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Castel Gandolfo, allo studio soluzioni per il lago Albano e di Nemi: "Serve il coraggio di staccare tutti i prelievi" - Castelli Notizie
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Castel Gandolfo, allo studio soluzioni per il lago Albano e di Nemi: “Serve il coraggio di staccare tutti i prelievi” video

Si è tenuto oggi, sulla terrazza sulle rive del lago Albano del ristorante “I Quadri” a Castel Gandolfo il primo incontro in presenza dei firmatari del “Contratto di falda lago Albano, Nemi e fiume Incastro” nato in tempi Covid per salvare i due laghi dei Castelli Romani, riqualificandoli al contempo da un punto di vista paesaggistico, agricolo e turistico.

A presentare i lavori, articolati in tavoli tematici di discussione e presentazione delle proposte da sottoporre agli Enti competenti: Regione e Ministero, è stato Endro Martini, Esperto in Contrati di Fiume, seguito da Roberto Salustri, di RESEDA onlus.

Tre i tavoli tematici in cui si sono affrontate diverse problematiche dei laghi Albano e di Nemi, unitamente alle opportunità di rilancio e valorizzazione per il futuro:
TAVOLO 1: gestione acque sotterranee e lacuali, mitigazione delle crisi idriche e rigenerazione di livelli idrici eco compatibili;
TAVOLO 2: dissesto idrogeologico, qualità dell’ambiente e del paesaggio, manutenzione del territorio con tecniche a basso impatto ambientale;
TAVOLO 3: agricoltura biologica, agricoltura multifunzionale, sviluppo territoriale integrato e turismo sostenibile, tutela e promozione dei beni culturali e ambientali.

Tante le ipotesi affrontate nel corso della mattinata, voluta da tutti i partecipanti al manifesto di intenti, per iniziare a dare risvolti concreti a quello che, tenacemente e al contrario di molte iniziative presentate negli anni e poi rivelatesi effimere, si intende fare per invertire il triste destino dei laghi dei Castelli Romani, sottoposti ad un significativo e progressivo abbassamento del livello delle acque.

Presenti molti esperti del settore, i comitati e associazioni ambientaliste, il Parco dei Castelli Romani ed amministratori locali, tra i quali però è stata segnalata l’assenza del Comune di Nemi tra i firmatari del contratto, di cui si sollecita dunque la partecipazione, come opportunità da cogliere per il bene del proprio territorio.

“Il lavoro propedeutico fatto on line nei mesi precedenti è stato importantissimo ed oggi tutti i partecipanti si sono ritrovati per vagliare insieme soluzioni concrete per risolvere i problemi dei nostri laghi – ha detto Salustri -. Abbiamo lavorato tutta la mattina non solo sull’abbassamento delle falde ma ache sul dissesto idrogeologico, la riforestazione e tutto l’aspetto culturale, l’agricoltura ed il turismo sostenibile”.

“Sicuramente dobbiamo andare alla radice del problema – ha aggiunto ancora Salustri -. Abbiamo calcolato che dobbiamo ridurre almeno del 30% il consumo di acqua ai Catelli Romani”.

“Il problema della gestione di questa risorsa che non è solo idrica, ma anche paesaggistica e monumentale si fa sempre più impellente – ha detto Endro Martini -. Dobbiamo scoprire le carte, esistono Enti che operano sul territorio che hanno informazioni importanti che devono essere tirate fuori e messe a disposizione. Serve un sistema di monitoraggio e controllo con tecnologia avanzata dei livelli di falda, bisogna avere il coraggio di staccare i prelievi dal lago, se vogliamo arrestare il fenomeno del progressivo abbassamento del livello delle acque; non possiamo contare sulla natura poichè andiamo incontro ad una sempre maggiore siccità, e dunque vanno bloccati tutti i prelievi, così come vanno raccolte le acque meteoriche per giardini e orti pubblici e privati”.

I laghi da salvare – soprattutto quello di Albano mostra maggiori livelli di abbassamento – ma anche da riqualificare. Luoghi ideali per un turismo lento, grazie alla cornice naturalistica dei Castelli Romani, anche questo al vaglio dei protagonisti del contratto di falda.

 

 

 

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