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Rocca di Papa, l’Acquedotto degli Arcioni un monumento in pericolo - Castelli Notizie
Cultura

Rocca di Papa, l’Acquedotto degli Arcioni un monumento in pericolo

Grazie al corso “Archeologia, storia, arte e tradizioni ai Colli Albani dalle origini al Grand Tour” che si sta svolgendo presso la prestigiosa sede di Palazzo Chigi in Ariccia dal mese di febbraio 2022, coordinato dall’archeologa Maria Cristina Vincenti (presidente di Archeoclub Aricino Nemorense aps e vice-referente del dipartimento archeologia di Italia Nostra Lazio), si stanno mettendo in luce diverse problematiche riguardanti monumenti e manufatti archeologici del territorio.

Tra le interessanti lezioni e visite didattiche proposte, quella tenuta dalla dott.ssa Rosa De Santis di Rocca di Papa ha suscitato di recente un grande interesse.
La studiosa, laureata con una tesi in archeologia e topografia e il massimo dei voti presso l’Università di Roma Tor Vergata e socia da diversi anni dell’Archeoclub Aricino Nemorense aps, è stata invitata dalla coordinatrice del corso a tenere una lezione per esporre i risultati della sua ricerca sul territorio roccheggiano e, in particolare, sul “Vallone Arcioni”.

Dopo la lezione frontale del 23 marzo ad Ariccia, De Santis ha accompagnato sul luogo della sua indagine, in località Pentima Stalla, un nutrito gruppo di soci tra archeologi, tecnici e docenti, che sono rimasti sorpresi dalla bellezza del paesaggio boschivo, in cui insiste l’unico acquedotto romano costruito su arcuazioni denominato “degli Arcioni” nell’area dei Castelli Romani e sconosciuto ai più. Presente negli appunti di Rodolfo Lanciani era noto noto anche ai pittori del Grand Tour come Edmund Hottenroth che lo dipinse nel 1862.

arcioni rocca di papa

La meraviglia iniziale ha però lasciato il posto ad un grande imbarazzo e sconforto per lo stato di abbandono in cui versa l’area disseminata da rifiuti di ogni genere. Preoccupa anche e soprattutto lo stato di degrado dell’acquedotto. Rosa De Santis ha sottolineato l’urgenza di porre in atto una serie di misure volte alla prevenzione, messa in sicurezza e salvaguardia del monumento; un bene culturale in pericolo e degno di tutela, secondo Maria Cristina Vincenti e Rosa De Santis, e per il quale, afferma l’archeologo Paolo Montanari (referente del dipartimento archeologia di Italia Nostra Lazio), sarebbe opportuno elaborare una lista del degrado da aggiornare periodicamente.

Alberto Silvestri

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