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Lazio, la dura vita degli infermieri negli ospedali. La denuncia: “Tra pandemia e aggressioni”

infermieri

Insieme ai medici, sono state tra le figure professionali simbolo a contrasto della pandemia Covid, che tanto ha sconvolto la nostra quotidianità negli ultimi due anni. E adesso che l’emergenza sanitaria sembra “finita”, almeno (e solamente) sui calendari, le parti sociali si interrogano sul futuro della categoria degli infemieri. Ivi incluso il Lazio dove, va detto, in questi mesi non sono mancate le assunzioni in ospedali e presidi territoriali. Una boccata di ossigeno dopo anni e anni di commissariamento della Sanità, che comunque presenta ancora criticità e questioni aperte. Come è la situazione nel nostro territorio regionale? “Diciamo che le criticità per gli infermieri – sottolinea preoccupato Stefano Barone, Segretario Provinciale del sindaco Nursind Roma – non sono mai terminate, ed è questa la nota dolente che fa ancora più male se si considera la fine dell’emergenza sanitaria. In seguito alla quale in molte aziende e strutture ospedaliere non sono state più rinnovate numerose assunzioni a tempo determinato degli infermieri chiamati a lavorare durante la pandemia. Come se tutto fosse finito, mentre gli ospedali del nostro territorio regionale continuano ogni giorno ad affrontare casi Covid. La nostra preoccupazione cresce se si considera anche che la graduatoria del Sant’Andrea si sta via via esaurendo e ad oggi il concorso della Roma2 ancora non è andato in gazzetta ufficiale”.

Altro grande problema è inoltre quello legato alle “aggressioni agli infermieri: un problema sempre attuale, e sono del parere che non bastino osservatori e annunci ma servano azioni concrete e mirate per contrastare un fenomeno pericoloso e che si sta riproponendo purtroppo dopo le limitazioni di accesso legate al Covid”, ha aggiunto il segretario Barone. E sempre a proposito delle criticità della sanità del Lazio, solo qualche giorno fa le liste di attesa, le Pet, la situazione del personale con limitazioni e le cartelle cliniche digitali, sono state al centro dell’audizione in commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Rodolfo Lena.

Mentre nelle scorse ore il consigliere regionale del Lazio Adriano Palozzi ha alzato l’attenzione sulla questione dei medici di base, annunciando una interrogazione: “Mentre Zingaretti e D’Amato procedono in queste settimane con i soliti annunci trionfalistici – a cui non crede più nessuno – sulla valorizzazione della sanità del Lazio, dai territori non sembrano giungere notizie così positive e incoraggianti: leggiamo, ad esempio, della situazione legata al numero di medici di base, operanti nella nostra regione, che nei prossimi anni andranno in pensione col rischio di non essere rimpiazzati così facilmente. Siamo di fronte a un contesto grave e preoccupante – dice Palozzi -, in controtendenza con la sanita di prossimità tanto decantata da Zingaretti e compagni. Che, dunque, dovrebbero chiarire immediatamente sulla eventuale mancanza di camici bianchi e comunicare cosa hanno in mente per dare soluzione a questa delicata problematica”.

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