta dai responsabili della Biblioteca di Frascati Carlo Del Vescovo, in cui si parlava di 785 volumi mancanti. Un dato che in aula Falcone e Borsellino ha destato l’attenzione dei consiglieri di opposizione Roberto Mastrosanti ed Emanuela Bruni, che hanno chiesto e ottenuto il ritiro della delibera per discuterne in modo approfondito. Un dato che anche noi abbiamo ritenuto necessario verificare, soprattutto dopo le pesanti accuse lanciate dal coordinatore di Frascati Futura Mirko Fiasco, che ha parlato di “800 libri spariti” e di mancanza di indirizzo e controllo da parte delle amministrazioni comunali degli ultimi dieci anni nei confronti del personale bibliotecario.

Procediamo con ordine. A Frascati ci sono attualmente due biblioteche comunali: Biblioteca per ragazzi Casa di Pia, che ospita circa 5mila volumi e la Biblioteca Carlo Del Vescovo di via Matteotti che ospita 23.252 libri; alla Mediateca di Cocciano, chiusa ormai da tempo, gli esemplari erano 704. Su questo patrimonio librario, di proprietà comunale, avvengono dei controlli periodici di due tipi utili da un lato a tenere viva e attuale la biblioteca e dall’altro a monitorarne l’intero patrimonio. Il primo controllo, quello diciamo più routinario e più semplice da eseguire è il cosiddetto controllo di scarto, un’attività ritenuta appunto essenziale per la vitalità stessa della biblioteca e che viene compiuta ogni due-tre anni circa. Prevede di seguire una procedura specifica chiamata SMIUSI (S = scorretto M = mediocre U = usato S = superato I = inappropriato) per verificare che i libri presenti in biblioteca siano ancora validi, coerenti, o magari semplicemente troppo usurati e quindi infruibili. Per esempio ogni 2-3 anni i Codici di Diritto subiscono delle variazioni e vanno quindi eliminati per far spazio ai nuovi. Il bibliotecario stila un elenco, prende atto dei libri da scartare e con una delibera di giunta si prende atto che quei volumi devono essere tolti dal patrimonio librario. Cosa questa che è avvenuta nel 2019. Diverso invece è il controllo inventariale, una procedura molto più lunga e complessa che nel caso di Frascati, dove ci sono solo 2 bibliotecari, prevederebbe per forza di cose la chiusura della struttura. Controllo quest’ultimo che è stato fatto in occasione della pandemia e delle restrizioni che impedivano l’accesso agli utenti, e dal quale risultano 785 volumi mancanti. Un dato che in assoluto potrebbe destare perplessità, ma che se contestualizzato assume proporzioni diverse, come ci ha spiegato Carla Corazza, referente che lavora nella biblioteca comunale di Frascati da circa 4 anni.

“I libri – ci ha detto – si smarriscono perché non vengono riconsegnati dagli utenti, perché ci sono utenti che li prendono a scaffale e se li portano a casa senza farli registrare, oppure si possono perdere nei traslochi delle biblioteche da un luogo ad un altro. Quest’anno nel 2021 dal 1 gennaio ad oggi abbiamo fatto 4.623 prestiti. Su 23.252 libri, lo smarrimento di circa 800 rappresenta, in un arco temporale di circa 10 anni, meno del 4%. Un dato assolutamente accettabile se poi pensiamo che i libri di cui si parla sono, solo per fare degli esempi pratici, una copia de I Promessi Sposi di cui ne abbiamo altre 4, una copia de Gli indifferenti di Moravia, di cui ne abbiamo altre 3, Universo moda e così via… diciamo insomma che non ci sono cinquecentine nell’elenco o altri libri di pregio… È pur vero che nel sollecitare gli utenti alla riconsegna dei libri, cosa che facciamo di continuo, disponiamo di strumenti davvero blandi: possiamo chiamarli e chiedere con insistenza di riportare i libri presi in prestito ma finisce lì. Cosa molto diversa dall’Argentina, tanto per citare un esempio estremo, dove è previsto addirittura l’arresto per la mancata riconsegna di un libro”.

Va poi sottolineato che cosa diversa è l’inventario dal controllo inventariale: “È molto grave – ha aggiunto Carla Corazza – dire che sono 10 anni che non facciamo inventari, perché equivale a dire che da 10 anni non acquistiamo libri e questo è assolutamente falso. Si acquista ogni anno con i fondi che vengono messi a disposizione dal Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani per cui ogni biblioteca ha dei soldi da spendere in base a quanto si scarta. Insomma, prima di scrivere sarebbe opportuno informarsi”.

Insomma, come saggezza popolare insegna “un bel tacer non fu mai scritto”, anche se in questo caso forse tante polemiche hanno avuto il merito di portare un po’ di chiarezza su un tema complesso e poco considerato.

 

commenta