Politica

Discarica di Albano, Cacciatore chiarisce: “Audizioni non possibili perché Regione sotto bilancio”

discarica Roncigliano 3

Originario dei Castelli Romani, esponente di Europa Verde e Solidale, consigliere regionale del Lazio e presidente della commissione Politiche Abitative, Urbanistica e Rifiuti, Marco Cacciatore, soprattutto in questo periodo, è spesso sollecitato da comitati e associazioni, che gli chiedono di convocare audizioni su specifici e urgenti questioni ambientali. Alla luce di tutto questo e del fatto che la Regione Lazio è entrata in questi giorni sotto bilancio – e quando c’è la manovra economica e quindi la programmazione finanziaria, si sa, nei corridoi della Pisana non c’è spazio per altro come prevede il Regolamento d’Aula -, Cacciatore ha voluto chiarire alcuni concetti importanti: “Se mi si chiede audizione ed è già stato diramato lo stop alle convocazioni delle commissioni, come da regolamento in ogni fase di bilancio, io non posso convocare ma per ogni cosa tutti i referenti del territorio hanno il mio telefono”. Questa la premessa di Cacciatore, che poi entra nel merito della discarica di Roncigliano, tema su cui lo stesso è stato più volte sollecitato: “Ritengo una vergogna l’apertura della discarica di Albano e sarebbe gravissimo se l’ordinanza di Città Metropolitana fosse prorogata. Il territorio si tutela senza lasciare nulla di intentato: chi si oppone come me a discarica e biogas di Albano (come già dimostrato atti alla mano), non può non disporre tutti gli atti di possibili compresa la richiesta alla Regione di area a rischio ambientale (che io ho già chiesto)”.

Ricordo che la legge aree a rischio non implica 5 km di raggio per la salvaguardia, né impedisce di mettere a norma sistemi fognari (interventi che anzi dai rilievi ambientali potrebbero diventare obbligatori). Certo chi pensa che le fognature si riqualifichino solo concedendo nuove cubature, non solo non ha capito bene come funziona la legge regionale aree a rischio ambientale, ma neanche come si tutela un territorio”. E ancora: “Chi in passato ha proposto, dalle istituzioni o dal territorio, la riapertura di Malagrotta come alternativa ad Albano, non gode della mia stima e non solo politicamente. Il problema resta Roma e se fosse applicato il Piano Regionale rifiuti e quel che recepisce del quadro normativo nazionale e UE (autosufficienza di Roma e stop export così come import di rifiuti; raccolta differenziata ai livelli di legge, trattamento dell’organico a partire da forme di piccola scala e aerobici, impianti e discariche misurati sulle esigenze delle comunità, diffusi e pubblici), allora si potrebbe cambiare davvero passo. Ma sarebbe il caso che, dopo un piano regionale che arriva colmando 18 anni di vuoto, ogni soggetto istituzionale tornasse ad esercitare le proprie funzioni come da legge”, conclude Cacciatore.

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