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Velletri, lacrime e commozione al funerale del 33enne Simone Massarut: chi lo amava e stimava lo ha ricordato così (FOTO) - Castelli Notizie
Cronaca

Velletri, lacrime e commozione al funerale del 33enne Simone Massarut: chi lo amava e stimava lo ha ricordato così (FOTO)

In tantissimi sono accorsi questa mattina al Dopolavoro Ferroviario di Velletri per prendere parte alla cerimonia laica in memoria di Simone Massarut, scomparso in settimana all’età di 33 anni, per le complicanze del malore che lo aveva colpito nelle scorse settimane

In tantissimi sono accorsi questa mattina al Dopolavoro Ferroviario di Velletri per prendere parte al funerale laico in memoria di Simone Massarut, scomparso in settimana all’età di 33 anni, per le complicanze del malore che lo aveva colpito recentemente. Lo stesso locale che frequentava abitualmente e che spesso lo aveva visto suonare “il suo basso rosso” gli ha reso omaggio con le parole dei suoi affetti più cari e i brani eseguiti dal vivo dai colleghi musicisti, i suoi “fratelli di vita”, come li ha definiti il fratello Emiliano.

La perdita del giovane è stata un fulmine a ciel sereno per chi gli voleva bene e che di lui ha voluto celebrare la generosità, la gentilezza, l’intelligenza, la saggezza, l’entusiasmo, la capacità di tenere unite le persone, la passione e il talento per la musica, il grande amore per Arianna, sua compagna di vita, i piccoli dettagli buffi che lo rendevano unico, come la erre “dolce” o le barzellette che non facevano ridere ma aiutavano comunque a riportare l’armonia e il buonumore all’interno del gruppo. Non sono mancati aneddoti simpatici che sono riusciti a strappare un sorriso ai presenti e spezzare per un attimo la commozione del momento, ironizzando anche sui piccoli difetti di Simone, al quale, secondo chi lo conosceva bene “essere santificato per un’ora” avrebbe dato un po’ fastidio.

La prima a prendere la parola è stata la cugina M., collegata da remoto, che rifacendosi alla teoria del bonus vitale, illustrata in un romanzo di Stefano Benni, ha esclamato: “Non trovando una ragione a quello che è successo, abbiamo pensato che Simone abbia sforato il bonus di atti di generosità. La sua bontà è stata tale da farglieli consumare tutti troppo in fretta. E il fatto che andandosene stia cercando di donare ad altre persone una vita migliore donando i suoi organi ne è l’ennesima conferma”.

“Vorrei che pensassimo ai sorrisi che ci ha regalato nel corso degli anni, ai viaggi, ai concerti, alle battute brucianti”, ha detto il fratello maggiore Emiliano. “Simone ha avuto una vita breve ma piena, facendo tutto quello che voleva, e mi sento di dire che oggi sicuramente grazie a lui il mondo è musicalmente un posto migliore. Anche se ci mancherà tantissimo, Simone è ancora qui con noi e lo sarà sempre finché lo portiamo nel nostro cuore e nei nostri pensieri”.

Poi Attilio, musicista e amico, ha ricordato la capacità di Simone Massarut di “tenere tutti uniti anche nei momenti più difficili, con la sua grazia, la sua educazione, la sua eleganza, la sua serenità e la sua saggezza”. Così come il basso “mette in comunione gli strumenti melodici” e la calce tiene insieme la casa, così Simone, non solo nella sala prove e sul palco, ma anche nella vita, “ha cementato tutti noi per tanto tempo”, ha spiegato Attilio.

Nelle parole dei genitori, Antonietta e Franco, che Stefano Pennacchi ha declamato sul palco, Simone “era sempre disponibile con tutti, generoso in modo autentico, non aveva pregiudizi e cercava sempre una chiave di lettura positiva con una delicatezza pacata tutta sua”.

Anche alcuni suoi colleghi, che con lui hanno condiviso un progetto ambizioso, hanno rivolto un pensiero pieno di ammirazione e gratitudine a Simone: “Ci hai detto che sarebbe stato un onore lavorare con noi al nostro progetto. Pensavamo di doverti insegnare tanto, e invece ci hai insegnato tu valori come l’umiltà, la curiosità e il coraggio che oggi sono i pilastri della nostra azienda. La verità è che l’onore è stato il nostro. Se è vero che un diamante è per sempre, tu Simone sei il nostro diamante ”.

Roberto, invece, ha ricordato la sua “capacità di osservare i dettagli per capire i meccanismi e trovare le soluzioni” e “l’intelligenza innata pronta a cogliere l’attimo con spirito e battute”, ma anche l’animo gentile che Simone aveva dimostrato “fin da bambino” aiutando il nonno “paralizzato sulla sedia a rotelle”. Un gesto rimasto impresso anche ad Anna, che ha concluso: “Ora sei un angelo che ci guarda le spalle con dolcezza, un grande grazie Simone bello”. 

Poi Fabio ha letto ad alta voce un messaggio che avrebbe voluto inviare a Simone, ma non ha fatto in tempo: “Ho sempre avuto l’impressione che tu riuscissi a tirare fuori la parte migliore di me e di questo non ti ringrazierò mai abbastanza”. “Mi sento incredibilmente fortunato ad averti conosciuto e ad aver condiviso i migliori anni della vita con te”, ha detto con la voce rotta dall’emozione.

Anche Giulio, che insieme a suo fratello Livio ha condiviso con Simone Massarut “anni di musica, avventure e situazioni assurde”, ha percepito questo profondo senso di riconoscenza nei confronti dell’amico scomparso, che per loro è stato al pari di un fratello: “Quello che è accaduto fin dalla prima volta in cui ci siamo visti è stata la sensazione di guardare una persona negli occhi e avere fin da subito la conferma che quella persona fa parte della tua famiglia”. 

Giovanni, amico stretto di Simone che purtroppo non ha potuto essere presente per motivi di salute, ha scritto per lui queste parole: “La prima cosa che tutti dicevano di Simone dopo averci scambiato due parole era che avesse la erre moscia. Voglio smentire questo luogo comune: la erre di Simone era non moscia ma dolce, dolce solo come lui poteva essere, con il suo sorrisetto perenne tra le labbra e il tono da basso profondo. Un erre pacata ma anche con carattere e individualità, come lui”. “Grazie per avermi motivato a suonare il contrabbasso, per essere stato il mio punto di riferimento negli anni del liceo, per avermi illuminato su tante cose, per gli spettacoli teatrali fatti insieme, per avermi dato l’opportunità di conoscerti e imparare da te”, ha concluso.

In seguito, Matteo M., musicista anche lui come la maggior parte degli intervenuti, ha raccontato che in una delle ultime conversazioni avute con Simone, amico storico rivisto dopo tanto tempo, avevano parlato delle difficoltà che affrontano i giovani che si dedicano a questa passione in un Paese dove sono sempre meno i locali che investono nella musica dal vivo e questo, nelle parole di Matteo, è “il flagello che ha spazzato via il nostro mondo”“Simone ha sempre avuto una visione chiara del mondo, in ogni suo pacato gesto ha raccontato il suo modo di vederlo, di concepirlo, di desiderarlo, di inseguirlo. Ha suonato con tutti e per tutti, e l’eredità che ci lascia è legata alle note che ha acceso. È un concerto iniziato il suo, e adesso tocca a noi portarlo avanti e assicurarci che nulla di ciò che Simone ha amato vada perduto”, ha concluso.

“Penso che gli avrebbe dato un po’ fastidio essere santificato per un’ora e quindi una cosa devo dirla che non la sopportavo nel periodo in cui ci frequentavamo”, ha detto un altro suo amico, Matteo P., prima di enunciare il difetto in questione: “Era ‘na socera, ma non nel senso che parlava male, tu gli dicevi una cosa e lui la raccontava in giro e quando glielo facevi notare gongolava”.

Questo lato della sua personalità, tuttavia, non gli aveva impedito di essere benvoluto da tutti e ricordato con immenso affetto e gratitudine per tutto ciò che ha saputo trasmettere a coloro con i quali ha condiviso tanti momenti speciali.

Grazie “per tutti i chilometri, i concerti, la musica fatta, condivisa, vissuta. Per i campeggi, le feste, lo stare insieme, le risate, le follie, gli abbracci”, ha scritto Sofia, amica di vecchia data.

“Grazie per avermi fatto conoscere l’amore. Hai reso questi ultimi quattro anni i più belli della mia vita e spero davvero di aver portato nella tua vita anche solo la metà della gioia che tu hai portato nella mia. Sei la persona più bella dentro e fuori che abbia mai conosciuto e credo davvero che lo rimarrai”, ha scritto Arianna, la donna che Simone aveva scelto per costruire una vita insieme e alla quale aveva donato tutto il suo amore.

Infine, la sua amica Giorgia, lo ha ricordato così: “Tutti noi sappiamo che splendida persona che eri. Un figlio, un compagno e un amico, semplice ma dalla risata disarmante, sempre pronto a supportare tutti, a consigliare, a sdrammatizzare con battute e barzellette. Queste non erano il tuo forte, ma ci faceva ridere lo sforzo che facevi nel raccontarle. Tutto questo era più che sufficiente per riportare il buonumore nel nostro gruppo. Eri dolce, altruista, solare e con un grande cuore, come hai dimostrato fino alla fine scegliendo di salvare altre vite”. 

L’ultimo saluto a Simone Massarut si è concluso con la lettura di una poesia che un caro amico del fratello Emiliano gli ha regalato e che termina con queste parole: “Asciuga le tue lacrime e non piangere se mi ami, il tuo sorriso è la mia pace”. 

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