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Discarica di Albano, l’alba del giorno dopo è ancora fatta di camion e rifiuti - Castelli Notizie
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Discarica di Albano, l’alba del giorno dopo è ancora fatta di camion e rifiuti

No Discarica Roncigliano

Il day-after della discarica di Albano Laziale ancora fatto di camion e camion che scaricano rifiuti di Roma. E sarà così (almeno) fino al prossimo mese di luglio, come prevede la proroga della ordinanza, firmata pochi giorni fa dal sindaco capitolino e metropolitano, Roberto Gualtieri. A nulla dunque sono valse le proteste del presidio No Inc e di altri comitati territoriali che sabato si sono ritrovati, a Roma, davanti la sede di Prefettura e Città Metropolitana per chiedere a viva voce la chiusura del sito di Roncigliano e lo stop alla immondizia dell’Urbe Eterna in quel di Albano Laziale. Una manifestazione partecipata, pacifica e colorata, che tuttavia non ha fatto cambiare minimamente idea a Roberto Gualtieri, sostanzialmente più attento alle esigenze ambientali di Roma che a quelle dei Castelli Romani.

E la firma della proroga ne è di fatto la dimostrazione politica. Durante la mattinata di protesta una delegazione di attivisti è stata ricevuta dal vicesindaco Metropolitana Sanna: “Oggi (sabato, ndr), in margine al presidio del coordinamento no inc di Albano e presidio permanente no discarica, presenti svariati comitati di Roma e provincia, qualche consigliere comunale e regionale e la senatrice Fattori, siamo stati ricevuti dal vice sindaco della città metropolitana di Roma Sanna. Abbiamo contestato – hanno detto dal presidio No Inc – la validità della nuova ordinanza Gualtieri che proroga a luglio il conferimento di rifiuti romani ad Albano, malgrado la popolazione residente sia esposta a rischio certo per la propria salute a causa della contaminazione delle falde e dei miasmi insopportabili causati dallo stato indecente dei rifiuti scaricati.

Abbiamo contestato le scelte del sindaco che come il precedente scarica le incapacità cittadine sui comuni esterni e punta ancora su buche tritovagliatori e digestori anaerobici e non nomina neanche il porta a porta, inseguendo i desiderata delle consorterie che lucrano vergognosamente sulla gestione dei rifiuti”. Ma, a detta del presidio, le risposte “sono state del tutto insoddisfacenti o inesistenti, limitate a rivendicare iniziative sulla bonifica e la caratterizzazione idrogeologica del sito che dovevano essere avviate 20 anni fa o sul tavolo di concertazione con Acea e Idrica per la rete potabile ai villaggi. Risposte imbarazzanti anche in merito ai mancati controlli sugli impianti”. Insomma, il concetto è chiaro: Albano Laziale e i Castelli Romani continueranno a subire gli effetti delle carenze capitoline in tema di rifiuti e chissà quando Roma riuscirà a chiudere da sè il proprio ciclo dei rifiuti.

Una domanda che ormai da anni si pongono in tantissimi senza soluzione chiara e concreta. Fatto sta che per il comprensorio a sud della Capitale, dunque, più che l’alba del giorno dopo, è il tramonto, almeno delle speranze di vedere subito chiusa la discarica. Ma cittadini e associazioni non si arrendono e la battaglia continua. Politicamente parlando, infine, a uscirne non benissimo è senza dubbio il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, sempre contrario alla riapertura del sito di Roncigliano – va sottolineato -, ma che paga evidentemente le decisioni avverse di Gualtieri (e Zingaretti). Vedremo, in tal senso, se Palazzo Savelli saprà essere più convincente e duro sui tavoli romano e regionale, che sono quelli che contano.

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