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Velletri - E' nata 'La Pasquella', un’associazione per tutelare e divulgare le tradizioni veliterne - Castelli Notizie
Tradizioni

Velletri – E’ nata ‘La Pasquella’, un’associazione per tutelare e divulgare le tradizioni veliterne

Nel pomeriggio di martedì 28 dicembre, presso la cornice della Sala Tersicore del Comune di Velletri, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’associazione “La Pasquella”, nata per “proteggere e divulgare” alle nuove generazioni, in particolare ai ragazzi delle scuole, il canto augurale omonimo e le altre tradizioni popolari veliterne.

L’evento si è svolto alla presenza dei consiglieri comunali Valter Bagaglini e Andrea Di Fabio in rappresentanza dell’Amministrazione. Sono intervenuti i quattro soci fondatori dell’associazione: Alessandro Paris, Graziano Cedroni, Elisabetta Natalizi e Andrea Giorgi.

L’incontro si è aperto con un’amara notizia: “Purtroppo il primo Festival della Pasquella organizzato dalla nostra associazione, che avrebbe dovuto svolgersi il 5 gennaio 2022, non si farà a causa delle nuove norme anti-covid. Ne daremo presto comunicazione sui nostri social”, hanno esordito i presenti

A seguire, Graziano Cedroni ha illustrato in che modo l’associazione è riuscita a far tutelare il canto tradizionale veliterno della Pasquella dalla SIAE, l’ente pubblico preposto alla protezione del diritto d’autore, “affinché nessuno potesse speculare su questo brano”. “Essendo un canto antico tramandato a voce, – ha chiarito il musicista veliterno, – non era possibile depositarlo in quanto tale alla SIAE perché non esiste come creazione di un autore specifico, né era nostra intenzione attribuircene la paternità”.

“Dunque, in accordo con i dirigenti della SIAE, abbiamo deciso di registrare una rielaborazione del brano tradizionale della Pasquella, che è di fatto l’esecuzione della partitura originale, in modo che dalla nostra cover si evinca automaticamente l’esistenza di una versione originale e precedente di tradizione veliterna i cui diritti non appartengono a nessuno”.

Posteriormente, è intervenuta Elisabetta Natalizi, figlia del compianto Sandro Natalizi, storico cantore della Pasquella e “cultore della tradizione veliterna”: “Vorrei ringraziare i ragazzi (gli altri soci), per aver realizzato un sogno che forse avevamo tutti nel cassetto”, ha esordito Elisabetta Natalizi. “Io ho assimilato dai racconti di mio padre tutto ciò che so e grazie a loro siamo riusciti a realizzare un primo passo verso un percorso che ci porterà a divulgare le nostre tradizioni nelle scuole. Noi siamo figli della stessa generazione e veniamo da famiglie ancora legate alla tradizione ma nelle nuove generazioni questo legame con la tradizione si sta perdendo”, ha asserito Elisabetta Natalizi.

“Per questo, – ha aggiunto, – è importante creare un archivio: una raccolta di scritti, immagini, video e testimonianze anche da parte delle persone anziane, di chi magari andava a dormire presto per essere svegliato dalle gavette che giravano per il paese al mattino”. “Il nostro dialetto, che è a tutti gli effetti una lingua, le nostre tradizioni legate al mondo culinario e alle manifestazioni che negli anni si sono perse… tutte queste cose sono un patrimonio che ci rende orgogliosi e ci ispira a portare avanti questo progetto. Partiamo dal canto della Pasquella per allargarci in un secondo momento a tutto il mondo delle tradizioni veliterne”, ha concluso.

Successivamente, la Natalizi ha raccontato un aneddoto sui primi due festival della Pasquella organizzati dopo la perdita del padre, avvenuta nel 2017. Durante l’evento del 2018, Elisabetta Natalizi rimase piacevolmente colpita dalla performance del piccolo Guido, figlio di Alessandro (Paris) e in quell’attimo comprese che “era il momento di portare avanti la tradizione e cercare di farla conoscere a più bambini possibile”.

Nel riallacciarsi a questo aneddoto, Alessandro Paris ha fatto riferimento alla “potenza della tradizione” che permette di instaurare un legame profondo tra componenti dell’albero genealogico di una famiglia che non si sono mai conosciuti: “Guido tramanda la Pasquella da me, io la tramando da mio nonno, ma lui (Guido) mio nonno non lo ha mai conosciuto”. Poi, nel passare la parola al consigliere comunale di Fabio, Paris ci ha tenuto a ringraziare il Comune di Velletri per aver messo a disposizione la sala.

Il Consigliere Andrea Di Fabio ha portato i saluti del Sindaco Orlando Pocci e di tutta l’Amministrazione comunale e ha ringraziato l’associazione La Pasquella per aver dato avvio a un progetto che “era uno dei pensieri dell’Assessore alla Cultura”. “Così come i prodotti enogastronomici, anche le tradizioni sono un prodotto locale da sponsorizzare e far conoscere”, ha concluso.

A partire da questo spunto sulla tradizione della Pasquella come ‘prodotto locale’ che può attirare l’interesse dei forestieri, Graziano Cedroni ha evidenziato come, durante i suoi “33 anni di Pasquella” in cui è solito “partire alle 7 di sera e tornare a casa non prima delle 7 del mattino dopo”, gli sia capitato spesso di portare questo canto augurale in case dove erano ospitate persone che “venivano da fuori” e si recavano a Velletri proprio per ascoltare la Pasquella tradizionale.

Poi, il musicista ha sottolineato lo stretto rapporto tra la Pasquella e il cibo. Infatti, “queste persone, che probabilmente tornavano a casa dalla transumanza e avevano le dispense vuote, portavano la buona novella per ricevere in cambio uova, galline, prosciutto e altri beni alimentari”. Nei termini di Cedroni, “si trattava di una sorta di baratto economico-culturale”. “Dietro i testi della Pasquella, – ha aggiunto, – c’è tutta la nostra storia, il sacro e il profano. Da un lato ci sono i racconti poveri degli abitanti delle campagne, dall’altro i racconti a sfondo religioso”.

Per quanto riguarda infine i progetti rivolti agli studenti, l’associazione ha annunciato che “ci sarà un percorso legato alla Pasquella che partirà molti mesi prima del 5 gennaio in collaborazione con i dirigenti scolastici”. Una delle idee sul tavolo è quella di “indire un premio alla stesura di nuovi testi della Pasquella che, senza sostituire quelli originali, permettano ai ragazzi di raccontare e vivere la tradizione con termini adatti al loro linguaggio”.

I soci fondatori dell’associazione hanno inoltre lanciato un appello affinché tutti coloro che vogliono contribuire alla divulgazione e alla salvaguardia della tradizione della Pasquella “sposino questo progetto” perché “più siamo e più obiettivi possiamo raggiungere”.

Secondo una signora del pubblico, l’A.p.s. La Pasquella “nasce sotto una buona stella” poiché il canto omonimo “porta fortuna e serve proprio per augurare qualcosa di buono per la prossima stagione e i giorni che verranno”.

Infine, il Consigliere Valter Bagaglini ha ricordato come, durante la sua infanzia, i suoi genitori fossero soliti portarlo a sentire la Pasquella e ha rimarcato l’importanza del canto augurale dal punto di vista del potenziale turistico.

La conferenza si è chiusa con una riflessione sul patrimonio culturale italiano: tanto ricco quanto, spesso e volentieri, trascurato e poco valorizzato.

 

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