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Frascati – Centinaia di studenti rendono omaggio ai resti dell’auto della strage di Capaci

È stata una piazza San Pietro gremita di studenti quella che questa mattina ha salutato la teca contenente i resti dell’auto della Strage mafiosa di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, l’assistente Antonio Montinaro e gli agenti Vito Schifani e Rocco Dicillo. Una grandissima partecipazione degli Istituti Comprensivi di Frascati e del Liceo Marco Tullio Cicerone ha fatto da cornice al secondo giorno del Festival della Legalità organizzato dal Comune di Colonna e che da ieri ha fatto tappa a Frascati, ospitando la testimonianza di Tina Montinaro, vedova del giovane Antonio Montinaro, ucciso a bordo della Quarto Savona Quindici in quel tragico 23 maggio 1992.

Dopo la Santa Messa celebrata nella Cattedrale di San Pietro dal Vescovo della Diocesi tuscolana Raffaello Martinelli, la cerimonia si è trasferita sul sagrato della chiesa, accogliendo le rappresentanze delle Forze dell’Ordine, delle Istituzioni e dell’Amministrazione comunale di Frascati. Dopo l’Inno di Mameli intonato dalla soprano Graciela Dorbessan, ha portato il suo saluto Marino Fardelli, Difensore Civico della Regione Lazio, che ha ricordato la morte del fratello di suo padre ucciso dalla mafia il 30 giugno 1963 a Palermo. “Quella in cui mio zio, il Carabiniere Marino Fardelli e di cui porto il nome, perse la vita – ha detto Fardelli – fu la prima strage di mafia nei confronti delle Forze dell’Ordine: la strage di Ciaculli. In quell’occasione la mafia volle fare uno sfregio allo Stato, uccidendo 5 carabinieri e 2 artificieri dell’Esercito facendo esplodere una Giulietta imbottita di tritolo. Una strage per tanti anni non ricordata, ma oggi siamo qui invece proprio per ribadire che non esistono vittime di serie A e di Serie B: tante famiglie sono state colpite dalla mafia e nessuno deve dimenticare quelle atrocità”.

fiat croma strage capaci

Ha preso poi la parola la sindaca Francesca Sbardella che, nel rivolgersi ai tanti studenti presenti, ha ricordato l’importanza di combattere sempre ogni forma di violenza perché “la mafia non è solo quella che vediamo in televisione o di cui sentiamo parlare, ma è anche il sopruso che subisce ognuno di noi ogni giorno. La mafia è anche il bullo che che in classe fa il violento con i più deboli. Oggi noi siamo qui per ricordare che solo insieme potremo costruire un futuro migliore, perché è la comunità che vince e non l’io e proprio voi ragazzi, dal più piccolo al più grande siete la nostra speranza, affinché che quello che è accaduto il 23 maggio del 1992 non si ripeterà mai più”.

La consigliera comunale delegata alle Politiche giovanili, Paola Gizzi, ha poi fatto salire sul sagrato i ragazzi delle scuole di Frascati che, seguendo il rito ideato da don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, hanno letto tutti i nomi e i cognomi delle vittime innocenti della mafia.

scuole frascati festival legalità

Al loro si è aggiunto l’interessante contributo degli studenti più grandi che hanno letto pensieri e riflessioni elaborate a scuola sulla mafia e sulle violenze. Sono stati invece gli alunni più piccoli delle Scuole Primarie e Secondarie di Primo Grado, guidati dalle loro maestre e professoresse, a intonare le note del brano di Fabrizio Moro Pensa e poi a liberare nell’aria tantissimi palloncini bianchi per ricordare tutte le vittime innocenti della mafia. Giovani vite spezzate proprio come quelle degli agenti di scorta di Giovanni Falcone, che viaggiavano a bordo della Fiat Croma di cui oggi in tanti hanno potuto vedere solo i pochi resti contenuti nella teca di vetro che continua a fare il giro dell’Italia con la volontà di raccontare la sua storia, affinché le atrocità di quel passato non si ripetano mai più.

 

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