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Velletri, troppi roghi nelle campagne. Un cittadino: "Bruciano di tutto, così non si respira" - Castelli Notizie

Lettera al direttore

Attualità

Velletri, troppi roghi nelle campagne. Un cittadino: “Bruciano di tutto, così non si respira”

La salute dei cittadini è costantemente minacciata. Spalanchiamo la finestra in una sera estiva. Tutto è perfetto, ma entro due minuti...la casa si riempie di fumo acre e puzzolente. Il disgustoso odore dei copertoni in fiamme pervade le nostre narici e riempie i polmoni

Generico aprile 2022

“È primavera, e il cielo si colora di un bellissimo azzurro. Appena si mette il naso fuori, la mattina presto, viene subito voglia di andare a fare una bella passeggiata. Ma ecco che si percepisce una strana sensazione, uno strano odore. Non può essere, o si? No, è proprio puzza di bruciato. Robaccia bruciata scriteriatamente. E sì che, oggi come oggi, da parte dell’azienda Volsca c’è un ottimo servizio di ritiro a domicilio di qualsiasi tipo di rifiuto.

Ma qualche signore ha deciso di bruciare rifiuti di vario genere nel camino di casa o nella vigna, e la puzza che ne consegue non permette di uscire di casa a respirare aria fresca e buona per rigenerarsi e godere dei profumi del mattino. L’unica soluzione è telefonare alla Polizia Locale, alla Volsca, all’ufficio igiene, a qualcuno che possa esercitare la propria autorità per far rispettare la legge e tutelare ambiente e cittadini. Purtroppo però, spesso le autorità non riescono ad intervenire con efficacia a causa di cavilli e limitazioni burocratiche; e intanto i cittadini rischiano la salute.

Perché chi non ha conosciuto l’educazione né la chimica, non sa che tutto ciò che si brucia e viene disperso nell’aria, nell’acqua o sulla terra, si trasforma in gas velenosi e polvere sottile carica di elementi tossici: uno su tutti, la diossina. Bene abbiamo visto cosa successe nell’industria chimica esplosa a Seveso qualche decennio fa: la gente che abitava nei dintorni ancora ne porta i segni e ancora ne paga le conseguenze pur non avendo colpa alcuna. Per non parlare dei recenti casi di Aprilia e Pomezia.

Ma non sono solo le passeggiate mattutine ad essere rovinate. La salute dei cittadini è costantemente minacciata. Spalanchiamo la finestra in una sera estiva. Tutto è perfetto, ma entro due minuti…la casa si riempie di fumo acre e puzzolente. Il disgustoso odore dei copertoni in fiamme pervade le nostre narici e riempie i polmoni, costringendoci, tossendo, a chiudere le finestre e cercare una zona in casa nostra in cui poter respirare. Ormai la casa è totalmente infestata dal fumo e dalla diossina. Il problema non è più quello di passare una notte tranquilla. Il problema è superare la notte. Dentro casa non si respira, fuori nemmeno. Chiami i carabinieri, ti dicono che se non gli sai indicare il luogo esatto dell’incendio loro non possono fare nulla. Non rimane altro che sperare, anche stanotte, di non rimanere intossicati.

No, purtroppo non si tratta di due ironici racconti fittizi. Questa è la vita vera di tutti i residenti delle campagne veliterne, che da anni combattono con il problema dei roghi di rifiuti tossici. A quanto pare non bastano i roghi dolosi in siti di stoccaggio rifiuti in aree limitrofe come quelle di Pomezia, Latina, Aprilia. Per non farci mancare niente, abbiamo deciso anche noi, umili ed onesti cittadini, di partecipare al progetto della mafia di saturare tutta l’aria, il suolo e l’acqua (perché dove credete che finiscano le polveri?) di diossina, idrocarburi policiclici aromatici, pcb, metalli pesanti, monossido di carbonio, e altra immondizia in formato spray.

Perché se da una parte le autorità indagano sui roghi legati alle attività di smaltimento illegale di rifiuti da parte dei gruppi di criminalità organizzata, dall’altra a causa di ignoranza, pigrizia, disonestà, e bassezza morale di alcuni privati cittadini, ci tocca respirare anche gli effluvi e fumi della loro immondizia maleodorante. Vuoi perché “s’è sempre fatto così”, vuoi perché vivono in case abusive che si rifiutano di mettere in regola, vuoi perché semplicemente gretti e ignoranti, alcuni individui attentano giornalmente alla salute dei propri vicini.

Bambini, adulti, giovani, anziani, donne, uomini e animali domestici. Nessuno è immune dall’inquinamento mostruoso causato dall’ignoranza. E allora cosa fare? Innanzitutto, oltre a combattere con tutte le nostre forze l’operato della criminalità organizzata, è necessario sviluppare una coscienza ecologica ed una cultura del benessere nel singolo cittadino. Bisogna smuovere le coscienze dei cittadini con campagne di sensibilizzazione e progetti educativi sui rischi comportati dal respirare questo tipo di sostanze. Chi brucia qualsiasi materiale diverso da quelli consentiti dalla legge sta compiendo un attentato alla vita dei suoi concittadini e non è moralmente diverso da un terrorista.

Con questa lettera di denuncia voglio rivolgermi sia ai semplici concittadini, perché si rendano conto che il destino della comunità passa anche dalle loro azioni e prendano dunque coscienza dell’importanza delle loro scelte personali per la salute dell’ambiente e della comunità tutta e decidano di seguire uno stile di vita più rispettoso della Natura evitando di bruciare qualsiasi materiale diverso da quelli consentiti, sia alle autorità e alla giunta comunale, perché mettano in opera un piano di sensibilizzazione e prevenzione per risolvere finalmente il problema e lasciare che tutti noi possiamo tornare finalmente a compiere liberamente l’atto più importante di tutta la nostra vita: Respirare”.

Leonardo Paoletti

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