Attualità

Commemorati i 12 martiri dell’Eccidio di Pratolungo: Velletri e Cisterna di Latina non dimenticano fotogallery

Nella mattinata di sabato 19 febbraio, a 78 anni esatti da quella terribile tragedia, le Città di Velletri e Cisterna di Latina hanno commemorato i martiri dell’Eccidio di Pratolungo, uno dei tanti crimini di guerra che hanno macchiato di sangue i Castelli Romani negli anni più bui della Nazione e del mondo intero.

Il 19 febbraio del 1944 in contrada Pratolungo, nelle campagne a sud di Velletri, furono 12 i cittadini trucidati dai soldati tedeschi durante una rappresaglia che seguì la morte di un soldato tedesco, ucciso da un contadino che voleva difendere la moglie da un tentativo di stupro.

Finirono per essere barbaramente trucidati dalla furia nazista Nicola Amici, Pietro Ferri, Artemisia Mammucari, Achille Mancini, Carlo Martini, Silvio Papacci, Enrico Papacci, Renato Priori, Sabatino Raia, Palmiero Casini e Gerardo Ramiccia (i cui nomi sono impressi sulla lastra di marmo commemorativa, in via Pratolungo).

Ieri mattina, come da tradizione, si è proceduto alle celebrazioni istituzionali, con la Santa Messa presso la chiesa di Santa Maria del Carmine e la deposizione di una corona d’alloro sul monumento dedicato ai martiri, che pagarono con la propria vita gli orrori della guerra.

Gli uomini rastrellati e condotti lungo il fosso per essere fucilati furono 17: di questi 7 riuscirono a fuggire, 10 furono trucidati. In totale le vittime furono però 12, compresa una donna che accorreva gridando il nome del marito catturato, ed un uomo che, prelevato da un rifugio, tentò la fuga in mezzo alle vigne, ma fu ucciso a sangue freddo.

Alla commemorazione, insieme al Presidente del Comitato Velletri Sud, Valter Fabiani, hanno preso parte il Sindaco di Velletri, Orlando Pocci, il Sindaco di Cisterna di Latina, Valentino Mantini, con tanto di Gonfaloni al seguito, con la Polizia Locale a supporto. Sempre in fila anche il consigliere regionale Daniele Ognibene; accanto a lui il capogruppo di LeU, Giorgio Fiocco e gli ex consiglieri comunali Massimo Ciarla e Stefano Pennacchi, oltre ad una folta rappresentanza dell’ANPI di Velletri “Edmondo Fondi”.

L’eccidio di Pratolungo – ha ricordato il Primo cittadino di Velletri, Orlando Pocci – avvenne in una delle stagioni peggiori della nostra storia, un rastrellamento punitivo, della ferocia nazista, che colpì donne e uomini inermi. Ricordarlo a 78 anni di distanza è un valore che sentiamo forte nelle nostre comunità: quella di Velletri nella quale avvenne il fatto, quella di Cisterna di Latina per il tributo di vittime. Purtroppo nel vedere le nere nubi all’orizzonte, che minacciano ancora una volta la guerra, resta il timore che la lezione non sia servita”.
“Era un sabato anche allora – ha ricordato il Consigliere regionale Daniele Ognibene – quando a Pratolungo dodici italiani venivano trucidati per la morte di un soldato tedesco. I Castelli Romani hanno vissuto sulla propria pelle il terrore del nazifascismo e a Pratolungo, con Orlando Pocci, Sindaco di Velletri, Valentino Mantini, Sindaco di Cisterna di Latina, l’Anpi e altre associazioni combattentistiche, abbiamo testimoniato con il corpo che non abbiamo dimenticato. Oggi questi nomi sono impressi nella lastra di marmo commemorativa in via Pratolungo e nella stele a ridosso del fosso dove avvenne la strage. Un ulivo carico di tensione, che ancora oggi trasmette emozione. A noi il compito di ricordarli”.


“Il ragazzo cadde a braccia aperte sul corpo di suo padre e così restò. E così una donna, che era una madre, che era una moglie, ritrovò suo figlio e suo marito, l’uno riverso sull’altro, a braccia aperte, barbaramente trucidati”; così scrive lo scrittore Colombo Cafarotti in un passo del suo libro dedicato proprio all’Eccidio.

La violenza avvenne senza alcuna ragione, le vittime subirono una rappresaglia dettata dalla follia che solo la guerra può scatenare. Nessuna pietà: i martiri caddero sotto i colpi prepotenti di un esercito che aveva perso ogni appiglio di civiltà e che cercava di sopravvivere a sé stesso con una brutalità che avrebbe segnato il destino dell’intero continente.

 

 

commenta