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A Velletri e Lariano è tornata la Pasquella - Eccola cantata da 'o Caglinaro' - Castelli Notizie
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A Velletri e Lariano è tornata la Pasquella – Eccola cantata da ‘o Caglinaro’ video

Le note restrizioni anti-Covid, sotto il peso della variante Omicron e di una quarta ondata che almeno nei contagi non sembra avere freni, hanno costretto ad annullare quanto programmato dalla neonata associazione “La Pasquella” di Velletri, che nel “Natale in Passeggiata”, proprio alla vigilia dell’Epifania, avrebbe dovuto rallegrare i veliterni, rinverdendo la tradizione con l’amato canto che saluta le festività natalizie annunciando l’arrivo della Pasqua.

Ciononostante le cavette, pur con tutte le precauzioni del caso, hanno comunque fatto visita a tante case di campagna, mantenendo viva la tradizione tanto cara a veliterni e larianesi.

“La Pasquella – ce lo ricorda Roberto Zaccagnini nel suo libro sulle “Tradizioni Velletrane” –  è un canto augurale che si conclude con la richiesta di doni e cibarie. Con riti e nomi diversi, tra i quali quello di Pasquella, la tradizione appartiene a varie regioni d’Italia, anche se per molti l’origine è abruzzese. Sarebbe stata portata nelle nostre contrade dai pastori che d’inverno scendevano per la transumanza nella campagna romana. Sono solitamente quattro i pasquellari che compongono una squadra, detta “cavetta”. “Gavétta” era antico termine marinaresco per intendere il gruppo di soldati che mangiavano nella stessa gavetta, e poi drappello di soldati di scorta al Papa; oggi è usato per definire qualsiasi gruppo di persone addetto a un certo lavoro o operazione. Essi sono muniti di strumenti che, ovviamente, sono quelli tradizionali del luogo. Oltre al cantore che porta anche il cesto per raccogliere i doni, uno ritma col tamburello, uno suona la fisarmonica (o il vecchio organetto a due alti e due bassi, in Abruzzo detto “du’ bbòtt”), e l’altro accompagna con la “caccavèlla”.

La notte della Befana, in concomitanza con l’arrivo dei Re Magi, i pasquellari si pongono nei pressi di una casa e iniziano a suonare la Pasquella. Di regola non dovrebbero esserci luci accese all’esterno, e chi è in casa non dovrebbe curiosare fuori. Alla fine del canto, se il padrone di casa è disposto ad accettare i pasquellari, apre leggermente la finestra o la porta. E’ il segnale che la squadra può entrare in casa. Solo dopo aver consumato, può esserci l’incontro con i padroni di casa, e i pasquellari possono, a richiesta, continuare a cantare e suonare in casa”.

Nel video che vi proponiamo, girato proprio nella notte appena trascorsa, la Pasquella è cantata magistralmente dalla “cavetta” de “o Caglinaro“, formata  dai fratelli Graziano e Lorenzo Cedroni, insieme ad Alessandro Cassandra e, alla fisarmonica, Gianni Mastrogirolamo. E alla fine, tanto per sdrammatizzare anche il Covid-19 non è mancato il riadattamento del testo, con un eloquente “...e tutti quanti in allegria, alla faccia da’ pandemia...”.    

CAglinaro Pasquella
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