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Frascati – Occupazioni suolo pubblico, Mastrosanti, Forlini e Angelantoni interrogano l’amministrazione

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Ci sarà tempo fino alla festa degli innamorati per consumare un ultimo pranzo o un aperitivo su pedane e tavolini all’aperto. Dopo il 14 febbraio Frascati saluterà per circa 2 mesi le occupazioni di suolo pubblico provvisorie dei locali di somministrazione e chi vorrà tornerà, almeno fino a Pasqua, a mangiare e bere all’interno. Un provvedimento che entrerà in vigore in seguito alla decisione comunale di non concedere una proroga alle concessioni temporanee scadute il 31 dicembre 2021. Una scelta in controtendenza rispetto a Roma o alla vicina Grottaferrata, di cui si è ampiamente parlato nei giorni scorsi, e che ha visto l’iniziale perplessità di gestori e proprietari dei locali frascatani, costretti a sostenere spese di smontaggio, accantonamento dei materiali e rimontaggio per le strutture utilizzate fino ad oggi e rimodulare personale e servizi. Parliamo degli stessi gestori e proprietari che oggi, preso atto del provvedimento, sono alla ricerca di un accordo con il Comune di Frascati per redigere un nuovo regolamento COSAP, ormai necessario e funzionale a rimettere in riga morosi e furbetti.

Una scelta, quella di non prorogare le concessioni, arrivata dall’amministrazione Sbardella e maturata all’interno della giunta comunale che ha deciso di azzerare la questione occupazioni e ripartire, dopo i due mesi di stop previsti, con nuove regole. Una decisione politica e di legittimo indirizzo amministrativo che forse rischia però, come si dice, di fare di tutta l’erba un fascio, mettendo sullo stesso piano gestori morosi e non, in virtù di un azzeramento di posizioni derivanti da tributi non pagati. Al grido di “ripartiamo da zero e sistemiamo tutto”, che in una fase post Covid sarebbe un passo sicuramente auspicabile e ben visto da esercenti virtuosi in primis e da residenti esasperati poi, si è deciso di mettere in pausa le concessioni fin da ora, nonostante lo stato di emergenza protratto fino al 31 marzo 2021. In molti si sono chiesti perché non stilare un nuovo regolamento senza togliere le concessioni in questi due mesi, scelta che forse sarebbe stata condivisa e maggiormente apprezzata anche dai gestori. Una domanda che si sono posti anche i consiglieri comunali di opposizione Roberto Mastrosanti, Gelindo Forlini e Matteo Angelantoni, che nei giorni scorsi hanno protocollato in tal senso un’interrogazione rivolta alla sindaca Francesca Sbardella.

 

“Nonostante la pandemia in atto – recita l’interrogazione –  la somministrazione all’aperto nel Comune di Frascati non sarà più possibile, se non in qualche caso di occupazioni permanenti, con incremento di rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini. Al momento attuale, nei primi giorni di Febbraio, la maggior parte delle occupazioni è peraltro ancora operativa e utilizzata per l’attività di somministrazione, in contrasto con quanto “dichiarato” dall’Amministrazione. Il Comune, in un comunicato congiunto con un’associazione di bar e ristoranti, ha preannunciato una revisione del Regolamento per le occupazioni di suolo pubblico che tenga conto delle regolarità dei versamenti e di una più equa distribuzione degli spazi.

Sempre l’Amministrazione ha dichiarato che a fronte della mancata proroga concederà in alcuni weekend, ancora da definire, l’uso di sedie e tavolini nei vecchi spazi, ma senza possibilità di pedane. Tale ostracismo del Comune verso operatori di Frascati che pagano regolarmente le tasse a Frascati e forniscono continuativamente servizi ai cittadini ed agli fruitori della città, cozza con l’atteggiamento ben più accondiscendente tenuto verso operatori ambulanti ai quali è stato permesso di occupare per oltre un mese nel periodo Natalizio la centralissima Piazza Marconi, con ingombranti giostre e con
impattanti interventi sulla mobilità veicolare, senza pagamento di alcun corrispettivo.

Tanto premesso, i sottoscritti Consiglieri Comunali chiedono al sindaco di conoscere: Le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione a non concedere ulteriore proroga nonostante il permanere dello stato di pandemia, atteso che lo stesso Partito Democratico, che di questa amministrazione è azionista di maggioranza, in data 28 ottobre 2020, pubblicò un Comunicato in cui invece invitava la vecchia amministrazione  ad accordare la stessa tipologia di proroga, proprio per ridurre i rischi per la salute dei cittadini. Le motivazioni secondo le quali non è stato tenuto in considerazione l’aggravio di costi che saranno obbligati a sostenere anche gli esercenti che sono in regola con i versamenti e la cui occupazione sarebbe stata confermata con il nuovo Regolamento anche oltre il 31 marzo. Il motivo per cui al momento attuale ci sia una gestione al di fuori delle regole, in cui qualcuno ha smontato e qualcun altro invece continua con l’attività di somministrazione negli spazi di occupazione di suolo.

Se si è valutato che l’occupazione di sole sedie e tavolini, in alcuni weekend, non solo non sarebbe possibile per alcune attività, che non sono evidentemente su un terreno in piano – quindi con conseguente disparità di trattamento – ma non è neanche consona ad una città come Frascati che dovrebbe fare invece della qualità dell’offerta, e quindi anche degli allestimenti, un suo punto di forza. Quale sia per il futuro la visione dell’Amministrazione nei confronti del settore turistico- enogastronomico; se immagina cioè una Frascati “dormitorio” oppure se intende promuovere una Frascati “viva”, che si proponga come paese ricettivo e ospitale di qualità tale da sostenere da un lato il tessuto economico della città e dall’altro di incrementare le casse comunali stesso con i canoni COSAP”.

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