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Gli ucraini in piazza a Roma, mentre Putin agita lo spettro del Nucleare - Castelli Notizie
Attualità

Gli ucraini in piazza a Roma, mentre Putin agita lo spettro del Nucleare

Generico febbraio 2022

Una grande folla di ucraini e simpatizzanti tra cui diversi gruppi di georgiani si sta radunando oggi pomeriggio in piazza della Repubblica a Roma per manifestare contro la guerra in Ucraina.

“Nato aiutaci!” è una delle richieste gridate dalla piazza. Significativi anche i cartelli e gli slogan alzati come: “Stop muoiono i bambini”, “Putin get out of Ucraine”, “Non fly zone”. Tante le bandiere con i colori del Paese sotto attacco della Russia, si intonano anche l’inno nazionale e slogan come “Putin assassino”. Tra le altre richieste, tra striscioni e voci della gente comune intervenuta, quella di escludere la Russia dal sistema di pagamenti Swift.

Intanto in una riunione con i suoi alti funzionari, Putin ha sostenuto che le principali potenze della NATO hanno avanzato “dichiarazioni aggressive” insieme all’Occidente, che ha imposto dure sanzioni finanziarie contro la Russia e sullo stesso presidente.

Putin ha quindi ordinato al ministro della difesa russo e al capo dello stato maggiore dell’esercito di mettere le forze di deterrenza nucleare in un “regime speciale di combattimento”.

Appena dopo aver avviato il conflitto il leader russo aveva già minacciato una dura rappresaglia contro qualsiasi nazione che sarebbe intervenuta direttamente nel conflitto in Ucraina.

“Questa guerra è responsabilità di Vladimir Putin“, ha reagito il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sottolineando che le nuove dichiarazioni di Putin sul nucleare si vanno ad aggiungere alla “retorica aggressiva” delle ultime settimane. “E’ una retorica aggressiva”, aggiunge Stoltenberg.

A breve ci potrebbe però essere un incontro diplomatico, che tutti sperano possa portare a deporre le armi. “Non c’è niente di male nel parlare e se il risultato è la pace sarà la benvenuta. Ma non ci arrenderemo, non capitoleremo, non cederemo neanche un centimetro del nostro territorio. Non è questo l’obiettivo della nostra lotta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba parlando dei negoziati tra le delegazioni di Mosca e Kiev, che si terranno al confine bielorusso.

Nel mentre gli Stati Uniti e l’Unione Europea, insieme a Gran Bretagna e Canada, scaricano l”opzione nucleare‘ e escludono dallo Swift, il sistema circolatorio delle transazioni finanziarie internazionali, “selezionate banche russe”. In una nuova ondata di misure draconiane le potenze occidentali impongono anche sanzioni sulla Banca Centrale russa in modo che le riserve a sua disposizione non siano in grado di attenuare gli effetti delle sanzioni decise. E lanciano una stretta sui cosiddetti ‘passaporti d’oro’, prendendo di fatto di mira gli oligarchi, oltre a rafforzare la battaglia contro la disinformazione. In una nota congiunta gli alleati “condannano la guerra scelta” da Vladimir Putin e ribadiscono il loro appoggio al governo e alla popolazione ucraina impegnati nell'”eroico sforzo di resistere all’invasione russa”. La guerra avviata da Putin rappresenta “un assalto alle norme fondamentali internazionali e a quelle che hanno prevalso sin dalla Seconda Guerra Mondiale. Ci assicureremo che questa guerra sia un fallimento strategico per Putin”, prosegue la nota, nella quale i leader occidentali si impegnano a “continuare a imporre costi alla Russia per isolarla ulteriormente dai sistemi finanziari e dalle nostre economie. Nel dettaglio gli alleati si impegnano ad assicurare che “selezionate banche russe siano rimosse da Swift. Questo assicurerà che queste banche siano disconnesse dal sistema finanziario internazionale”. L’esclusione della Russia dallo Swift era fino a pochi giorni fa un’ipotesi lontana, considerata un’opzione nucleare. Acronimo di Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, Swift è un sistema di messaggistica sicuro, universamente accettato, che costituisce lo standard per chiudere velocemente i pagamenti di beni, servizi, materie prime, prodotti energetici. Ordini, scambi in valuta, vendite e acquisti passano da lì, con oltre 11.000 aziende e istituzioni finanziarie aderenti, una presenza in oltre 200 Paesi e un traffico di 42 milioni di messaggi al giorno. Fra le altre misure c’è l’impegno a “imporre misure restrittive che prevengano alla Banca Centrale russa dal dispiegare le sue riserve internazionali” per attenuare l’effetto delle sanzioni, si spiega nella nota congiunta dei leader occidentali. Secondo alcune stime, nella Banca Centrale ci sarebbero 643 miliardi di dollari di riserve che il presidente Vladimir Putin ha accumulato prima della pianificata invasione dell’Ucraina. “Ci impegniamo ad agire contro le persone e le entità che facilitano la guerra in Ucraina. In particolare ci impegniamo a prendere misure che limitino i cosiddetti passaporti d’oro, che consentono ai ricchi russi legati” a Mosca di “diventare cittadini dei nostri paesi e guadagnare l’accesso ai nostri sistemi finanziari”, prosegue la nota nella quale gli alleati occidentali di impegnano anche a lanciare una “task force transatlantica per assicurare l’effettiva implementazione delle sanzioni finanziarie identificando e congelando gli asset degli individui e delle società su cui sono state imposte sanzioni”. I leader occidentali quindi avvertono: “Siamo con il popolo ucraino in questo momento buio. Siamo pronti a prendere altre misure”.

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