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Monte Compatri - Cave di Laghetto, avviate le verifiche di regolarità delle aziende - Castelli Notizie
Politica

Monte Compatri – Cave di Laghetto, avviate le verifiche di regolarità delle aziende

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Dopo tanti anni la storia delle cave di basalto a Laghetto sembra essere arrivata a un bivio. Il Comune di Monte Compatri nei giorni scorsi ha dato vita all’avvio del procedimento amministrativo per le “verifiche straordinarie” delle cave ricadenti nel bacino estrattivo. Le società finite sotto la lente d’ingrandimento dell’Ufficio Cave sono le sei firmatarie delle convenzioni del 2003 relative alla coltivazione di roccia basaltica. Una questione dapprima affrontata in Commissione d’Indagine
e approdata nell’ultimo consiglio comunale con la mozione  del consigliere di minoranza Marco De Carolis, poi approvata dalla maggioranza di Tinello Borghese.
Una storia lunga quelle delle cave, iniziata negli anni 60 con le prime cooperative e decine di famiglie arrivate in particolare da Alfedena in Abruzzo per lavorare nei siti estrattivi per la realizzazione dei sampietrini delle strade della Capitale. Oggi dove veniva eseguita l’attività estrattiva si sono impostati gli impianti di conglomerato bituminoso e il tema delle immissioni in atmosfera dei fumi provenienti dagli impianti è uno dei più sentiti nella frazione di Laghetto a Monte Compatri.
“L’Amministrazione comunale – si legge nella nota stampa del Comune – sin dai primi giorni del suo insediamento ha monitorato attentamente la situazione. La verifica straordinaria avviata prende spunto dall’art. 31 della Legge Regionale n.7 del 2018 in materia di cave in cui è possibile effettuare “verifiche straordinarie” e che richiama l’art. 16 della L.R. 17/2004, in cui le società stesse sono tenute a consegnare tutta la documentazione al fine di verificare principalmente la regolarità amministrativa dell’attività, con possibilità di irrogare sanzioni e la conformità dello stato di fatto della cava in esercizio rispetto al progetto (piano di coltivazione e recupero) autorizzato nella convenzione. Le sei società ora hanno trenta giorni di tempo per presentare tutta la documentazione richiesta, poi il Comune di Monte Compatri avrà ulteriori sessanta giorni per concludere l’istruttoria e adottare un provvedimento definitivo”.
“Ho sempre affermato fin dal nostro insediamento, non ci saremmo tirati indietro nelle responsabilità e nelle decisioni – spiega l’Assessore all’Urbanistica con delega alle Attività estrattive, Luca Mengarelli – Non possiamo più permetterci di ripetere errori fatti nel passato, creando confusione tra le autorizzazioni ambientali, di coltivazione e di recupero delle singole società di attività estrattiva e di impianti di conglomerato bituminoso. Situazione che negli anni passati è andata sempre più a complicarsi con cause, ricorsi a TAR e sentenze del Consiglio di Stato. Siamo consapevoli che la tematica necessita di attenzione e non di decisioni affrettate, ma riteniamo di aver intrapreso la strada giusta per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini”.
“La sentenza del Consiglio di Stato ci dice che una cava è fuorilegge, ma non abbiamo in mano sei sentenze e dunque non possiamo pensare di chiudere gli impianti a macchia di leopardo – aggiunge il Consigliere delegato agli Affari Legali, Luigi Nardella – per questo motivo dobbiamo affrontare il fenomeno nel suo complesso. La situazione non è così semplice come qualcuno vorrebbe far credere, ma siamo fiduciosi, perché la legge ci fornisce tutti gli strumenti utili per entrare nel merito di tutte le situazioni”.
“Dopo venti anni è arrivato il momento di fare chiarezza al più presto – aggiunge il sindaco Francesco Ferri – e verificarne l’ottemperanza alle prescrizioni contenute nei titoli autorizzatori e accertare la conformità di quanto realizzato, con particolare evidenza degli aspetti topografici e il recupero ambientale”.
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