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Monte Compatri - Cave di Laghetto: accolta la mozione in Consiglio per fare chiarezza sulle autorizzazioni - Castelli Notizie
Politica

Monte Compatri – Cave di Laghetto: accolta la mozione in Consiglio per fare chiarezza sulle autorizzazioni

Generico aprile 2022

A seguito della votazione del Bilancio di Previsione, nel Consiglio Comunale di ieri a Monte Compatri si è tornati a discutere del tema Cave di Laghetto, con una mozione ben precisa presentata dal Consigliere di opposizione Marco De Carolis. Dopo la lunga campagna social ripresa nelle scorse settimane, De Carolis ha accusato di immobilismo l’amministrazione Ferri, invitandola a prendere provvedimenti e impegnandola a verificare l’esistenza o meno di autorizzazioni alla produzione di conglomerato bituminoso: “gli impianti che attualmente producono – ha spiegato il Consigliere di minoranza – devono necessariamente essere autorizzati se l’attività di cava, come stabilito nella sentenza del Consiglio di Stato, è terminata”.

Essendo primaria, infatti, l’attività di cava è strettamente correlata alla produzione del conglomerato: in assenza dell’una, l’altra richiede necessariamente delle autorizzazioni alla produzione, per cui De Carolis ha concluso il suo intervento con un invito perentorio: “verificate se ci sono queste autorizzazioni e a quel punto prendete delle posizioni, senza più nascondersi dietro incertezze”.

Immediata la replica dell’Assessore all’Urbanistica con delega alle attività estrattive, Mengarelli, che, anticipando il voto favorevole della maggioranza alla mozione, ha spiegato come questa si inserisca in un percorso già intrapreso dall’amministrazione per fare chiarezza all’interno dell’area in questione: “L’opposizione ci spinge a prendere decisioni che non sono state prese prima, ma dovremo prendere il tempo per prendere le giuste decisioni – ha spiegato Mengarelli – Daremo un segnale trasparente ed efficace a costo anche di diventare impopolari. All’ente serve una visione complessiva della questione”, motivo per cui l’amministrazione si è attivata con l’apertura di un procedimento amministrativo: “il Comune ha dato avvio in questi giorni al procedimento per le sei società firmatarie delle convenzioni del 2003 relative alla coltivazione di roccia basaltica – ha approfondito l’Assessore – Attraverso la Legge Regionale del 2018 in materia di cave è possibile effettuare “verifiche straordinarie” partendo dalla documentazione che le stesse società sono tenute a consegnare. È importante fare chiarezza immediatamente coinvolgendo anche enti sovracomunali, al fine di verificarne l’ottemperanza alle prescrizioni contenute nei titoli autorizzatori e accertare la conformità di quanto realizzato, con particolare evidenza degli aspetti topografici e il recupero ambientale”.

Con il voto di maggioranza e minoranza, la mozione relativa alle Cave ha trovato un pieno accoglimento, lasciando sperare che ci sia un’unanime volontà di giungere a fare chiarezza su una vicenda complessa che si trascina non già da anni, ma da decenni.

Diverso, invece, l’esito della seconda e ultima mozione all’ordine del giorno relativa alla sostituzione dell’ascensore inclinato su Via Cavour presentata dal Consigliere D’Acuti, che ha invitato l’Amministrazione a riflettere sulla possibilità di sostituire ex novo un impianto che di fatto sin dalla sua nascita ha dato continui problemi, interruzioni del servizio e malfunzionamenti, impegnando le casse comunali in “una manutenzione di circa 40 mila euro l’anno”, ha affermato D’Acuti. A motivare il respingimento della mozione, in seguito bocciata, è stato l’Assessore ai Lavori Pubblici, Martorelli, che ha sottolineato l’enorme spesa che comporterebbe la sostituzione dell’ascensore inclinato: “Mi sono fatto fare in tempi non sospetti un preventivo e cambiare l’ascensore costa circa 1 milione di euro. Il Comune non si può permettere una simile spesa e, di conseguenza, la mozione verrà bocciata”. Nonostante non sia intenzione dell’amministrazione impegnarsi in una simile spesa, Martorelli ha comunque garantito che si cercherà di affrontare la questione “nell’esclusivo interesse della comunità”.

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