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Primo Maggio, l'intervista al dott. Giorgio Di Dato | Sanità, Tecnologia e Green economy, i nuovi scenari del mercato del lavoro - Castelli Notizie
Attualità

Primo Maggio, l’intervista al dott. Giorgio Di Dato | Sanità, Tecnologia e Green economy, i nuovi scenari del mercato del lavoro

Generico maggio 2022

Oggi, in occasione del Primo Maggio e della Festa dei lavoratori, abbiamo intervistato il dott. Giorgio Di Dato, responsabile del Servizio di Orientamento al Lavoro del distretto socio sanitario Rm 6.2 e presidente di make4work, ente no profit che si occupa dello sviluppo di competenze sul territorio.

I nostri territori stanno uscendo dalla pandemia con una situazione di evidente difficoltà economica e sociale che ha generato una riduzione dei tassi di crescita e aumento del livello di povertà. Situazione che ha prodotto un repentino cambiamento del mercato del lavoro attivando nuovi modelli lavorativi e necessità di nuove competenze su settori che sono costretti a rispondere velocemente alle esigenze del mercato.

In questo scenario notiamo che il fenomeno dei NEET (acronimo di “Not (engaged) in Education, Employment or Training”, cioè nullafacente sia dal punto di vista dello studio che del lavoro, un fenomeno generalmente localizzato nella fascia di popolazione di età compresa tra i 20 e i 30 anni) si sta allargando anche ai chi è più grande di età, generando insicurezza sociale e la disattivazione della tendenza al miglioramento, della ricerca del lavoro e della volontà di crescita, circostanza che contamina anche i numeri che emergono dalle statistiche sulla disoccupazione.
Chiediamo, dunque, al dott. Di Dato perché è così importante agire sulle competenze?

“Agire sulle competenze delle persone, ridurre la povertà educativa e creare modelli di connessione multilivello tra i soggetti che operano sui territori, compresi gli enti pubblici, sarà l’unico modo per ridurre le disuguaglianze sociali e redistribuire la ricchezza”.

Visto che abbiamo dei settori che stanno affrontando una forte accelerazione ed è necessario valutarli strategicamente al fine di creare percorsi di sviluppo di competenze per il reskill e upskill delle persone, quali sono le aree professionali su cui puntate?

“Le statistiche evidenziano chiaramente su cosa investire in formazione. Partiamo dalla sanità. Iin Italia l’età media è 46 anni, 1 cittadino su 4 ha più di 65 anni, il 50% di questi ha cronicità e multi morbilità con incremento di problemi di salute mentale. Attualmente i servizi che coprono questi bisogni sono bassissimi, in Italia solo il 7,2 % è coperto da RSSA, solo il 22% dai servizi a domicilio. Questo genera una vera emergenza di reclutamento di risorse umane partendo dai medici, infermieri, OSS, caregiver e manager del processo, in particolare nuove figure multidisciplinari che dovranno analizzare la domanda e collegare i corretti percorsi personalizzati di assistenza.
Attenzione, in tutto questo abbiamo un tranello che i nostri legislatori devono considerare. L’aumento di queste figure professionali non è correlato con aumento della ricchezza in quanto l’attuale infrastruttura normativa, obsoleta per affrontare questo cambiamento, rischia di aumentare la precarierà poiché le tipologie di contratto costringono le imprese che operano in questo campo ad avere livelli bassi di paga oraria e forte utilizzo del part time.
La tecnologia invece ha enormemente incrementato la richiesta di figure professionali in questo ambito richiedendo specializzazioni e competenze nuove per supportare anche la PMI, che oggi per sopravvivere deve avviare processi di digital trasformation. Le statistiche pubblicate questo mese da Assolavoro mettono al primo posto queste figure professionali. Le figure ricercate sono sviluppatori java, data analyst, security anayst, machine learning expert, project manager, social media manager ed esperti di creazione di contenuti sui social.
Legato sempre alla tecnologia abbiamo il settore della green economy. Settore, che abbiamo visto in questo periodo con la situazione bellica in atto, ha un ruolo fondamentale per la nostra vita quotidiana.
Figure professionali esperti di energia rinnovabile, efficientamento energetico, progettisti&Installatori ed esperti di sostenibilità ambientale oltre ad essere ricercate dalle grandi realtà specifiche che lavorano in questo settore avranno un impatto anche sulle piccole realtà che dovranno agire nel riprogettare e considerare i nuovi standard di valore nei manufatti e nella tecnologia finalizzata a creare ottimizzazioni di risparmio energetico e produzione locale di energia rinnovabile. Dai report pubblicati in rete relativi ai numeri finanziari delle aziende in questo settore e relativi trend si evidenzia una forte crescita sulle soluzioni di sostenibilità urbana e ambientale”.

Come affrontare queste nuove sfide ?

“Avere un lavoro dignitoso e accedere ai percorsi di istruzione e formazione sono tra i principali obiettivi indicati nell’agenda 2030 delle nazioni Unite, ma è fondamentale essere orientati nelle scelte per valutare come creare una progettualità individuale legata a queste nuove sfide.
In particolare per i giovani, oltre ai percorsi specialistici di formazione e universitari è fondamentale considerare la formazione offerta dagli ITS (istituti tecnici superiori), si tratta di percorso di alta specializzazione post diploma della durata di due anni progettati insieme alle imprese al fine di rispondere alle nuove necessità di competenze in modo concreto. Quest’anno saranno avviti nuovi ITS nella regione Lazio su queste nuove competenze.
Ulteriore aspetto da considerare è la formazione Long life learning, si deve entrare nell’ottica che l’unico modo per rimanere competitivi nel lavoro ed avere opportunità di lavoro sono le competenze, questo aspetto deve rappresentare una sfida importante per gli enti di formazione, enti pubblici, aziende e soprattutto le persone.
E’ impensabile oggi non avere competenze digitali, le cosiddette digital soft skill, che non sono competenze specifiche di una professione, ma solo trasversali per lavorare in team, a distanza e affrontare i problemi utilizzando la tecnologia. Notiamo tantissime situazioni che ostacolano l’accesso al lavoro per mancanza di queste competenze in quanto pensiamo che per lavorare in ufficio, segreteria, impiegati ecc. non siano necessarie. Oggi si parla di e-leaderhip, che come le definisce l’agid, rappresentano le capacità di utilizzare al meglio le tecnologie digitali all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione e di introdurre innovazione digitale nel settore in cui si opera.
Il PNRR ha dedicato tante risorse a questi aspetti, ma è importante per gli enti pubblici avere capacità di utilizzare risorse in linea con queste nuove necessità mettendo al centro i territori e le persone”.

Ringraziamo il dott. Giorgio Di Dato per l’impegno profuso nel settore della formazione che, ogni giorno, deve essere in grado di affrontare in modo risolutivo le rapide trasformazioni degli assetti culturali, sociali ed economico legati alle esigenze del mondo del lavoro.
Il Primo maggio è una giornata ci deve far riflettere sul peso di questi cambiamenti, il lavoro ormai è diventato un processo in cui è necessario formarsi continuamente e tutti devono avere l’opportunità di farlo.

intervista a cura di LORIANA FELLACI

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