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Ciampino, Ballico spiega il "suo" IGDO Pubblico: "Sarà il nuovo centro della città" - Castelli Notizie
Politica

Ciampino, Ballico spiega il “suo” IGDO Pubblico: “Sarà il nuovo centro della città”

“IGDO 2.0: dalle chiacchiere ai fatti!”: questo il titolo dell’incontro pubblico, presentato dal giornalista e conduttore radiofonico Francesco Vergovich, che si è svolto venerdì 6 maggio a Ciampino, all’Auditorium Bonicelli di viale Kennedy, per affrontare il tema dell’IGDO pubblico.

Un incontro che, lo ricordiamo, avrebbe dovuto prevedere un confronto tra i candidati a sindaco Daniela Ballico e Alessandro Porchetta ma che, alla fine, ha visto partecipare solamente l’ex prima cittadina, vista la sua scelta di far intervenire altre persone della sua area politica, vale a dire il suo capo di segreteria Francesco Smedile, coordinatore della lista civica IGDO Pubblico, e l’ex assessore all’Assetto del Territorio di Ciampino Francesco Febbraro.

“Abbiamo voluto un incontro pubblico senza simboli di partito né bandiere – ha esordito Daniela Ballico – e con dei tecnici per spiegare le nostre idee e i nostri progetti su questo simbolo della città, che vogliamo riportare nelle mani del Comune. Avevamo invitato Alessandro Porchetta perché lo ritenevamo l’unica persona a poter parlare di IGDO pubblico con noi, di certo non avremmo fatto partecipare chi si è permesso di venderlo, anzi svenderlo, a un privato, che l’ha comprato all’asta nel 2016 da un fallimento gestito dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico). Allora il Comune, a guida PD, avrebbe potuto comprarlo a 1 milione e 500mila euro, esercitando una prelazione di 150mila euro e pagandolo a rate, ma evidentemente la scelta del PD di non comprare l’IGDO è stata politica”.

“Vorrei smentire alcune cose dette da Porchetta – ha proseguito Daniela Ballico -, come il fatto che le nostre visioni sull’IGDO non avrebbero nulla in comune: per me è prevenuto e aveva già deciso di non partecipare a questo incontro. Sarei stata contenta di ascoltare la sua idea, che non capisco quale sia, visto che da 10 anni porta avanti la battaglia per l’IGDO pubblico, ma poi? Così come il fatto che noi diciamo solo bugie e che gli non ci sono o sono carta straccia, quando ho con me diverse lettere scambiate con il privato che l’ha comprato. O ancora, che nei prossimi giorni farà dei video per spiegare che quello che noi sosteniamo non è vero e non è possibile, pur non sapendo cosa noi sosteniamo. Mi aspettavo più onestà intellettuale da parte sua, non una semplice propaganda elettorale”.

“Il problema non è dire di no alle nostre idee, in campagna elettorale ci sta – ha detto Francesco Smedile -. Il problema è non avere idee: anche gli altri candidati a sindaco vogliono l’IGDO pubbico, ma non si capisce come e con quale procedura vorrebbero ottenere questo risultato. Per noi questa non è una partita in cui deve esserci un vincitore e un vinto, ma un problema che la città deve affrontare. Magari con una collaborazione con il privato, che per noi non è un demonio, che possa portare a realizzare una parte di legittimi interessi privati insieme a interessi pubblici importanti. Tra l’altro, in base alle norme del piano regolatore, la progettazione del programma urbano di valorizzazione e trasformazione dell’IGDO è a guida pubblica”.

“Di fatto, però – ha evidenziato Smedile -, la proprietà non ha mai collaborato con noi, dicendoci di no anche quando avevamo chiesto la possibilità di utilizzare l’area in cui si trova l’IGDO, una superficie di 3 ettari, come parcheggio temporaneo. Noi, nella sostanza, abbiamo attivato la procedura di riacquisizione, chiedendo anche alla proprietà una cessione bonaria perché avevamo risorse sufficienti per poterlo riprendere, dal momento che tutti i tecnici e anche il commissario hanno certificato che il bilancio era a posto: i nostri avversari se ne facciano una ragione, la procedura di esproprio dell’IGDO l’abbiamo già iniziata noi! Aggiungo, poi, che la TARI e l’IMU su quell’immobile non sono mai stati pagati, perché appena acquistato ne è stata dichiarata l’inagibilità, e noi abbiamo fatto un’istruttoria per imporre la messa in sicurezza totale dell’immobile”.

“Io vorrei rispondere innanzitutto – ha esordito Febbraro – a chi dice ‘la Ballico fa parlare gente che viene da Roma’: io vivo a Ciampino da 22 anni, per cui posso parlare, e se qualcuno non vuole che io parli da ex assessore o da architetto, parlo da cittadino. E rispondo anche a chi dice ‘la Ballico ha bisogno della balia’, perché lei ha già vinto le elezioni da sola, quindi non ha certo bisogno della balia. Detto questo, sull’IGDO noi abbiamo due avversari: la candidata del PD, che dice che riprendere l’IGDO è impossibile perché troppo complicato, quindi si arrende prima di iniziare a combattere; gli altri (riferimento evidente a Porchetta, ndr), che dicono che sono tutte chiacchiere e che ‘tanto non si può fare’… e hanno ragione, perché loro in 10 anni non ci sono riusciti! Noi siamo come la rana sorda della famosa metafora – ha aggiunto -: non ascoltiamo nessuno, ma faremo quello che abbiamo intenzione di fare, perché noi sappiamo come si fa. L’IGDO per noi è l’idea di una città e sarà il centro che Ciampino non ha mai avuto”.

I tre hanno poi risposto ad alcune domande inviate dai cittadini prima dell’incontro.

L’area nella quale si trova l’ex Collegio del Sacro Cuore di Gesù di via Due Giugno, cosa potrebbe ospitare?
“Noi abbiamo in mente di ascoltare le idee dei cittadini di Ciampino e portare avanti un programma davvero partecipato – ha spiegato Daniela Ballico -. Sicuramente i cittadini non vorranno un centro commerciale o altri 300-400 appartamenti. A me piacerebbe, ma chiaramente è solo una mia idea, che lì potesse sorgere un polo universitario, magari una Facoltà di Veterinaria, che l’Università di Tor Vergata ha avuto dal MIUR l’autorizzazione di istituire dal 2023. E vorrei che ci fosse una grande piazza. In ogni caso le idee saranno partecipate dai cittadini di Ciampino, perché l’IGDO è l’identità di Ciampino. E, state tranquilli, non toglieremo soldi ad altri progetti per questo”.

Come si potrà riportare l’IGDO nelle mani del Comune di Ciampino? E con quali tempi?
“Si possono utilizzare – ha spiegato Febbraro – accordi procedimentali, che le amministrazioni pubbliche possono prendere tra loro per raggiungere un obiettivo condiviso, e accordi di programma, in cui interviene anche il privato. Un accordo Comune-Regione-Soprintendenza sarà probabilmente lo strumento che useremo per questo scopo. I tempi non sono ben definiti, molto dipende anche dalla volontà politica e dalle capacità dei dirigenti: io immagino un tempo di due anni, ma se il proprietario è serio e leale può volerci anche meno”.

Quale vantaggio può ottenere una comunità come Ciampino nel riavere l’IGDO?
“Avere un centro non abbandonato a se stesso, bensì vivo e in cui si svolgono attività politiche, amministrative, sociali ed economiche – ha risposto sempre Febbraro -. Daniela Ballico parlava della possibilità di una Facoltà di Veterinaria, ma potremmo pensare a uno studentato, e sarebbe evidente il vantaggio, soprattutto per i commercianti. In quell’area – è intervenuto Smedile – si potrebbe fare un parcheggio di scambio con almeno 300 posti auto, una sede della Guardia di Finanza o un comando di Polizia Locale, che avrebbe una postazione molto più dignitosa dei prefabbricati a Parco Aldo Moro. Nell’area dell’IGDO – ha aggiunto Daniela Ballico – sarebbe un’ottima idea avere anche e soprattutto la nuova sede del Comune, perché il centro di una città non può non avere il Comune, così come non può avere una piazza, una chiesa e vari servizi e attività”.

Non sarebbe meglio investire il denaro, anziché per ricomprare l’IGDO, in altri modi?
“No, perché quello è un ‘moltiplicatore’ – ha detto deciso Smedile -. Ma questo non può capirlo chi non ha, come noi, una visione sistemica della città. Tutto quello che noi vorremmo fare in quell’area porterebbe finanziamenti e ricchezza, questa è una domanda che non dovrebbero nemmeno farci…”.

Daniela Ballico, quindi, insieme a Febbraro e Smedile ha esposto molto chiaramente la sua idea di IGDO pubblico e perché l’IGDO sia veramente più di un edificio, in quanto progetto di città. Nelle prossime settimane vedremo se gli altri candidati a sindaco condivideranno, almeno in parte, questa visione, e se la condivideranno anche i cittadini di Ciampino che il 12 giugno saranno chiamati al voto.

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