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Lariano, incanta lo spettacolo teatrale "Sommersi": l'Inferno di Dante riletto in chiave novecentesca - Castelli Notizie
Cultura

Lariano, incanta lo spettacolo teatrale “Sommersi”: l’Inferno di Dante riletto in chiave novecentesca

Ieri pomeriggio  presso il Polifunzionale di Lariano, è andato in scena “Sommersi” a cura della Compagnia Teatro Simposio di Tivoli, formata da ragazzi non professionisti e uniti dalla passione per la recitazione, sotto la direzione del regista Enzo Toto.

Un atto conclusivo di tutte le attività culturali che i vari comuni del Consorzio “Castelli della Sapienza” hanno realizzato, per celebrare il settecentenario  della morte di Dante Alighieri. Una rappresentazione teatrale questa che,  rinviata da dicembre causa covid, è una rilettura dell’Inferno di Dante con l’inserimento di alcuni testi del novecento a dimostrazione dell’attualità dell’opera dantesca e della sua capacità di trattare temi eterni come la  salvezza, intesa  come metafora della difficoltà di vivere.

Così la classica apertura dell’Inferno  “Nel mezzo del cammin di nostra vita..” viene affidata alla “Divina Mimesis”, l’opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini, una parafrasi in prosa dell’Inferno dantesco.

Il XIII Canto, quello in cui Dante rappresenta i suicidi in una Selva come degli alberi dai cui rami spezzati esce sangue, viene sostituito da un testo dello scrittore Andrea Pazienza, che parla del suicidio di un giovane tossicodipendente per rappresentare un altro Inferno, quello di tanti giovani che non accettano la realtà e si rifugiano nelle sostanze stupefacenti.

Infine il Canto di Ulisse, il XXVI , quello da cui sono stati tratti  i versi della panchina letteraria, è stato proposto nella versione di Primo Levi “Se questo è un Uomo”, quando l’autore si trova ad  Auschwitz con un francese e cercando di prendere una  zuppa si sforzano  di ricordare i versi dell’Inferno.

“I ragazzi sono stati  molto bravi –  racconta l’assessore alla cultura Maria Grazia Gabrielli – la  scena era ridotta all’osso, sono state tolte tutte le quinte, il muro, il  palco  vuoto soltanto le luci. La platea era tenuta  praticamente al buio e le  luci  si alternavano rivelando quadri tratti dai vari Canti dell’Inferno in un clima di grande drammaticità e senso di dolore che emergeva dalla rappresentazione”.

A conclusione dell’evento, presenziato anche dall’assessore allo spettacolo e vicesindaco Fabrizio Ferrante Carrante e dal Presidente del Consorzio, Angelo Rossi, la Profssa Gabrielli ha ringraziato il Consorzio dei Castelli romani che quest’anno, oltre alla panchina letteraria, ha privilegiato Lariano di un dono prezioso, un  Volume che è una riproduzione, dell’Istituto Enciclopedico Treccani, di un antico codice conservato in un Monastero napoletano della Divina Commedia,  dell’Inferno di Dante, che custodito presso la Biblioteca larianese  sarà così a disposizione di tutti i Comuni appartenenti al Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani.

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